Sofia Goggia a pezzi per Lindsey Vonn risponde secca ad Alberto Tomba

Articolo di Aldo Seghedoni

"Mi piange il cuore pensare che sia in un ospedale con la tibia rotta" dice della statunitense.

Non una grande giornata per Sofia Goggia, caduta nella discesa libera della combinata a squadre. Ma, come sempre, la campionessa bergamasca è tutt’altro che banale al momento di rilasciare dichiarazioni. “Quando sono scivolata il primo pensiero è stato per Lara Dalla Mea – sottolinea -. Mi spiace tanto, perché avrebbe potuto provare la pista da slalom“. E poi aggiunge con un sorriso amaro: “Mi aspetterà in hotel con un bastone”.

La medaglia di bronzo di domenica in discesa non si tira indietro neanche nel rispondere ad Alberto Tomba, che avrebbe preferito vedere Thoeni accendere il tripode a Cortina e non lei. “Io ultima tedofora? Non è stata una decisione mia”. E anche il bolognese è servito.

Naturalmente Sofia parla anche di Lindsey Vonn, la cui Olimpiade si è conclusa nella maniera peggiore: “Ho letto stamattina il messaggio che ha postato sui social. Mi piange il cuore pensare che sia in un ospedale con la tibia rotta a 41 anni quando aveva fatto tutta questa fatica per correre alle Olimpiadi, uscendo alla terza porta, cadendo così, dopo aver dominato tutta la stagione. Mi ma fale, mi fa male il cuore”.

Quanto successo alla statunitense ha toccato tutti e ha purtroppo anche scatenato gli haters, ai quali ha risposto anche Arnold Schwarzenegger: “Quello che queste persone non capiscono, perché non hanno mai provato a fare qualcosa di grande, perché non si sono mai spinte fino ai limiti estremi, perché non conosceranno mai il loro vero potenziale, è che non esiste una grandezza priva di rischi” ha sottolineato l’austriaco naturalizzato statunitense.

“È stato più un errore umano che sfortuna. Se è stato un azzardo gareggiare nelle sue condizioni? Anche io, al suo posto, ci avrei provato. Caratterialmente siamo simili e penso che pure io mi sarei presentato al via” ha invece detto sul tema Giorgio Rocca, interpellato dal Corriere del Ticino.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

TG SPORT

Articoli correlati