Frédéric Vasseur
Aggiornato Sab 06 Giu 2026 alle 10:36Le ultime notizie su Frédéric Vasseur raccontano la storia di un team principal che, dopo aver attraversato una delle stagioni più buie nella storia recente della Ferrari, si trova ora a gestire una fase di transizione complessa nel nuovo ciclo regolamentare del 2026. Dalle polemiche con la FIA alle sfide tecniche, il manager francese è al centro di ogni dibattito che riguarda il Cavallino Rampante.
Vasseur contro la FIA: la questione delle partenze e il gap con Mercedes
Tra le ultime novità che hanno animato il paddock, spicca la polemica di Vasseur nei confronti della FIA riguardo alla modifica unilaterale del sistema di pre-partenza, introdotta appena prima dell’inizio del campionato 2026. La federazione ha imposto cinque secondi aggiuntivi di pre-partenza per consentire a tutte le vetture di caricare adeguatamente il turbo, una decisione che ha penalizzato direttamente la Ferrari, la quale aveva investito risorse significative proprio nell’ottimizzazione delle partenze come punto di forza della SF-26.
“Sollevare questioni di sicurezza è giusto, e la FIA ha il diritto di intervenire in tal senso”, ha dichiarato Vasseur con evidente sarcasmo in un’intervista a The Race. “Io lo devo semplicemente accettare, anche se resto dell’idea che sia ingiusto nei confronti della Ferrari. Ne avevamo parlato già un anno fa, e l’approccio era che si dovessero progettare le macchine in virtù dei regolamenti e non viceversa”. Il team principal ha spiegato che Maranello aveva scelto consapevolmente di privilegiare le prestazioni in partenza, rinunciando a un decimo al giro, salvo poi vedersi sottrarre questo vantaggio da una decisione calata dall’alto.
Sul fronte delle prestazioni pure, il divario con la Mercedes dominatrice — con Andrea Kimi Antonelli e George Russell protagonisti assoluti — rimane il tema centrale. Già dopo il GP d’Australia, Vasseur aveva quantificato il distacco con lucidità: “Nel complesso sono mezzo secondo più veloci di noi”. Charles Leclerc e Lewis Hamilton hanno comunque dimostrato di poter lottare per il podio — il monegasco ha chiuso terzo in Australia, il britannico ha conquistato il terzo posto in Cina — ma per puntare stabilmente alla vittoria serve un salto di qualità concreto.
La Macarena e l’ADUO: le armi tecniche di Maranello
Sul piano tecnico, le ultime news dalla fabbrica di Maranello parlano di una Ferrari che ha portato in pista diversi aggiornamenti aerodinamici sulla SF-26, tra cui la celebre ala posteriore ribattezzata “Macarena“. Fu lo stesso Vasseur a coniare il soprannome durante i test invernali in Bahrain, spiegando ai giornalisti francesi di Canal+ il funzionamento della soluzione: un’ala che non si limita ad aprirsi come previsto dal regolamento, ma compie un ulteriore movimento che le permette di “ribaltarsi” all’indietro. “La chiamiamo Macarena. Perché fa un movimento in cui sembra che sollevi le braccia e le porti all’indietro”, aveva rivelato il team principal tra le risate della stampa, attirando immediatamente l’attenzione della concorrenza.
L’altra carta che Vasseur intende giocare per colmare il gap con la Mercedes è l’ADUO — Additional Development and Upgrade Opportunities —, il meccanismo introdotto dalle nuove regole che, in base alle prestazioni in pista delle power unit, garantisce ai team meno competitivi importanti opportunità di sviluppo sui banchi prova. “Non credo che saranno i cambi di regole sul rapporto di compressione a cambiare i valori in pista”, ha spiegato il manager francese. “Penso invece che sarà l’ADUO a rivelarsi determinante. Per noi è quest’opportunità a rappresentare lo strumento per colmare il gap con la Mercedes”. Una scommessa tecnica su cui Maranello punta con convinzione nel corso di questa stagione.
Il difficile 2025 e la rinascita nel 2026: il percorso di Vasseur
Per comprendere appieno la posizione attuale di Vasseur, è necessario ricordare da dove viene la Ferrari. Il 2025 era stato un autentico calvario: nessun Gran Premio vinto, appena sette podi tutti firmati da Leclerc nelle gare lunghe, e una sola vittoria nella Sprint Race con Hamilton in Cina. La stagione si era chiusa con la Ferrari quarta nel Mondiale Costruttori, tra le critiche dei tifosi e le voci sempre più insistenti su un possibile cambio alla guida del team.
In quel contesto difficile, erano circolati i nomi di Christian Horner e persino di Flavio Briatore come possibili sostituti, mentre l’ex pilota Riccardo Patrese aveva dichiarato senza mezzi termini: “Vasseur? Adesso si gioca tutto, è lì da gennaio 2023, il tempo per costruire lo ha avuto. In generale, a me Fred fin qui è parso poco reattivo di fronte alle difficoltà”. Nonostante le pressioni, la Ferrari aveva scelto di rinnovare la fiducia al manager francese già nell’estate del 2025, con John Elkann che aveva spiegato la decisione sottolineando i progressi compiuti nel tempo: “Ha guidato la Ferrari e le ha permesso di progredire in questi anni. Quando si sta progredendo è importante rafforzarsi”.
Vasseur stesso aveva risposto alle critiche con la sua consueta lucidità: “In F1 non c’è magia: è tutto nei dettagli. Per costruire una squadra servono tempo e pazienza. Ci vogliono due-tre anni per avere le persone giuste, e poi uno-due per ottenere risultati. Non esistono scorciatoie”. Parole che oggi, con il nuovo ciclo regolamentare in corso, suonano come un programma ancora in fase di attuazione. La stagione 2026 è ancora lunga, e il verdetto finale su Vasseur — e sulla Ferrari — è tutt’altro che scritto.