L'allenatore bisiaco e il campione scomparso venerdì all'età di 66 anni si conoscevano molto bene per i rispettivi trascorsi al Milan.
La scomparsa di Franco Baresi continua a generare un’ondata di emozione nel mondo del calcio. Il vuoto lasciato dal leggendario capitano del Milan è stato immediato e profondo: centinaia di messaggi, testimonianze e ricordi sono arrivati da tifosi, club e calciatori di ogni epoca, compresi molti rivali della sua generazione. In questo clima di commozione, una proposta ha iniziato a circolare con forza: quella di Fabio Capello, che a ‘La Gazzetta dello Sport’ ha lanciato l’idea di assegnare a Baresi un Pallone d’Oro alla memoria.
Capello conosce Baresi come pochi altri, avendolo allenato in due fasi diverse della sua carriera rossonera: nel 1987, quando subentrò a Nils Liedholm, e poi nel lungo ciclo tra il 1991 e il 1996. Fu proprio Capello a confermarlo leader dello spogliatoio dopo l’epopea sacchiana, affidandogli ancora una volta la fascia di capitano e guidandolo verso altri trionfi: una Coppa dei Campioni, quattro Scudetti, tre Supercoppe italiane e una Supercoppa UEFA.
In questo contesto, le parole dell’ex tecnico assumono un peso particolare: “Diamogli un Pallone d’Oro alla memoria. Adesso è tutto diverso, probabilmente con il suo carattere Franco non sarebbe stato molto sui social. Ma credo che un premio internazionale alla memoria lo meriterebbe. Per come era e per come si comportava”. Una frase che non è solo un omaggio, ma un giudizio sul valore umano e sportivo di Baresi, sulla sua sobrietà, sulla sua leadership silenziosa e sulla sua capacità di rappresentare un’idea di calcio che oggi sembra lontana.
Nella sua carriera, Baresi è stato sette volte candidato al Pallone d’Oro, senza mai riuscire a vincerlo. Ci andò vicinissimo nel 1989, quando chiuse secondo alle spalle del compagno di squadra Marco van Basten. La proposta di Capello non è solo simbolica: è la richiesta di colmare un vuoto storico e di riconoscere ciò che Baresi ha rappresentato per il Milan, per la Nazionale e per il calcio mondiale.
L’idea del Pallone d’Oro alla memoria ha iniziato a circolare rapidamente, trovando consensi tra addetti ai lavori, ex calciatori e tifosi. In un momento di dolore collettivo, la proposta appare come un modo per trasformare il lutto in memoria attiva, per fissare nella storia un’eredità che già vive nel cuore di milioni di appassionati.