Dinamo Sassari

Aggiornato Ven 15 Mag 2026 alle 12:09

La stagione della Dinamo Sassari si è conclusa nel peggiore dei modi possibili: retrocessione in Serie A2 dopo sedici anni consecutivi nella massima serie del basket italiano, e un finale di campionato segnato da polemiche, tensioni disciplinari e l’amarezza di un’intera isola. Le ultime notizie sul club sardo dipingono un quadro complesso, tra la gestione del presente e la speranza di un rapido ritorno tra i grandi.

Il caso disciplinare che ha scosso il finale di stagione

A pochi giorni dalla fine della regular season, la Dinamo Sassari ha dovuto fare i conti con uno scandalo interno senza precedenti. Il club ha ufficialmente comunicato la sospensione per ragioni disciplinari di tre giocatori — Rashawn Thomas, Daryl Macon Jr. e Carlos Marshall — che non hanno preso parte all’ultima trasferta sul campo della Germani Brescia, valida per la 30ª giornata della Serie A Unipol. Una decisione clamorosa, che ha colpito anche il capitano Thomas, già finito nel mirino delle critiche per il rendimento deludente durante l’arco della stagione e protagonista di un atteggiamento evasivo nelle ultime conferenze stampa. Il comunicato ufficiale del club non ha fornito ulteriori dettagli sulle motivazioni, lasciando aperte molte domande su quanto accaduto all’interno dello spogliatoio biancoblù.

Un epilogo amaro per una squadra che aveva già incassato la retrocessione matematica nelle settimane precedenti, e che si è presentata all’ultima gara di campionato decimata e senza tre dei suoi elementi più rappresentativi. A sorridere è stata la Germani Brescia, che aveva bisogno della vittoria per blindare il secondo posto nella griglia playoff.

La retrocessione e gli scenari per il futuro

Il verdetto era arrivato il 3 maggio, quando la sconfitta interna contro la Virtus Bologna aveva sancito matematicamente la retrocessione in A2 della Dinamo, con Cantù che festeggiava la salvezza in contemporanea. Un momento doloroso per una piazza che negli ultimi anni aveva conquistato uno scudetto, due Coppe Italia, due Supercoppe e una FIBA Europe Cup. Coach Veljko Mrsic aveva più volte denunciato nel corso della stagione la fragilità mentale del gruppo, parlando di una squadra «troppo spaventata» nei momenti decisivi, incapace di gestire la pressione nei finali di partita.

Nonostante la delusione, da Sassari filtra un cauto ottimismo per il futuro. Gli scenari per un possibile ripescaggio sono concreti: le situazioni societarie incerte di Cremona e Trieste potrebbero liberare posti in Serie A, e la Dinamo sarebbe tra le principali candidate a beneficiarne. Il Consiglio Federale del 13 maggio era atteso come appuntamento chiave per fare chiarezza. Sul lungo periodo, si parla anche di una possibile Serie A a 20 squadre dal 2027/2028, con il club sardo che potrebbe presentarsi con una nuova proprietà straniera e un PalaSerradimigni ampliato a 6.000 posti. Il direttore generale Jack Devecchi ha assicurato che il club sta lavorando «per il bene della società e della squadra».

Anche il mondo del basket ha voluto rendere omaggio a una piazza storica. L’ex cestista e commentatore Sky Davide Pessina, intervistato in esclusiva, ha sottolineato come perdere Sassari dalla massima serie sia «un colpo» per l’intero movimento: «È stata una piazza che coinvolge tutta una regione, un’isola come la Sardegna. Direi un anno sbagliato all’interno di una storia recente di alto livello». Parole di stima sono arrivate anche da Walter De Raffaele, coach di Cantù, che nel giorno della salvezza brianzola ha voluto ricordare la Dinamo: «Sono certo che il prossimo anno tornerà sul palcoscenico che più le si addice».

La storia di Achille Polonara: una battaglia oltre il campo

In mezzo alle difficoltà sportive, la vicenda umana che ha tenuto col fiato sospeso tutto il basket italiano riguarda Achille Polonara, legato alla Dinamo da un contratto firmato nell’estate 2025. Il lungo marchigiano, dopo la diagnosi di leucemia mieloide acuta, ha affrontato un percorso durissimo: chemioterapia, radioterapia, trapianto di midollo osseo e una trombosi venosa che lo ha portato in coma per dieci giorni. A febbraio 2026 è riuscito a sottoporsi a un intervento al cuore necessario per ottenere l’idoneità agonistica, annunciandone il successo con un messaggio sui social.

Nonostante tutto, Polonara non ha mai smesso di guardare avanti. In una recente intervista ha fatto una promessa ai tifosi della Dinamo e a tutti coloro che vogliono rivederlo in campo: «Adesso faccio fatica ad arrivare al ferro, ma prima o poi Polon-Air tornerà». Un messaggio di speranza che ha commosso il mondo dello sport, in attesa che questo straordinario campione possa tornare a calcare i parquet che lo hanno reso grande.