Jorge Lorenzo
Aggiornato Mer 03 Giu 2026 alle 13:38Jorge Lorenzo continua a essere uno dei commentatori più lucidi e senza filtri del paddock della MotoGP. Nelle ultime settimane, le sue analisi sulle condizioni fisiche di Marc Márquez e sulla crisi della Ducati ufficiale hanno fatto discutere, confermando il ruolo del cinque volte campione del mondo come voce autorevole e spesso scomoda del Motomondiale.
Lorenzo sconfessa la Ducati: Márquez non è al 100%
Il tema più caldo delle ultime ultime notizie riguardanti Lorenzo riguarda le sue dichiarazioni sullo stato fisico di Marc Márquez dopo il Gran Premio di Spagna a Jerez. Intervenendo in diretta sui canali spagnoli di DAZN, l’ex pilota maiorchino ha di fatto smentito la versione ufficiale della Ducati, che attraverso Gigi Dall’Igna aveva garantito la piena forma del campione del mondo. «Ufficialmente Dall’Igna ha detto che Marquez si sarebbe presentato a Jerez al 100% delle sue condizioni. Però dall’esterno i suoi gesti dicono il contrario», ha affermato Lorenzo, citando un movimento anomalo della spalla durante l’incidente alla curva Nieto-Peluqui come prova tangibile dei problemi fisici del catalano.
Non si tratta di una posizione nuova. Già a marzo, dopo il GP della Thailandia, Lorenzo aveva lanciato l’allarme sulle condizioni del connazionale, individuando nella spalla destra il nodo centrale: «Si vede che nelle curve a sinistra è limitato. Questo potrebbe accorciargli la carriera». Parole che, alla luce del ritiro di Márquez al secondo giro di Jerez, appaiono oggi quanto mai profetiche. Il maiorchino è arrivato persino a ipotizzare uno scenario preoccupante per il futuro del campione: «Non so se riuscirà a recuperare completamente, perché potrebbe anche non tornare ad essere mai più la spalla che aveva prima della sua caduta in Indonesia».
Le parole di Lorenzo trovano eco in quelle di altri addetti ai lavori. Davide Brivio, manager del team Trackhouse, aveva anticipato la situazione nei giorni precedenti al GP spagnolo, parlando di un Márquez costretto a «sopperire alle mancanze fisiche». E lo stesso Márquez, dopo la caduta, ha ammesso con rara onestà: «In questo weekend valevo la quarta-quinta posizione». Un’ammissione che stride con l’immagine del dominatore assoluto che aveva conquistato il nono titolo mondiale nel 2025.
Il contesto sportivo aggrava ulteriormente il quadro: quello di Jerez è stato il nono Gran Premio consecutivo senza podi per la Ducati Lenovo, il digiuno peggiore da oltre dodici anni. Anche Pecco Bagnaia si è ritirato per un problema tecnico, lasciando campo libero all’Aprilia, che ha piazzato quattro moto nelle prime sei posizioni. Il CEO di Noale Massimo Rivola non ha nascosto la soddisfazione: «Stiamo anche beneficiando del fatto che Marc Marquez è chiaramente non a posto». Márquez si trova ora a -44 punti da Marco Bezzecchi, leader del mondiale con l’Aprilia.
Il futuro della MotoGP secondo Lorenzo: Acosta, Bezzecchi e il declino di Bagnaia
Le news su Lorenzo non si limitano alle sue analisi su Márquez. Il cinque volte iridato ha offerto una visione articolata degli equilibri presenti e futuri del Motomondiale. Parlando del duello che si prospetta nel 2027, quando Pedro Acosta approderà in Ducati ufficiale al fianco di Márquez, Lorenzo ha espresso grande curiosità: «Sono molto curioso di vedere come andrà, soprattutto vedendo come sta guidando Pedro con la KTM: è aggressivo e veloce. Quando prenderà la Ducati, andrà molto forte». Un avvertimento velato per Márquez, che a quel punto avrà 34 anni.
Sul fronte Bagnaia, Lorenzo si è mostrato scettico riguardo a una possibile rinascita del pilota piemontese. In una intervista a GPOne, l’ex centauro aveva già fotografato con crudezza la situazione: «Da fuori mi sembra spento, negativo. Gli manca un po’ di entusiasmo, di allegria». Una diagnosi che si è rivelata puntuale, considerando le difficoltà che Bagnaia ha continuato ad accusare nel corso della stagione 2026. Secondo Lorenzo, il problema ha radici profonde: l’arrivo di Márquez in Ducati ha minato la fiducia del pilota torinese, creando un circolo vizioso difficile da spezzare.
Sul piano più generale, Lorenzo ha riconosciuto la crescita dell’Aprilia come fenomeno strutturale e non episodico: «L’Aprilia è molto competitiva e sta mettendo in discussione il dominio della Ducati. È una moto bassa, compatta e molto rigida, che si piega con forza e rapidità. Probabilmente è la migliore in curva». Una lettura che trova conferma nei risultati sul campo, con Bezzecchi stabilmente in testa al mondiale.
Nel frattempo, Lorenzo è impegnato anche in un ruolo inedito: quello di performance coach di Maverick Viñales, con cui collabora su preparazione fisica, gestione della pressione e sviluppo tecnico-sportivo. Un progetto ambizioso che il maiorchino ha descritto con parole chiare: «Lui capisce che i prossimi due o tre anni potrebbero essere la sua ultima possibilità». La sfida è ardua, ma Lorenzo sembra convinto che il talento di Viñales, se ben incanalato, possa ancora esprimersi ai massimi livelli. Una scommessa che racconta molto anche dell’ex campione stesso: sempre al centro della scena, sempre con qualcosa da dire.