LBA

Aggiornato Mer 23 Set 2026 alle 11:31

La stagione 2025-2026 della Lega Basket Serie A resterà negli annali per una vicenda che ha scosso profondamente il movimento cestistico italiano: l’esclusione della Trapani Shark dal campionato. Un caso che ha tenuto banco per mesi, coinvolgendo la giustizia sportiva, i tribunali amministrativi e i massimi organi del basket nazionale, prima di trovare un primo punto fermo con la pronuncia del Consiglio di Stato.

Il caso Trapani Shark: dall’esclusione al Consiglio di Stato

La vicenda era esplosa nel dicembre 2025, quando la società granata e il suo proprietario Valerio Antonini avevano assunto posizioni sempre più conflittuali nei confronti di FIP e LBA. Dopo la conferenza stampa di fuoco del direttore sportivo Valeriano D’Orta, che aveva minacciato di non far scendere in campo la squadra nella gara contro la Virtus Bologna, e dopo la partita definita dai più una ‘farsa’ contro Trento, il Giudice sportivo aveva decretato l’esclusione del club dal campionato il 12 gennaio 2026, comminando anche una sanzione di 600mila euro.

La risposta di FIP e LBA era stata immediata e durissima: ‘Il mondo della pallacanestro non può accettare che soggetti affiliati e massimi rappresentanti di club prestigiosi mettano a repentaglio la credibilità di un movimento sano’, si leggeva nel comunicato congiunto diffuso il 12 gennaio. L’Assemblea dei Club aveva poi confermato all’unanimità pieno mandato al presidente Maurizio Gherardini per tutelare l’immagine del campionato.

Antonini aveva però deciso di percorrere la strada dei ricorsi, portando la questione davanti al TAR del Lazio. Le ordinanze di rigetto non lo avevano fermato, e la battaglia legale era proseguita fino al Consiglio di Stato. A settembre 2026, con l’avvio della nuova stagione ormai imminente, è arrivata la pronuncia che FIP e LBA attendevano: nella sommaria delibazione cautelare, il Consiglio di Stato ha escluso vizi dei provvedimenti impugnati, pur rimandando al TAR la fissazione dell’udienza finale di merito. ‘FIP e LBA esprimono soddisfazione per questo primo esito, che permette il regolare e imminente avvio dei campionati’, si legge nella nota congiunta diffusa l’11 settembre 2026.

Un campionato in crescita: i numeri record del pubblico

Al di là delle turbolenze giudiziarie, la stagione regolare 2025-2026 ha consegnato dati incoraggianti sul fronte dell’affluenza. La Lega Basket ha certificato 1.724.100 spettatori nelle 210 gare disputate, per una media di 4.105 a partita, praticamente identica al record recente di due stagioni prima e superiore del 3,6% rispetto alla stagione 2024-2025. L’indice di riempimento complessivo del torneo si è attestato al 76%, il migliore delle ultime quattro stagioni.

A guidare tutte le classifiche è stata, come di consueto, l’Olimpia Milano, con 91.266 spettatori totali e una media di 6.519 a partita, nonostante la necessità di alternare l’Unipol Forum all’Allianz Cloud. Il record stagionale di presenze è arrivato in occasione della celebrazione dei 90 anni del club meneghino, con 11.469 spettatori per la sfida contro Sassari. Alle spalle di Milano, per media spettatori, si sono collocate Virtus Bologna, Trieste, Cantù e Brescia.

Tra i dati più significativi spicca la crescita di Tortona, che grazie al trasferimento alla Nova Arena ha registrato un incremento del 59,6% rispetto alla stagione precedente. Altrettanto rilevante il balzo delle neopromosse: Cantù ha fatto segnare un +51%, passando da 3.150 a 4.757 spettatori di media, mentre Udine si è confermata la piazza con il maggior tasso di riempimento dell’intero campionato, con il PalaCarnera che ha raggiunto il 98,9% dei posti occupati. Sul fronte economico, la stagione regolare ha generato oltre 13,3 milioni di euro di incassi, con una media di 63.740 euro a gara.

Il dibattito sui giocatori italiani e il futuro del campionato

Parallelamente alle questioni di campo, nel corso della stagione ha preso corpo un acceso dibattito sulla possibile revisione delle regole sull’utilizzo dei giocatori di formazione italiana nei roster di Serie A. La GIBA, l’associazione dei giocatori italiani, ha preso una posizione netta contro l’ipotesi di introdurre un ulteriore straniero in rosa, richiamando l’esempio negativo del calcio e le mancate qualificazioni ai Mondiali come monito.

L’associazione ha sottolineato come molti atleti oggi di vertice non avrebbero avuto la possibilità di emergere senza le attuali tutele regolamentari, e ha evidenziato che già oggi una parte significativa dei giocatori di formazione italiana impiegati in Serie A non è eleggibile per la nazionale. La GIBA ha inoltre richiamato l’attenzione sull’introduzione del contratto NIL e sulla possibilità per i giovani di frequentare i college americani, sostenendo che nel giro di due stagioni molti di loro sarebbero tornati in Italia, aumentando il bacino di talenti disponibili. In ogni caso, l’associazione ha ribadito con forza che ogni decisione sull’eleggibilità non avrebbe potuto riguardare la stagione 2026-2027, per il principio che le regole non si cambiano in corsa.

Le ultime notizie dal mondo LBA restituiscono dunque l’immagine di un movimento in salute sul piano dell’interesse del pubblico e degli incassi, ma ancora impegnato a fare i conti con le conseguenze di una stagione segnata da tensioni istituzionali senza precedenti. La chiusura definitiva del caso Trapani, attesa con l’udienza di merito al TAR, rappresenterà un passaggio cruciale per la credibilità e la stabilità dell’intero sistema.