Franco Baresi

Aggiornato Ven 28 Ago 2026 alle 20:56

Il mondo del calcio è in lutto. Franco Baresi, leggendario capitano del Milan e della Nazionale italiana, è scomparso venerdì mattina a 66 anni dopo una lunga malattia. La notizia ha scatenato un’ondata di commozione senza precedenti, con messaggi di cordoglio che hanno attraversato ogni confine geografico e generazionale. Il “Piscinin” di Travagliato, colui che per tre lustri ha indossato la fascia di capitano rossonera, lascia un vuoto incolmabile nel cuore di milioni di appassionati.

La battaglia contro la malattia era iniziata nell’agosto del 2025, quando il Milan aveva comunicato ufficialmente che il proprio vice presidente onorario era stato operato per rimuovere una nodulazione polmonare. L’intervento, eseguito con tecnica mini-invasiva, era andato bene, seguito da una terapia di consolidamento a base di immunoterapico. A novembre, Baresi aveva voluto rassicurare tutti con un messaggio semplice e potentissimo: “Viva la vita”. Nonostante le difficoltà, aveva continuato a essere un simbolo vivente: lo scorso febbraio, durante la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, era sceso in campo a San Siro insieme a Beppe Bergomi per portare la fiaccola olimpica sulle note di Nessun Dorma cantate da Andrea Bocelli. Un’ultima, straordinaria immagine pubblica.

L’abbraccio del calcio mondiale: da Maldini a Romario

I messaggi di cordoglio hanno letteralmente travolto il mondo del calcio. Paolo Maldini, in una lettera aperta pubblicata su Instagram, ha scritto parole destinate a restare nella memoria: “Oggi provo la stessa sensazione di quando, per un qualsiasi motivo, non potevi scendere in campo al nostro fianco: come faremo senza il nostro Capitano? Mi hai protetto quando ero un bambino, mi hai guidato da ragazzo e mi hai ispirato da uomo. Sei stato il calciatore più forte con cui abbia mai avuto l’onore di giocare”. Un tributo che ha commosso chiunque abbia vissuto quegli anni d’oro del calcio italiano.

Profondamente toccato anche Carlo Ancelotti, attuale Ct del Brasile e storico compagno di squadra di Baresi al Milan e in Nazionale, oltre che suo vice allenatore ai Mondiali del 1994. Il tecnico di Reggiolo ha affidato ai social un pensiero tanto semplice quanto devastante: “Rimarrai per sempre il mio capitano. Riposa in pace”. In poche ore il post ha superato i 55mila like, raccogliendo le reazioni di campioni come Kylian Mbappé. Dal Brasile è arrivato anche il commovente omaggio di Romario, che contro Baresi giocò la finale dei Mondiali del ’94 a Pasadena: “Posso dirlo con assoluta certezza: è stato il giocatore più difficile che abbia mai affrontato in carriera”. Un riconoscimento straordinario da parte di chi, in quella finale, non riuscì a segnare per 120 minuti contro una difesa guidata da un Baresi appena rientrato dall’operazione al menisco.

Non hanno trattenuto le emozioni nemmeno i grandi rivali. Beppe Bergomi, la bandiera dell’Inter con cui Baresi aveva condiviso l’ultima apparizione pubblica proprio portando la fiaccola olimpica, ha scritto una lettera aperta straziante: “Pensate ai nostri soprannomi: lui, Piscinin, bambino per sempre; io, Zio, un ragazzo che sembrava già adulto. Insieme, due compagni di viaggio, con un pallone tra i piedi e una torcia tra le mani”. Anche la Juventus e l’Inter hanno reso omaggio alla leggenda rossonera, così come il Real Madrid, che ha ricordato le “grandi ed epiche battaglie” contro il numero 6 del Milan.

I funerali e la proposta del Pallone d’Oro alla memoria

Il funerale di Franco Baresi è in programma martedì mattina alle 11 nella basilica di Sant’Ambrogio a Milano. L’ex difensore verrà iscritto al Famedio del Cimitero Monumentale, il pantheon dove riposano i milanesi più illustri. Si valuta inoltre la possibilità di dedicare la Curva Sud del nuovo stadio di San Siro proprio a lui. La squadra di Ruben Amorim non potrà essere presente, impegnata nella tournée australiana, ma una folta delegazione del club sarà comunque alle esequie, tra cui il patron Gerry Cardinale e il presidente Paolo Scaroni.

In questo clima di dolore collettivo, una proposta ha iniziato a circolare con forza crescente: quella di Fabio Capello, che alla Gazzetta dello Sport ha lanciato l’idea di assegnare a Baresi un Pallone d’Oro alla memoria. “Diamogli un Pallone d’Oro alla memoria. Credo che un premio internazionale alla memoria lo meriterebbe. Per come era e per come si comportava”, ha dichiarato Don Fabio, che di Baresi fu allenatore negli anni degli Invincibili. Una proposta che non è solo simbolica: nella sua carriera, il capitano rossonero fu sette volte candidato al Pallone d’Oro senza mai vincerlo, sfiorando il trionfo nel 1989 quando chiuse secondo alle spalle del compagno di squadra Marco van Basten. L’idea ha trovato consensi immediati tra addetti ai lavori, ex calciatori e tifosi, come un modo per colmare un vuoto storico e riconoscere ciò che Baresi ha rappresentato per il calcio mondiale.

A sintetizzare il senso di una perdita epocale sono forse le parole di Pietro Paolo Virdis, storico attaccante del Milan: “Per me è come la fine di un’era”. E ancora: “nonostante la fatica del percorso non hai mollato di un millimetro la speranza e la convinzione di vincere anche se ai supplementari o ai rigori… e per me comunque hai vinto l’immortalità che è dei grandi”. Il numero 6 è per sempre.