rafael jodar
Aggiornato Lun 26 Ott 2026 alle 17:24Tra le ultime notizie su Rafael Jodar c’è soprattutto l’episodio di Shanghai, che ha riacceso il dibattito sul carattere del giovane spagnolo. Il talento è fuori discussione, ma la crescita emotiva appare ancora un cantiere aperto. Queste le novità più rilevanti attorno al diciannovenne madrileno, in una stagione d’esordio che l’ha portato a un passo dalla top 10.
Shanghai: il caso del raccattapalle e le scuse
Agli ottavi del Masters 1000 cinese Jodar ha battuto Botic van de Zandschulp con il punteggio di 6-7, 6-2, 6-4, dopo oltre due ore e mezza di battaglia. A far discutere, però, è stato il comportamento in campo: in un momento di nervosismo si è rivolto in modo brusco e volgare a un raccattapalle che stava per consegnargli l’asciugamano. Il giudice di sedia gli ha assegnato un warning per comportamento antisportivo e il video è diventato virale sui social.
Il caso ha pesato anche perché non è isolato. Già al Roland Garros lo spagnolo era finito nel mirino per una presunta spinta a un raccattapalle, accusa sempre respinta, e per non aver stretto la mano a una bambina all’ingresso in campo. Dopo la vittoria contro Casper Ruud, Jodar ha scelto la via del mea culpa in conferenza stampa. Le sue scuse sono state nette: «Non avrei dovuto trattare il ball kid come ho fatto, ho grande rispetto per loro e per gli arbitri». Ha poi aggiunto di non essere stato capace di controllare le emozioni e che gli piacerebbe chiedere scusa di persona al ragazzino. «Oltre ad imparare come colpire un dritto o un rovescio, sto imparando anche a comportarmi in campo», ha concluso, promettendo che non accadrà più. Intanto i risultati continuano ad arrivare e il suo ingresso in top 10 sembra sempre più vicino.
Un’ascesa fulminante, tra exploit e polemiche
Per capire il peso di ogni suo gesto basta guardare il percorso dell’ultimo anno: a metà 2025 era numero 478 del mondo, mentre ad agosto era già all’undicesimo posto del ranking ATP. In stagione ha vinto il primo torneo a Marrakech e raggiunto la semifinale a Barcellona. A Madrid, al suo terzo Masters 1000, ha eliminato De Minaur e Fonseca prima di arrendersi nei quarti a Sinner. A Roma ha battuto Arnaldi, poi si è fermato contro Luciano Darderi. A Parigi è arrivato per la prima volta agli ottavi di uno Slam, e a Washington ha giocato la finale, persa contro Taylor Fritz. Proprio Fritz, durante la premiazione, ha detto di essere contento di aver vinto ora, «finché è ancora giovane».
Non sono mancati i passaggi a vuoto. A Wimbledon ha superato in cinque set il connazionale Pablo Carreño Busta, ma la stretta di mano è stata gelida: il più esperto spagnolo si era risentito per la gestione dei tempi, con un toilet break che gli era sembrato studiato per arrivare alla sospensione per oscurità. Al turno successivo Jodar è stato eliminato dal qualificato giapponese Shintaro Mochizuki, numero 150 del mondo. In quell’occasione ha parlato di errori da analizzare con il padre e con il suo team. A Montreal ha invece superato Lorenzo Musetti 6-4, 6-3, mentre a Cincinnati, dopo la rimonta da 1-5 nel terzo set contro Shapovalov, la polemica sui lacci rotti ha alimentato nuove discussioni: il canadese lo accusava di aver interrotto il gioco di proposito. Jodar si è difeso spiegando che si trattava di una situazione fuori dal suo controllo e che avrebbe portato lacci di ricambio. Nel torneo statunitense si è poi fermato contro Flavio Cobolli, capace di rimontare dopo un set di svantaggio. Il romano ha parlato di un Jodar affaticato dopo una stagione e una settimana incredibili, e lo vede presto vicino alla top 5.
Il giudizio sul suo futuro, però, non è unanime. Nikolay Davydenko si è detto scettico: secondo l’ex numero 3 del mondo, Jodar non avrebbe un potenziale superiore a quello degli altri e non potrebbe migliorare come Sinner o Alcaraz. Oggi mette in difficoltà gli avversari soprattutto con la fisicità e la pressione che esercita.
Il confronto con Sinner e le prospettive
Il paragone con Jannik Sinner accompagna Jodar fin dalla primavera. Nel quarto di finale di Madrid l’azzurro ha vinto 6-2, 7-6(0), ma ha dovuto annullare cinque palle break nel secondo set e ha dedicato allo spagnolo sulla telecamera un «What a player». Jodar, dal canto suo, ha ricambiato con parole di grande stima, riconoscendo a Sinner di avere tutti i colpi per vincere. Quella resta l’unica sfida tra i due.
Lo spagnolo, in un’intervista a La Repubblica a fine settembre, ha definito il numero uno del mondo «un’ottima persona, divertente e incredibilmente umile». Ha aggiunto che manca a tutti nel circuito e che spera di affrontarlo presto. Sinner, che ha saltato Pechino per infortunio, sperava ancora di rientrare a Shanghai e di arrivare in forma agli ultimi tornei dell’anno. Nel frattempo Jodar insegue la top 10 e un posto stabile tra i protagonisti del tennis mondiale. La sfida più grande resta però quella lontana dai punteggi: dimostrare di saper gestire tensione e comportamento quanto i colpi.