rafael jodar
Aggiornato Gio 20 Ago 2026 alle 08:50Le ultime notizie su Rafael Jodar raccontano di un talento in costante ascesa, capace di far parlare di sé sia per le prestazioni in campo che per i comportamenti che continuano ad alimentare polemiche. Il giovane madrileno classe 2006 è ormai una delle figure più discusse e seguite del circuito ATP, e il Cincinnati Open 2026 ne è l’ennesima conferma.
Jodar a Cincinnati: rimonte, polemiche e ottavi di finale
Al Masters 1000 di Cincinnati, Rafa Jodar ha superato Denis Shapovalov in una partita che ha fatto discutere quanto entusiasmare. Lo spagnolo ha rimontato da 1-5 nel terzo set, conquistando una vittoria clamorosa che lo ha proiettato agli ottavi di finale. Tuttavia, il canadese Shapovalov si è platealmente lamentato con l’avversario, accusandolo di aver interrotto il gioco per cambiare i lacci delle scarpe rotti in modo intenzionale, con l’obiettivo di spezzare il ritmo e rompere la concentrazione dell’avversario proprio nel momento più delicato del match.
In conferenza stampa Jodar ha cercato di difendersi con pragmatismo: «È una situazione che non posso controllare. I miei lacci si sono rotti e ho avuto bisogno di tempo per prepararne di nuovi. Cercherò di avere dei lacci di ricambio pronti per la prossima partita». Non è la prima volta che il madrileno finisce nel mirino per episodi simili: già a Wimbledon aveva fatto discutere per aver sfruttato al massimo i tempi di pausa contro Carreño Busta, guadagnandosi una stretta di mano gelida dal connazionale e le critiche di numerosi tifosi sui social. Non è un caso che Jodar sia tra i tennisti più bersagliati online, soprattutto dai fan di Jannik Sinner, che lo considerano il futuro grande rivale dell’azzurro.
Agli ottavi di Cincinnati, Jodar — attualmente numero 11 del ranking ATP e undicesimo testa di serie — affronterà Flavio Cobolli, che ha superato il belga Alexander Blockx con il punteggio di 7-5, 4-6, 7-5 dopo una rimonta da 3-5 nel terzo set. Il romano ha dichiarato di sentirsi «più guerriero del solito» questa settimana, e la sfida si preannuncia combattuta tra due giocatori che non amano arrendersi.
Un’ascesa fulminante: da numero 478 alle porte della Top 10
Per comprendere la portata del fenomeno Jodar, basta guardare i numeri: solo un anno fa era numero 478 del mondo, oggi bussa alle porte della Top 10. In pochi mesi ha vinto il suo primo titolo ATP a Marrakech, raggiunto la semifinale a Barcellona, i quarti di finale a Madrid — dove ha perso contro Sinner — e a Roma contro Darderi, gli ottavi al Roland Garros e la finale a Washington, dove si è arreso a Taylor Fritz. Proprio il californiano, durante la premiazione, aveva lanciato un avvertimento velato ma significativo: «Sono contento di aver vinto ora, finché è ancora giovane».
Il percorso di Jodar ha già prodotto momenti storici. Al Roland Garros ha raggiunto gli ottavi di finale alla sua seconda partecipazione in uno Slam, un traguardo di precocità impressionante: meglio di Federer, Nadal, Djokovic, Sinner e Alcaraz. Solo Boris Becker, John McEnroe e Bjorn Borg avevano fatto altrettanto o meglio. A Madrid, battendo Alex de Minaur da wild card, è diventato il più giovane giocatore a superare un top 10 in un Masters 1000 con quel tipo di invito, strappando un primato che apparteneva proprio a Sinner.
Il confronto con il numero uno del mondo rimane il punto di riferimento principale per misurare la crescita dello spagnolo. Ai quarti di Madrid, Sinner ha battuto Jodar 6-2, 7-6(0), ma il secondo set ha raccontato quanto il giovane madrileno abbia venduto carissima la pelle: l’altoatesino ha dovuto annullare ben cinque palle break prima di trovare la via del tie-break, chiuso poi con undici punti consecutivi senza concedere nemmeno un punto all’avversario. A fine partita, Sinner ha scritto sulla telecamera «What a player», un attestato di stima che ha emozionato Jodar: «Ha tutti i colpi che servono per vincere, penso che sia questo a renderlo il migliore di tutti», ha risposto il madrileno.
Il carattere divisivo di una nuova stella
Ciò che rende Jodar un personaggio già complesso a 19 anni è la combinazione tra talento cristallino e atteggiamenti che dividono l’opinione pubblica. Oltre agli episodi di Cincinnati e Wimbledon, durante il Roland Garros era finito nel mirino per una presunta spinta a una raccattapalle e per non aver dato la mano a una bambina all’ingresso in campo. I colleghi sembrano già averlo inquadrato come un avversario scomodo non solo tecnicamente, ma anche caratterialmente.
Eppure, il tennis che esprime è di altissimo livello. Diego Nargiso, ex tennista italiano oggi Senior Sport Manager al Politecnico di Torino, lo ha definito senza mezzi termini «un fenomeno»: «Ha qualità pazzesche. Si tratta di uno spagnolo atipico: serve bene, è votato all’attacco ed è bravo non solo sulla terra, ma anche sulle superfici veloci». Boris Becker, dal canto suo, ha sentenziato: «Mi ricorda Sinner, è un giocatore molto completo».
Le ultime news su Rafael Jodar confermano che il tennis mondiale ha trovato il suo prossimo grande protagonista. Che piaccia o meno, il madrileno è già una realtà con cui tutti devono fare i conti — Cobolli compreso, a partire dagli ottavi di Cincinnati.