La campionessa statunitense ha fatto rientro in Colorado, negli Stati Uniti, dove proseguirà il suo percorso di riabilitazione
Lindsey Vonn è tornata a casa, in Colorado, negli Stati Uniti, dopo una settimana di ricovero presso l’ospedale Ca’ Foncello di Treviso. La campionessa americana, che ha subito quattro interventi chirurgici alla gamba sinistra dopo la terribile caduta nella discesa libera delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, ha lasciato la clinica domenica mattina, regalando tutti i peluches ricevuti in questi giorni ai bambini ricoverati nel reparto di pediatria.
Vonn aveva fatto un appello sui social dopo la quarta operazione: “Ho letto molti messaggi e commenti di persone che dicono di essere tristi per ciò che mi è accaduto. Per favore, non siate tristi. Accolgo a cuore aperto l’empatia, l’amore e il sostegno, ma per favore non tristezza o compassione. Spero invece che questo vi dia la forza di continuare a combattere, perché è quello che sto facendo io e che continuerò a fare. Sempre”.
“Quando ripenso alla mia caduta… non ero al cancelletto di partenza ignara delle potenziali conseguenze – ha aggiunto la campionessa a stelle e strisce -. Sapevo cosa stavo facendo. Ho scelto di correre un rischio. Ogni sciatrice in quel cancelletto ha corso lo stesso rischio. Perché anche se sei la persona più forte del mondo, la montagna ha sempre in mano le carte”.
“Ero disposta a rischiare, spingere e sacrificarmi per qualcosa che sapevo di essere assolutamente in grado di fare. Correrò sempre il rischio di cadere dando tutto me stessa, piuttosto che non sciare al mio potenziale e avere rimpianti – ha continuato Vonn -. Non voglio mai tagliare il traguardo e dire: ‘E se…?’. E per essere onesta, in quel momento ero fisicamente più forte di quanto lo sia stata spesso in passato. Sicuramente più forte di quando ho concluso la carriera nel 2019 con un bronzo ai Mondiali. E mentalmente… Mentalmente ero perfetta. Lucida, concentrata, affamata, aggressiva eppure completamente calma… proprio come mi ero allenata negli ultimi mesi quando sono salita sul podio in ogni discesa di questa stagione”.
“Era tutto un test per prepararmi alle Olimpiadi. Mentalmente ero più pronta di quanto non lo sia mai stata. Ma solo perché ero pronta, questo non mi garantiva nulla. Niente nella vita è garantito. È la scommessa dell’inseguire i propri sogni: potresti cadere, ma se non ci provi non lo saprai mai. Quindi per favore, non sentitevi tristi. La corsa è valsa la caduta. Quando chiudo gli occhi la notte non ho rimpianti e l’amore che ho per lo sci rimane. Non vedo l’ora che arrivi il momento in cui potrò stare di nuovo in cima alla montagna. E lo farò”.