Flavio Cobolli

Aggiornato Sab 04 Lug 2026 alle 19:02

Flavio Cobolli è il grande protagonista del tennis italiano in questo inizio di luglio 2026. Le ultime notizie lo vedono già al secondo turno di Wimbledon, dopo una battaglia estenuante contro l’argentino Mariano Navone, conclusasi nel primo pomeriggio di mercoledì 1° luglio. Un successo che arriva sulla scia di una stagione straordinaria, culminata con la finale del Roland Garros e l’ingresso nella Top 10 mondiale.

Wimbledon: Cobolli supera Navone in una maratona sull’erba

Il match di primo turno contro Navone ha richiesto due giorni per essere completato. Iniziato martedì 30 giugno sul Campo 2 dell’All England Club, l’incontro era stato sospeso sul punteggio di due set a uno per l’azzurro a causa del sopraggiungere del buio, con la visibilità non più sufficiente a garantire condizioni di gioco adeguate. La ripresa, fissata per il 1° luglio non prima delle 13.30 italiane, ha regalato un quarto set di grande tensione.

Cobolli si è infine imposto con i parziali di 1-6, 7-6, 6-3, 7-6, in quasi tre ore e mezza di partita complessiva, vincendo il tie-break decisivo per 10-8 dopo aver salvato tre set point nel dodicesimo game. Una vittoria sofferta ma meritata, che dimostra ancora una volta il carattere del romano nei momenti più difficili. Al secondo turno lo attende l’australiano James Duckworth. Esordio vincente a Wimbledon anche per la coppia azzurra Simone Bolelli e Andrea Vavassori, che ha battuto i britannici Jones e Paris per 6-4, 6-3.

L’avvicinamento al torneo londinese non era stato dei migliori: ad Halle, Cobolli era stato eliminato al primo turno da Frances Tiafoe con il punteggio di 6-2, 7-6(4). Un debutto sull’erba complicato, comprensibile dopo le fatiche parigine e il cambio di superficie, ma che aveva lasciato qualche interrogativo sulla sua tenuta immediata sul manto verde. Nessun allarme, però: la vittoria su Navone ha confermato che il romano sa adattarsi anche nelle condizioni più avverse.

Il Roland Garros da sogno: finale storica e Top 10 conquistata

Per comprendere appieno la dimensione del momento che sta vivendo Cobolli, bisogna tornare alle settimane parigine. La finale del Roland Garros contro Alexander Zverev ha rappresentato il punto più alto della carriera del tennista romano: una battaglia durata 4 ore e 20 minuti, conclusasi con il punteggio di 6-1, 4-6, 6-4, 6-7(5), 6-1 in favore del tedesco, che ha conquistato il suo primo titolo Slam.

Cobolli era arrivato all’atto conclusivo da numero 14 del mondo, superando nell’ordine Andrea Pellegrino, Wu Yibing, Learner Tien, Zachary Svajda e Felix Auger-Aliassime, prima di approdare in finale grazie al ritiro del connazionale Matteo Arnaldi in semifinale per un virus intestinale. Nonostante la sconfitta, il romano ha dimostrato di appartenere all’élite mondiale: ha recuperato per due volte lo svantaggio di un set, ha strappato il quarto parziale al tie-break con un magnifico passante di dritto lungolinea, e ha ceduto solo nel quinto set, quando Zverev è partito in maniera travolgente portandosi sul 3-0 con due break immediati.

Il risultato ha proiettato Cobolli per la prima volta nella Top 10 ATP, precisamente al numero 10 del ranking mondiale, superando Lorenzo Musetti, Andrey Rublev, Jiri Lehecka e Alexander Bublik. Nella Race verso le ATP Finals di Torino è salito al quarto posto, alle spalle di Jannik Sinner, Zverev e Carlos Alcaraz. Un traguardo che certifica una crescita straordinaria.

Le parole di Fognini e il legame con Edoardo Bove

Attorno all’impresa di Cobolli si è sviluppato un racconto umano che ha toccato molti appassionati. Nella tribuna del Philippe-Chatrier durante la finale era presente Edoardo Bove, calciatore attualmente al Watford e amico fraterno del tennista romano. Dopo la sconfitta, Bove ha pubblicato un messaggio commovente sui social: «C’è un filo che lega la mia Budapest alla tua Parigi e corre sulla passione, sull’amicizia e sull’amore per lo sport. Grazie per avermi fatto sentire ancora una volta parte della tua famiglia. Siamo tanto fieri di te».

Fabio Fognini, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ha analizzato con lucidità il momento di Cobolli: «Il livello c’è. Nel quinto set ha pesato soprattutto l’aspetto mentale. Però una cosa è certa: sulla terra battuta ha dimostrato di appartenere a questo livello». L’ex tennista ligure ha anche tracciato un parallelo con sé stesso da giovane, riconoscendo nel romano una competitività e una sensibilità umana simili alle proprie. Sul futuro, Fognini è stato chiaro: «Tra la quarta e la decima posizione mondiale vedo margine, e credo che Flavio abbia tutte le qualità per stabilirsi in quel gruppo».

Ora, con Wimbledon in corso e la consapevolezza di poter competere ai massimi livelli su qualsiasi superficie, Cobolli si presenta al torneo londinese con ambizioni concrete. La vittoria sofferta su Navone, ottenuta con carattere e determinazione nei momenti più difficili, è già un segnale importante: il romano non si accontenta, e il meglio potrebbe ancora dover venire.