Jonas Vingegaard
Aggiornato Dom 17 Mag 2026 alle 17:51Le ultime notizie su Jonas Vingegaard raccontano la storia di un campione in stato di grazia, capace di dominare la scena del ciclismo internazionale con una continuità impressionante. Il corridore danese del team Visma-Lease a Bike, 29 anni, ha aperto il 2026 con un inizio di stagione straordinario, coronato dalla vittoria al Giro di Catalogna lo scorso 29 marzo, dopo aver già conquistato la Parigi-Nizza due settimane prima. Un percorso netto che lo proietta verso quello che potrebbe essere l’anno più importante della sua carriera.
Il Giro di Catalogna e le scintille con Evenepoel
La settimana catalana non è trascorsa senza colpi di scena. Nella terza tappa, Vingegaard ed Evenepoel avevano tentato un attacco in tandem, ma una buca sull’asfalto aveva fatto cadere il belga della Red Bull-Bora-Hansgrohe. Il danese aveva scelto di non approfittarne, attendendo il rientro del gruppo. Un gesto di fair play che, paradossalmente, aveva scatenato le critiche del rivale: “La collaborazione con Vingegaard? Fantastica…”, aveva commentato Evenepoel con tono sarcastico, lamentando che il compagno di fuga si fosse limitato a stargli a ruota senza collaborare attivamente. La risposta di Vingegaard era stata pragmatica: “A quel punto ho pensato non fosse giusto approfittare di quella situazione. Il ciclismo è anche questo, ognuno deve seguire le proprie tattiche”.
Nella classifica generale finale, il danese ha chiuso davanti al francese Lenny Martinez e al tedesco Florian Lipowitz, raccogliendo il testimone dallo sloveno Primoz Roglic nell’albo d’oro della corsa catalana. “È stata una settimana fantastica, sono contento di questo notevole inizio di stagione e mi auguro di continuare così”, ha dichiarato al termine della corsa.
L’obiettivo dichiarato: la maglia rosa e la storia del ciclismo
Il vero obiettivo di questa prima parte di stagione è però il Giro d’Italia, in calendario dall’8 al 31 maggio. Vingegaard aveva annunciato a gennaio la sua prima partecipazione alla Corsa Rosa, con ambizioni chiarissime: “Vorrei aggiungere la maglia rosa alla mia collezione”. Una collezione che comprende già due Tour de France (2022 e 2023) e la Vuelta di Spagna conquistata nel settembre 2025, ipotecata con una vittoria in solitaria sulla Bola del Mundo.
Le motivazioni storiche sono altrettanto potenti. Se riuscisse a vincere il Giro, Vingegaard diventerebbe il nono ciclista della storia a realizzare la doppietta Giro-Tour nello stesso anno, un’élite che comprende nomi leggendari come Fausto Coppi, Eddy Merckx, Bernard Hinault, Miguel Indurain, Marco Pantani e, più recentemente, Tadej Pogacar nel 2024. Entrerebbe inoltre nel ristrettissimo club dei vincitori di tutti e tre i Grandi Giri, finora composto da soli sette corridori: Jacques Anquetil, Felice Gimondi, Merckx, Hinault, Alberto Contador, Vincenzo Nibali e Chris Froome.
La scelta di partecipare al Giro non è casuale, ma frutto di una precisa strategia. “Negli ultimi cinque anni il mio programma prima del Tour è stato più o meno lo stesso. Questa volta ho scelto di fare le cose in modo diverso. Il percorso del Giro è forse meno impegnativo rispetto a quello degli ultimi anni, il che rende il passaggio al Tour più favorevole”, aveva spiegato il danese a gennaio, quando aveva presentato il suo calendario al media day del team a Nucia, sulla Costa Blanca spagnola.
Un percorso di rinascita: dalla caduta al Giro dei Paesi Baschi al dominio assoluto
Per comprendere appieno la portata di quanto sta realizzando Vingegaard, è necessario ricordare da dove viene. Nell’aprile 2024, una terribile caduta al Giro dei Paesi Baschi lo aveva messo a rischio Tour de France: frattura alla clavicola destra, fratture multiple alle costole, contusione polmonare e pneumotorace. Dodici giorni di ospedale, settimane di recupero, e poi la straordinaria rimonta che lo aveva portato a partecipare alla Grande Boucle 2024, dove aveva vinto una tappa in lacrime — “pensate a tutto quello che ho attraversato negli ultimi mesi, all’essere riuscito a rimettermi in piedi dopo la caduta in cui ho veramente pensato di morire” — prima di chiudere secondo dietro a Pogacar.
Da quel momento, la progressione è stata inesorabile. La vittoria alla Vuelta 2025, il dominio nel Giro di Catalogna 2026, i successi nelle corse di preparazione: Vingegaard si presenta al via del Giro d’Italia come il favorito indiscusso, forte anche della probabile assenza di Tadej Pogacar dalla Corsa Rosa. Il danese sa che questa è la sua finestra temporale ideale per completare la collezione dei Grandi Giri e scrivere il proprio nome nella storia del ciclismo mondiale. L’appuntamento con la storia è fissato per l’8 maggio.