Nicolò Bulega

Aggiornato Mar 07 Apr 2026 alle 09:48

Le ultime notizie su Nicolò Bulega raccontano la storia di un pilota in stato di grazia assoluta. Il centauro emiliano del team Aruba.it Racing Ducati sta dominando il Mondiale Superbike 2026 con una continuità impressionante, confermandosi come il riferimento indiscusso della categoria dopo due stagioni consecutive concluse al secondo posto alle spalle di Toprak Razgatlioglu.

Il weekend di Portimao, andato in scena a fine marzo 2026, ha rappresentato l’ennesima dimostrazione di forza del pilota della Ducati. Davanti a 82.132 spettatori, Bulega ha conquistato tutte e tre le gare del round portoghese — Gara 1, Superpole Race e Gara 2 — portando a dieci la sua striscia di vittorie consecutive. Un traguardo storico che lo inserisce in un club esclusivo: solo Jonathan Rea, Toprak Razgatlioglu e Alvaro Bautista avevano raggiunto questo risultato in precedenza nel WorldSBK. Con sei vittorie su sei gare disputate in questa stagione, il vantaggio in classifica si è esteso a 56 punti sul compagno di squadra Iker Lecuona.

Un inizio di stagione da record

La cavalcata trionfale di Bulega era iniziata già a febbraio, in Australia. A Phillip Island, il pilota emiliano aveva dominato il round d’apertura del campionato conquistando la tripletta — Gara 1, Superpole Race e Gara 2 — e stabilendo un ulteriore primato personale: con 23 successi in SBK, era diventato l’italiano più vincente di sempre nella categoria, superando il record di Marco Melandri. Una prestazione tanto più significativa considerando che Gara 2 si era disputata sotto la pioggia, condizioni che Bulega aveva saputo gestire con grande intelligenza e determinazione.

Eppure, alla vigilia della stagione, lo stesso Bulega aveva manifestato qualche preoccupazione. Durante i test invernali a Portimao, il maltempo aveva impedito di girare sull’asciutto, lasciando il pilota con poche certezze sulla nuova moto. «Quando hai una moto nuova, hai davvero bisogno di fare molti giri per capirla», aveva dichiarato a gennaio. Quelle incertezze sembrano oggi un lontano ricordo: il dominio a Phillip Island ha spazzato via ogni dubbio, confermando che il lavoro invernale del team Aruba aveva prodotto i suoi frutti.

Il sogno MotoGP e il futuro con Ducati

Mentre Bulega continua a fare la voce grossa in Superbike, il suo futuro sembra destinato a intrecciarsi sempre più con la MotoGP. A fine 2025, il pilota aveva vissuto una breve ma significativa esperienza nella classe regina, sostituendo l’infortunato Marc Marquez negli ultimi due Gran Premi della stagione a Portimao e Valencia. Un esordio vissuto con grande umiltà — «ho una gran confusione in testa», aveva ammesso dopo la prima giornata di prove — ma che gli aveva permesso di accumulare un’esperienza preziosa.

Parallelamente all’impegno in Superbike, Bulega ricopre ora il ruolo di tester Ducati in MotoGP, affiancando Michele Pirro nello sviluppo della Desmosedici GP. Un incarico che alimenta le sue ambizioni future: «Con il cambio di regolamento mi piacerebbe passare in MotoGP», aveva dichiarato a dicembre 2025, sottolineando come le gomme Pirelli previste per il 2027 rappresentino un elemento familiare che potrebbe facilitare la transizione. A spingerlo verso questa avventura era stato anche il consiglio di Valentino Rossi, al quale Bulega si era rivolto nei momenti di dubbio: «Lui mi ha detto di sbattermene e di andare a correre».

Per ora, però, l’obiettivo è uno solo: conquistare il titolo mondiale Superbike che gli è sfuggito per due anni consecutivi. Nel 2025, il campionato era andato a Razgatlioglu per soli 13 punti, nonostante 14 vittorie complessive. Un’occasione mancata che ha reso Bulega ancora più determinato. I numeri di questo avvio di stagione 2026 suggeriscono che questa potrebbe davvero essere la sua annata: sei gare, sei vittorie, nessun rivale all’orizzonte capace di impensierirlo seriamente. La Ducati, dal canto suo, guida già con 50 punti di vantaggio la classifica Costruttori. Il trono iridato sembra finalmente a portata di mano per il centauro di Borgo Val di Taro.