L'ex attaccante liberiano ha voluto ricordare la leggenda rossonera
George Weah ha voluto ricordare con un lungo messaggio sui social Franco Baresi, la leggenda del Milan scomparsa all’età di 66 anni dopo una malattia. L’iconico difensore con la maglia numero 6 è stato una figura chiave per l’attaccante liberiano, con cui giocò negli ultimi anni della sua luminosa carriera.
“Sono rattristato dalla notizia della morte del mio ex compagno di squadra del Milan e grande fratello, Franco Baresi, che ha perso la sua battaglia contro una lunga malattia il 31 luglio. I nostri percorsi si sono incrociati alla fine degli anni ’90 quando sono entrato per la prima volta nel club della Serie A italiana. La sua guida è stata cruciale nell’aiutarmi a ambientarmi”, ha scritto l’ex Pallone d’Oro.
“È stato una figura imponente e centrale nella difesa della squadra, che ha contribuito alle nostre vittorie di vari trofei. Baresi sarà ricordato come uno dei più grandi difensori della storia, avendo trascorso l’intera sua carriera professionistica ventennale nel calcio giocando per l’AC Milan”, ha continuato il giocatore africano. “Questa sfortunata scomparsa rappresenta una perdita irreparabile per la sua famiglia e per l’AC Milan. Esprimo le mie più sentite condoglianze ai suoi cari e al club. Possano trovare conforto nel Signore in questo momento difficile”, ha terminato Weah, che al Milan ha giocato dal 1995 al 2000 vincendo due scudetti e segnando 46 reti in Serie A.
Non meno straziante il ricordo di Dejan Savicevic, intervistato dalla Gazzetta dello Sport: “Ho il magone, un peso che non ti dico. Povero Franco, quanto mi dispiace. Era il mio capitano, il mio grande capitano. Ma il Milan era lui, non c’è stato e non ci sarà mai più nessuno come lui”. Il Genio del Montenegro ha anche sottolineato come Baresi non abbia mai vinto il Pallone d’Oro, premio che secondo lui avrebbe ampiamente meritato: “È una vergogna. Baresi era un fenomeno”.
Tra i messaggi più c’è quello di Paolo Maldini, che con il capitano rossonero ha condiviso anni di gloria in rossonero: “Oggi provo la stessa sensazione di quando, per un qualsiasi motivo, non potevi scendere in campo al nostro fianco: come faremo senza il nostro Capitano? Mi hai insegnato a lottare fino all’ultimo respiro, cosa significhino l’attaccamento alla maglia e il valore di essere un vero leader. Sei stato il calciatore più forte con cui abbia mai avuto l’onore di giocare”.