Morte Franco Baresi: c’è una spiegazione dietro il silenzio di Zlatan Ibrahimovic

Articolo di Marco Enzo Venturini

Nessun omaggio sui social, poi la notizia della mancata presenza al funerale: ecco perché Zlatan Ibrahimovic non ha detto addio in pubblico a Franco Baresi.

La morte di Franco Baresi ha generato l’unanime cordoglio del mondo del calcio e non solo, ma inevitabilmente ha colpito soprattutto l’universo Milan e tante sue figure chiave. Per questo motivo ha lasciato quantomeno perplessi molti tifosi il silenzio di Zlatan Ibrahimovic, che come sottolineato tra gli altri da ‘SportMediaset’ e ‘Fanpage’ non ha dedicato un ricordo allo storico capitano rossonero. Ulteriori polemiche sono arrivate nel momento in cui è diventata pressoché chiara anche la sua assenza al funerale, previsto per le 11 di martedì 4 agosto mattina alla Basilica di Sant’Ambrogio a Milano. Ma nel frattempo è arrivata anche una possibile spiegazione sui motivi.

Come ricostruito da ‘MilanNews’, infatti, Ibrahimovic non si espresse pubblicamente nemmeno ai tempi della morte di Mino Raiola, procuratore personale al quale era però legato da un rapporto ben più profondo dagli aspetti più strettamente lavorativi. Lo svedese non prese peraltro parte nemmeno al funerale di Silvio Berlusconi e, sempre in base a quanto affermato dal sito web meneghino, tale atteggiamento ha un’origine molto chiara. Nel 2014 Ibra perse il fratello maggiore Sapko, ucciso dopo una durissima battaglia contro la leucemia. Un episodio molto doloroso e personale a partire dal quale avrebbe sviluppato un rapporto delicato e controverso con la gestione del lutto. Senza quindi voler mancare di rispetto né a Baresi né, allargando il campo, al Milan stesso.

Va detto che il silenzio di Ibrahimovic si inserisce in un contesto già di per sé turbolento per il dirigente svedese, da tempo nel mirino della tifoseria rossonera. I tifosi del Milan non gli hanno perdonato la mancata qualificazione in Champions League della scorsa stagione, culminata con la sconfitta per 2-1 contro il Cagliari a San Siro all’ultima giornata, e il conseguente terremoto societario che ha portato all’esonero di Allegri e all’uscita di Furlani, Tare e Moncada. In quel frangente, Ibrahimovic era rimasto l’unico superstite della vecchia struttura dirigenziale, alimentando ulteriori malumori.

Le polemiche nei suoi confronti si erano peraltro riaccese anche durante i Mondiali 2026, dove lo svedese aveva ricoperto il ruolo di opinionista per ‘Fox Sports’ negli Stati Uniti, venendo duramente criticato persino dal ‘New York Times’. Il quotidiano americano aveva scritto senza mezzi termini che “meno Zlatan e il programma sarebbe migliore”, sottolineando come l’ex attaccante sembrasse non conoscere a sufficienza molte delle squadre e dei giocatori coinvolti nella competizione. Una figura non esattamente brillante per chi, nel frattempo, avrebbe dovuto occuparsi in prima persona della ricostruzione del Milan.

Il silenzio di Ibrahimovic stride ancora di più se paragonato alla valanga di messaggi e tributi arrivati da ogni angolo del mondo del calcio per ricordare Baresi. Tra i più toccanti quello di George Weah, che con il capitano rossonero aveva condiviso gli ultimi anni di carriera al Milan: “Sono rattristato dalla notizia della morte del mio ex compagno di squadra del Milan e grande fratello, Franco Baresi. La sua guida è stata cruciale nell’aiutarmi a ambientarmi. Baresi sarà ricordato come uno dei più grandi difensori della storia”. Parole di grande affetto anche da Dejan Savicevic, che alla Gazzetta dello Sport ha dichiarato: “Ho il magone, un peso che non ti dico. Era il mio capitano, il mio grande capitano. Ma il Milan era lui, non c’è stato e non ci sarà mai più nessuno come lui”.

Non meno commosso Adriano Galliani, che sui social ha affidato il suo dolore a poche, significative parole: “Hai raggiunto il tuo Presidente. 6 per sempre”, accompagnando il messaggio con una foto che ritrae insieme Berlusconi, Baresi e Fabio Capello. Un riferimento diretto al legame eterno con Silvio Berlusconi, l’uomo che insieme a Baresi aveva costruito le fortune del grande Milan degli anni Ottanta e Novanta.

In questo quadro di cordoglio generale, anche la prima squadra rossonera ha voluto rendere omaggio alla leggenda, pur trovandosi dall’altra parte del mondo per la tournée precampionato in Australia. Il tecnico Ruben Amorim e il difensore Matteo Gabbia hanno deposto una corona di fiori ai piedi del murale dedicato a Baresi a Perth, con Gabbia che ha dichiarato a ‘Sky Sport‘: “Ci dispiace non poter essere presenti ai funerali, questo tributo era doveroso da parte nostra”. Una scelta che ha comunque diviso la tifoseria, con una parte dei sostenitori rossoneri che avrebbe preferito un segnale più forte e più diretto, anche a costo di rinunciare alla tournée australiana.

Giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti della Lombardia, ha iniziato la sua collaborazione con Sportal.it nel 2012 intervallandola con altre importanti esperienze in ambito sportivo e non solo. Laureato in Scienze Giuridiche, ha scritto di politica, economia, ambiente e legge. Ma calcio, F1 e wrestling restano la sua isola felice.

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