Franco Baresi, il commovente messaggio di Giovanni Galli

Articolo di Aldo Seghedoni

"Calciatori come lui o Maldini non hanno difetti, non si possono criticare o attaccare in alcun modo" ha sentenziato l'ex portiere.

Nella giornata di martedì presso la Basilica di Sant’Ambrogio di Milano si sono svolti i funerali di Franco Baresi, spirato a 66 anni dopo una lunga malattia. In questi giorni moltissimi ex compagni hanno condiviso memorie sulla leggenda del Milan e, attraverso le colonne della Gazzetta dello Sport, è arrivato anche il ricordo di Giovanni Galli.

“Conobbi Baresi in Nazionale, insieme vivemmo l’avventura del Mondiale nel 1982 pur senza scendere in campo. Sa, Franco ha avuto la sfortuna di emergere mentre c’era un certo Scirea, altrimenti avrebbe chiuso a più di 100 partite con l’Italia. Ma già da avversario, quando lui era ancora un ragazzino, avevo capito di che pasta era fatto” ha detto l’ex estremo difensore.

Galli approdò al Milan nel 1986: “Ed ebbi modo di conoscere a fondo la persona Baresi. Un uomo eccezionale e un esempio per tutti: in quattro anni insieme avrà saltato sì e no tre allenamenti. Poi vabbè, parliamo di un giocatore fenomenale. Franco non era alto o muscoloso. Anzi, era magrolino, quasi minuto. Eppure io non ho mai visto nessuno avere quella forza nelle gambe. Poi era un maestro nelle letture tattiche, caratteristica che gli ha permesso di dominare nel calcio di Sacchi”.

“Io non credo neppure che Baresi abbia voluto essere un leader, sono semmai gli altri che ne hanno riconosciuto il ruolo, anche attraverso gli sguardi e i silenzi. Custodisco gelosamente una foto. Barcellona 1989, abbiamo appena vinto la Coppa dei Campioni contro la Steaua. Il presidente della Uefa consegna il trofeo nelle braccia di Franco e io mi trovo lì, alle sue spalle. Mi viene spontaneo tirarlo su di peso proprio mentre lui solleva la Coppa al cielo”.

“Non ho mai sentito da un rivale una brutta parola su Baresi – ha proseguito Galli -. Calciatori come lui o Maldini non hanno difetti, non si possono criticare o attaccare in alcun modo. Per questo immagino che pure tanti tifosi di altre squadre abbiano pianto in questi giorni di lutto”.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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