La leggenda del Milan ha voluto ricordare il suo Capitano
Da leggenda a leggenda: Ruud Gullit ha voluto ricordare il suo Capitano Franco Baresi, morto venerdì mattina a 66 anni dopo una lunga malattia. Insieme al Milan stellare di Sacchi e poi di Capello, i due campioni hanno vinto tutto.
“Riposa in Pace Franco Baresi. Per sempre mio capitano”, ha scritto su Instagram l’ex fuoriclasse olandese che ha postato una foto con lo storico numero 6 sulle sue spalle. Tra i tanti ex compagni di squadra a ricordarlo c’è anche Daniele Massaro: “È difficile trovare le parole quando se ne va una persona che ha fatto parte della tua vita. Per il mondo eri il Capitano, una leggenda del calcio. Per me eri Franco. L’amico con cui ho condiviso anni indimenticabili, emozioni che solo chi ha vissuto uno spogliatoio può comprendere, momenti che il tempo non cancellerà mai”.
“Oggi il dolore è grande, ma ancora più grande è la gratitudine per averti avuto accanto lungo un tratto del mio percorso. Resteranno i ricordi, le risate, gli abbracci, i silenzi, il rispetto reciproco e tutto ciò che non può essere raccontato in una fotografia. Ciao Franco, amico mio. Riposa in pace. 6xsempre libero”.
Speciale anche il ricordo di Fulvio Collovati: “Arrivò a Milanello giovanissimo e andammo subito in camera insieme per sei anni. Abbiamo sofferto i primi anni calcisticamente, prima di vincere lo scudetto nel 1979. Liedholm lo fece giocare titolare a 18 anni e vincemmo il titolo: era facile vedere in lui le qualità del fuoriclasse. Lui era un campione di umiltà assieme al fratello. La vita lo ha fatto soffrire fin da piccolo, ma gli ha dato tanto da calciatore. Era di poche parole, ma in campo dava ordini anche a Rivera, e io ne ero testimone”.
Tra i messaggi più toccanti spicca quello di Paolo Maldini, che con Baresi ha condiviso anni di gloria in rossonero. In una lettera aperta pubblicata sul suo profilo Instagram, l’ex terzino ha scritto: “Oggi provo la stessa sensazione di quando, per un qualsiasi motivo, non potevi scendere in campo al nostro fianco: come faremo senza il nostro Capitano? Mi hai insegnato a lottare fino all’ultimo respiro, cosa significhino l’attaccamento alla maglia e il valore di essere un vero leader. Lo hai fatto con l’esempio, ogni giorno: poche parole, ma tantissimi fatti. Mi hai protetto quando ero un bambino, mi hai guidato da ragazzo e mi hai ispirato da uomo. Sei stato il calciatore più forte con cui abbia mai avuto l’onore di giocare. Un abbraccio affettuoso a tutta la tua famiglia, in particolare a tua moglie Maura e ai tuoi figli, Edoardo e Giannandrea. Ci mancherai, Capitano. Ma la luce della tua stella continuerà ad accompagnarci per sempre”.