Jonas Vingegaard

Aggiornato Dom 31 Mag 2026 alle 20:02

Jonas Vingegaard sta vivendo il momento più esaltante della sua carriera. Il corridore danese del Team Visma-Lease a Bike ha conquistato la quattordicesima tappa del Giro d’Italia 2026, con arrivo in salita a Pila, in Valle d’Aosta, cogliendo il suo terzo successo di tappa in questa edizione e indossando per la prima volta in carriera la maglia rosa. Un sabato da sogno per il campione scandinavo, che ha tagliato il traguardo in solitaria con 49 secondi di vantaggio sull’austriaco Felix Gall e 58 secondi su Jai Hindley. Le ultime notizie lo vedono ora leader indiscusso della classifica generale con 2’26” di margine su Afonso Eulalio, il portoghese della Bahrain Victorious che aveva tenuto il simbolo del primato per gran parte della corsa.

La tappa valdostana ha rappresentato il culmine di una progressione straordinaria. Vingegaard aveva già dimostrato di essere il padrone assoluto della Corsa Rosa vincendo sul Blockhaus nella settima tappa e poi a Corno alle Scale, al termine della prima settimana di gara. Tre vittorie di tappa, tutte in solitaria, tutte in salita: un dominio che ricorda i grandi campioni del passato. Nella classifica generale, alle spalle del danese, Gall occupa il terzo posto a 2’50”, mentre Giulio Pellizzari, compagno di squadra di Hindley nella Red Bull-Bora-Hansgrohe, ha compiuto un balzo significativo fino al sesto posto a 4’22”. Buone notizie anche per Davide Piganzoli, gregario di Vingegaard che ha chiuso quarto nella tappa odierna ed è entrato in top 10 a 6’13” dalla vetta.

La missione storica: il Grande Slam dei Grandi Giri

Le ultime notizie sul conto di Vingegaard non riguardano solo il presente, ma proiettano verso un obiettivo storico. Il danese, che ha già vinto due Tour de France (2022 e 2023) e la Vuelta di Spagna 2025, punta a diventare l’ottavo corridore della storia capace di conquistare tutti e tre i Grandi Giri. Un club esclusivo che comprende leggende come Eddy Merckx, Bernard Hinault, Jacques Anquetil, Felice Gimondi, Alberto Contador, Vincenzo Nibali e Chris Froome. Prima del via, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Vingegaard aveva dichiarato con chiarezza le sue ambizioni: «Riuscire a fare la tripletta Giro-Tour-Vuelta non mi interessa per battere Pogacar sul tempo, voglio raggiungere questo traguardo per me. Significa fare un pezzo di storia».

La decisione di partecipare al Giro d’Italia per la prima volta nel 2026 era stata annunciata a gennaio, con una motivazione precisa: dopo aver vinto la Vuelta nell’autunno 2025, il momento sembrava perfetto per completare la collezione con la maglia rosa. «Pensavo di partecipare al Giro da un po’ di tempo e sento che è il momento perfetto per debuttare. Vorrei aggiungere la maglia rosa alla mia collezione», aveva detto il corridore. Il percorso verso questo obiettivo era stato preparato con cura: a marzo Vingegaard aveva vinto sia la Parigi-Nizza che il Giro di Catalogna, presentandosi alla Corsa Rosa in condizione ottimale.

Un 2025 di rinascita, un 2026 da protagonista assoluto

Per comprendere appieno la portata di quanto sta accadendo al Giro d’Italia 2026, occorre ricordare il percorso recente di Vingegaard. Il 2024 era stato segnato dalla terribile caduta al Giro dei Paesi Baschi, che gli aveva causato fratture alle costole, alla clavicola e un pneumotorace. Un infortunio che aveva messo a rischio la sua partecipazione al Tour de France, dove poi era riuscito a presentarsi, vincendo persino una tappa, ma chiudendo secondo dietro a Tadej Pogacar. La rinascita vera e propria era arrivata nell’autunno 2025 con il trionfo alla Vuelta di Spagna, coronato dalla vittoria sulla Bola del Mundo nella penultima tappa.

Ora, con la maglia rosa sulle spalle e tre tappe vinte, Vingegaard sembra in uno stato di forma eccezionale. I rivali che lui stesso aveva indicato come più pericolosi alla vigilia — Gall, Pellizzari, Hindley — si trovano tutti a distanze significative in classifica. Il prossimo appuntamento è una tappa completamente pianeggiante da Voghera a Milano, che non dovrebbe alterare gli equilibri, prima di affrontare le ultime sfide montane che porteranno alla conclusione della corsa a Roma. Con questo vantaggio e questa forma, il sogno della maglia rosa sembra ormai a portata di mano per il campione danese, che si avvicina a grandi passi verso un posto nella storia del ciclismo.