Lindsey Vonn

Aggiornato Dom 05 Lug 2026 alle 11:47

Le ultime notizie su Lindsey Vonn raccontano la storia di una campionessa che ha sfidato i propri limiti fino all’estremo, pagandone un prezzo altissimo. L’8 febbraio 2026, sull’Olympia delle Tofane di Cortina d’Ampezzo, il sogno olimpico della fuoriclasse statunitense si è infranto dopo soli 13 secondi di gara: una caduta devastante nella discesa libera delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 ha posto fine alla sua avventura olimpica nel modo più drammatico possibile. Vonn, 41 anni, aveva scelto di gareggiare nonostante la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro, rimediata pochi giorni prima a Crans-Montana. Una decisione che ha diviso l’opinione pubblica, scatenando un acceso dibattito sui social e non solo.

La dinamica dell’incidente è stata ricostruita dalla stessa atleta: “Per soli 13 cm, il mio braccio destro si è agganciato alla porta, causando la caduta. Il crociato rotto e gli infortuni passati non vi hanno avuto nulla a che fare”. Le urla di dolore di Vonn hanno fatto il giro del mondo, lasciando attoniti tifosi e addetti ai lavori. Sofia Goggia, visibilmente commossa, ha commentato: “Mi piange il cuore pensare che sia in un ospedale con la tibia rotta a 41 anni quando aveva fatto tutta questa fatica per correre alle Olimpiadi”.

Un calvario medico senza precedenti

Le conseguenze dell’infortunio si sono rivelate ben più gravi di quanto inizialmente comunicato. Trasportata in elicottero prima al Policlinico Codivilla di Cortina e poi all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, Vonn ha subito una frattura complessa della tibia con sindrome compartimentale, una condizione che ha rischiato di costarle l’amputazione della gamba sinistra. “Quando si subisce un trauma così grave in una zona del corpo il sangue si accumula e si blocca, fondamentalmente schiacciando tutto”, ha spiegato la campionessa. Solo l’intervento tempestivo del dottor Tom Hackett, chirurgo ortopedico del Team USA, le ha salvato l’arto con una fasciotomia d’urgenza.

In totale, Vonn è stata sottoposta a sei operazioni chirurgiche: quattro a Treviso e una ulteriore negli Stati Uniti dopo il rientro in patria. Le immagini della sua gamba sinistra, piena di placche e viti metalliche, hanno fatto il giro del web. A complicare ulteriormente il quadro clinico, la scoperta di una frattura alla caviglia destra, passata inizialmente inosservata. I medici hanno stimato in circa un anno i tempi di recupero completo, al termine del quale Vonn dovrà decidere se rimuovere il materiale metallico e sottoporsi a un’ulteriore operazione per riparare definitivamente il legamento crociato.

Nonostante tutto, la campionessa ha mostrato una resilienza straordinaria. A soli 25 giorni dalla caduta, ha pubblicato sui social un video in cui si allena in palestra, lavorando su addominali, spalle e persino sulla gamba martoriata. “Sono tempi decisamente duri, ma sono comunque grata. Sto lavorando sodo. L’unico obiettivo è guarire. Un giorno alla volta”, ha scritto, scatenando reazioni entusiaste da parte dei fan.

Il futuro di Vonn: ritiro o ritorno in pista?

La domanda che tutti si pongono riguarda il futuro agonistico di Lindsey Vonn. Il padre Alan Kildow, subito dopo l’incidente, era stato categorico: “Ha 41 anni e questa è la fine della sua carriera. Non ci saranno più gare di sci per Lindsey Vonn, finché avrò voce in capitolo”. Ma la diretta interessata ha risposto con un appello ai suoi tifosi che lascia aperta ogni possibilità: “Per favore, smettetela di dirmi cosa dovrei o non dovrei fare. Vi farò sapere quando avrò deciso. Al momento non sono ancora pronta per questo. Forse tornerò a gareggiare, forse no. Solo il tempo lo dirà”.

Sul fronte dello staff tecnico, è arrivata anche la conferma della separazione professionale con il suo allenatore Aksel Lund Svindal. L’ex campione norvegese, intervistato dalla testata VG, ha dichiarato: “Probabilmente è finita. Purtroppo, Lindsey avrà più bisogno di fisioterapisti e medici di quanto ne avrà di un allenatore”. Svindal ha anche parlato del proprio futuro, lasciando intendere di non aver ancora preso decisioni definitive riguardo a un possibile ruolo nello staff tecnico della federazione norvegese, anche per via degli impegni familiari.

Nel frattempo, anche la sorella Karin Kildow ha dovuto fare i conti con la sfortuna: a marzo 2026 ha riportato la rottura del legamento crociato anteriore. Lindsey ha commentato con ironia la vicenda su Instagram: “Karin, paziente numero due: rottura del legamento crociato anteriore. Benvenuta al Centro di Riabilitazione Vonn”. Un momento di leggerezza in un periodo ancora segnato dalla difficoltà, che dimostra come la campionessa americana stia ritrovando, passo dopo passo, la sua normalità interiore. Come ha confermato lo stesso Svindal: “Credo che abbia attraversato giorni difficili, mi mandava messaggi molto brevi e stringati. Però ora mi sembra tornata alla normalità interiore”.