Frédéric Vasseur
Aggiornato Mer 29 Apr 2026 alle 21:14La stagione 2026 di Formula 1 ha già delineato un quadro chiaro: la Mercedes domina, e la Ferrari insegue. Ma Frédéric Vasseur, team principal del Cavallino Rampante, non sembra intenzionato ad alzare bandiera bianca. Anzi, le ultime notizie lo vedono più determinato che mai, forte di una squadra che ha mostrato segnali incoraggianti nelle prime gare del campionato e di strumenti regolamentari che potrebbero rivelarsi decisivi nel corso dell’anno.
Vasseur e il piano per colmare il gap con la Mercedes
Dopo un 2025 da dimenticare — nessuna vittoria in gara, soli sette podi tutti firmati da Charles Leclerc, e Lewis Hamilton a fare i conti con la peggiore stagione della sua carriera — la Ferrari si è presentata al via del 2026 con ambizioni rinnovate e una monoposto completamente ridisegnata, la SF-26. I risultati iniziali hanno confermato che la direzione è quella giusta: Leclerc terzo in Australia e Hamilton sul podio in Cina, con il monegasco secondo nella Sprint Race di Shanghai. Un avvio concreto, anche se il distacco dalla Mercedes rimane evidente.
Vasseur ha quantificato il divario con precisione: “Nel complesso sono mezzo secondo più veloci di noi”, aveva dichiarato dopo Melbourne. Ma il team principal francese ha anche indicato la strada per recuperare, puntando su un meccanismo regolamentare specifico: l’ADUO, acronimo di Additional Development and Upgrade Opportunities. Si tratta di un sistema previsto dalle nuove regole che, in base alle prestazioni delle power unit, garantisce ai team meno competitivi maggiori opportunità di test sui banchi prova. Vasseur ha spiegato come l’ADUO sia la chiave per ridurre il gap con le Frecce d’Argento nel più breve tempo possibile, escludendo invece che i cambiamenti sul rapporto di compressione possano fare la differenza in pista.
Non è solo una questione di motore, però. Già durante i test invernali in Bahrain, la Ferrari aveva attirato l’attenzione con una soluzione aerodinamica inedita: la cosiddetta “Macarena”, un’ala posteriore capace di compiere un movimento di ribaltamento all’indietro che nessun altro team aveva adottato. Vasseur stesso aveva svelato il soprannome tra le risate, spiegando che il nome deriva proprio dal gesto che l’ala compie, simile al celebre ballo anni ’90. Una soluzione che la concorrenza ha subito messo sotto la lente d’ingrandimento, segno che a Maranello qualcosa di interessante si sta muovendo.
Un 2025 da incubo e la rinascita del 2026
Per capire quanto sia importante questo nuovo inizio, basta guardare indietro di qualche mese. Il 2025 era stato un autentico calvario: la SF-25 si era rivelata inadeguata, gli aggiornamenti non avevano prodotto i miglioramenti sperati, e la stagione si era chiusa con la Ferrari quarta nel Mondiale Costruttori. Hamilton, arrivato con l’entusiasmo di chi vuole conquistare un ottavo titolo mondiale, aveva vissuto mesi di frustrazione crescente, al punto da dichiarare apertamente di non vedere l’ora che la stagione finisse. Vasseur aveva risposto con equilibrio, invitando tutti alla calma e riconoscendo di aver sottovalutato le difficoltà di adattamento del britannico a un ambiente completamente nuovo dopo vent’anni in Mercedes.
Proprio su Hamilton, Vasseur aveva ammesso con onestà: “Abbiamo sottovalutato la sfida che Lewis ha dovuto affrontare ad inizio stagione. Sia Lewis che io abbiamo sottovalutato cosa significasse quel cambiamento, dalla cultura alle persone”. Una mea culpa significativa, che aveva accompagnato la promessa di un lavoro più efficace nel 2026, con un pilota ormai integrato nella struttura e una squadra che lo conosce molto meglio.
Nel frattempo, attorno alla figura di Vasseur si erano moltiplicati i rumors su un possibile avvicendamento alla guida del team. Il nome di Christian Horner, fresco di addio alla Red Bull, aveva circolato con insistenza, alimentato anche da voci di un presunto interesse di John Elkann in persona. E quello di Flavio Briatore era stato evocato da più parti, prima che lo stesso dirigente piemontese smentisse categoricamente qualsiasi interesse a lasciare Alpine per Maranello. Anche l’ex pilota Riccardo Patrese aveva espresso scetticismo sul futuro di Vasseur, definendolo “poco reattivo di fronte alle difficoltà” e sottolineando la necessità di un leader tecnico forte a Maranello.
Nonostante le pressioni, la Ferrari aveva scelto di rinnovare la fiducia a Vasseur già nell’agosto del 2025, con John Elkann a spiegare pubblicamente le ragioni della scelta: il presidente Ferrari aveva sottolineato la progressione del team sotto la sua guida, ricordando il secondo posto nel Mondiale Costruttori dell’anno precedente e la necessità di continuità in vista della rivoluzione regolamentare del 2026. Leclerc stesso aveva accolto con favore la conferma, elogiando la capacità del manager francese di mantenere lucidità in un ambiente emotivamente complesso come quello della Ferrari.
Ora la sfida è concreta: battere la Mercedes
Con le prime gare del 2026 alle spalle e il Gran Premio del Giappone all’orizzonte — primo appuntamento dopo una pausa forzata di oltre un mese dovuta alla cancellazione delle gare in Bahrain e Arabia Saudita per ragioni geopolitiche — Vasseur sa che il momento della verità si avvicina. La Ferrari ha dimostrato di poter stare sul podio, ma per tornare a vincere serve un ulteriore salto di qualità.
Il team principal è consapevole che le aspettative sono altissime e che il margine di errore si è assottigliato. Ma rispetto a dodici mesi fa, il clima a Maranello sembra genuinamente diverso: una macchina più competitiva, due piloti motivati e un meccanismo come l’ADUO che potrebbe accelerare lo sviluppo del motore. Le ultime notizie su Frédéric Vasseur raccontano di un uomo che ha attraversato la tempesta e ora punta dritto all’obiettivo: riportare la Ferrari a lottare per il titolo mondiale.