Da Monaco a Monaco, Flavio Cobolli rinasce: battuto Zverev, è in finale

Articolo di Marco Enzo Venturini

Reduce dalla cocente delusione nel Principato, Flavio Cobolli si rifà in Baviera con una semifinale da sogno contro nientemeno che Zverev.

Flavio Cobolli dimentica Monaco… grazie a Monaco. L’azzurro va infatti a prendersi la finale del torneo ATP 500 di Monaco di Baviera dopo la delusione di Monte Carlo, e lo fa in grande stile. In semifinale riesce infatti ad avere la meglio nientemeno che su Alexander Zverev battendolo nettamente in due set durati meno di un’ora e un quarto: 6-3, 6-3 il punteggio conclusivo. Nella sfida decisiva per l’assegnazione del trofeo sulla terra rossa bavarese se la vedrà quindi con Ben Shelton, a sua volta vittorioso in due set su Alex Molcan.

Per Cobolli, contrapposto non solo al numero tre del mondo, ma anche alla testa di serie numero 1 del torneo di Monaco di Baviera, la sfida con Zverev si fa in discesa già nelle prime fasi. Dopo essere riuscito con le unghie e i denti a evitare anche solo la palla break nel primo game, è lui nel quarto a strappare il servizio al blasonato avversario. Il secondo set si apre subito con un altro break per il romano nato a Firenze, capace di volare sul 5-2 e reagire all’immediato controbreak del tedesco prendendogli un ulteriore servizio e chiudere di nuovo i conti sul 6-3.

Maggiore la fatica di Shelton, che pure affrontava un avversario molto meno blasonato rispetto a quello di Cobolli. Contro Molcan, numero 166 del circuito ATP, lo statunitense impiega oltre un’ora e mezza per chiudere i conti sul 6-3, 6-4. Decisivi sono, nel primo set, il break centrato sul 4-2 dopo un game eterno che si decide dopo ben 12 punti, e quello che vale il 5-4 nel secondo set. Qui era stato bravo lo slovacco a resistere per ben 15 punti nel terzo game, annullando al rivale ben tre palle break.

Per Cobolli la vittoria su Zverev rappresenta una rivincita morale dopo un inizio di 2026 tutt’altro che esaltante. L’azzurro era stato eliminato al secondo turno del Masters 1000 di Monte Carlo dal belga Alexander Blockx, proveniente dalle qualificazioni, con un netto 6-3, 6-3 in un’ora e mezza di gioco: una sconfitta particolarmente amara considerando che Cobolli era testa di serie numero 10 nel Principato. Un ko che si inseriva in una serie di delusioni stagionali, tra cui l’eliminazione al primo turno degli Australian Open per mano dell’inglese Fery. L’unico acuto di rilievo nel 2026 era arrivato ad Acapulco, dove Cobolli si era aggiudicato gli Open del Messico superando Tiafoe in finale.

Zverev, dal canto suo, era arrivato a Monaco di Baviera al termine di una settimana difficile anche sul piano mentale. Al torneo di Monte Carlo era stato travolto in semifinale da Jannik Sinner con un eloquente 6-1, 6-4, subendo la settima sconfitta consecutiva contro il campione altoatesino. Un rendimento che lo stesso tedesco aveva commentato con amarezza: “Ho vinto cinque game, ho la sensazione di non aver giocato bene questa settimana. Ma sto perdendo spesso contro di lui quest’anno, quindi devo capire qual è la differenza principale”. Parole che fotografano uno stato di forma lontano dal meglio, e che aiutano a inquadrare la prestazione offerta anche contro Cobolli.

La finale contro Shelton si preannuncia comunque una sfida di grande fascino. Lo statunitense, assente a Monte Carlo, ha ritrovato il campo a Monaco di Baviera e ha dimostrato di essere in buona condizione nonostante qualche difficoltà di troppo contro Molcan. Per Cobolli si tratta di un’occasione d’oro per conquistare il quarto titolo della carriera nel circuito maggiore e per rilanciarsi con forza in vista dei grandi appuntamenti sulla terra rossa che attendono il tennis mondiale nelle prossime settimane, da Madrid a Roma fino al Roland Garros.

Giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti della Lombardia, ha iniziato la sua collaborazione con Sportal.it nel 2012 intervallandola con altre importanti esperienze in ambito sportivo e non solo. Laureato in Scienze Giuridiche, ha scritto di politica, economia, ambiente e legge. Ma calcio, F1 e wrestling restano la sua isola felice.

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