Dopo oltre un mese di pausa, la Formula 1 torna in pista e anche la Ferrari presenterà soluzioni tecniche ancora inedite nel campionato 2026.
Dopo oltre un mese di pausa, la Formula 1 tornerà in pista per il Gran Premio di Miami in programma per domenica 3 maggio. Uno stop che ha inevitabilmente dato tempo e modo ai vari team di lavorare sullo sviluppo delle loro monoposto, Ferrari inclusa. Ma, nonostante negli Stati Uniti non mancheranno le novità sulla SF-26, Frederic Vasseur predica calma sulle ambizioni delle Rosse. Che, tra l’altro, porteranno in pista la tanto attesa ala posteriore da tempo rinominata “Macarena”.
“Una pausa così lunga nel pieno della stagione è strana – ha commentato Vasseur -. Ne abbiamo però approfittato per lavorare intensamente a Maranello. Abbiamo analizzato i dati delle prime gare per prepararci al meglio, e vedremo in pista una Ferrari con alcuni aggiornamenti soprattutto dal punto di vista dell’aerodinamica. Sappiamo però che anche i nostri avversari faranno lo stesso, quindi dobbiamo restare umili, concentrati e consapevoli che dobbiamo massimizzare il lavoro”.
Per chi si fosse perso le origini del curioso soprannome dell’attesissima appendice aerodinamica, vale la pena ricordare che fu lo stesso Vasseur a coniarlo durante i test invernali in Bahrain, spiegando ai giornalisti francesi di ‘Canal+’ il funzionamento della nuova ala posteriore della SF-26: una soluzione di nuovissima concezione che non si limita ad aprirsi come previsto dal regolamento, ma compie un ulteriore movimento che le permette di “ribaltarsi” all’indietro. “La chiamiamo Macarena. Perché fa un movimento in cui sembra che sollevi le braccia e le porti all’indietro”, aveva rivelato il team principal tra le risate della stampa. Una trovata tecnica che aveva immediatamente attirato l’attenzione della concorrenza.
La pausa ha dunque rappresentato un’opportunità preziosa per la Ferrari, che nelle prime gare della stagione ha mostrato segnali incoraggianti pur accusando un gap importante nei confronti della Mercedes dominante. Già dopo il Gran Premio d’Australia, Vasseur aveva inquadrato con lucidità la situazione: “Nel complesso sono mezzo secondo più veloci di noi. Noi porteremo presto delle novità sul telaio, quindi poi vedremo cosa comporterà. Anche la Mercedes migliorerà, è ovvio”. Un divario che il team di Maranello punta a colmare anche attraverso l’ADUO — Additional Development and Upgrade Opportunities — il meccanismo previsto dalle nuove regole che, in base alle prestazioni in pista delle power unit, può garantire ai team meno competitivi importanti opportunità di sviluppo sui banchi prova.
In casa Ferrari, però, l’ottimismo non manca. Lewis Hamilton, che nelle prime gare ha già conquistato un podio in Cina, si era presentato alla stagione con grande determinazione: “So cosa fare. Questa sarà una stagione dannatamente bella”, aveva scritto sui social dopo i test invernali. Anche Charles Leclerc mantiene alta la concentrazione, consapevole che ogni dettaglio può fare la differenza in un campionato così equilibrato alle spalle della Mercedes.
Il Gran Premio di Miami si preannuncia quindi come un appuntamento chiave per capire se il lavoro svolto a Maranello durante la lunga pausa abbia davvero permesso alla Rossa di ridurre il distacco dalla vetta. Sullo sfondo, la Florida ospiterà anche altri protagonisti illustri: secondo quanto riportato, il presidente della FIFA Gianni Infantino sarà presente nel paddock di Miami, dove incontrerà Paolo Zampolli, inviato speciale dell’amministrazione Trump, per discutere — tra le altre cose — del possibile ripescaggio dell’Italia ai Mondiali di calcio 2026. Il circus della Formula 1, ancora una volta, si conferma palcoscenico ben oltre i confini dello sport motoristico.