Edin Džeko

Aggiornato Lun 30 Mar 2026 alle 12:33

Edin Džeko continua a far parlare di sé, e non solo per le sue prestazioni in campo. Le ultime notizie sul bomber bosniaco intrecciano la sua straordinaria avventura allo Schalke 04 con un ruolo inaspettato nelle qualificazioni ai Mondiali 2026, dove la sua Bosnia sfida l’Italia in una partita che vale tutto. A 40 anni compiuti il 17 marzo scorso, il centravanti di Sarajevo dimostra ancora una volta di essere un personaggio capace di catalizzare l’attenzione ben oltre i confini del campo.

Džeko e l’Italia: il caso esultanza e il messaggio di Dimarco

Il nome di Džeko è tornato prepotentemente al centro del dibattito calcistico italiano in occasione delle qualificazioni mondiali. Dopo che la Bosnia ha strappato il pass per lo spareggio decisivo contro l’Italia battendo il Galles ai rigori, le telecamere hanno immortalato alcuni giocatori azzurri — tra cui Federico Dimarco — esultare al momento del rigore decisivo bosniaco, scatenando un caso mediatico. L’esterno dell’Inter ha dovuto intervenire in conferenza stampa per spegnere le polemiche: «È stata una reazione istintiva, stavamo semplicemente guardando i rigori. Non ho assolutamente mancato di rispetto né alla Bosnia né ai bosniaci».

Dimarco ha poi colto l’occasione per mandare un messaggio diretto al suo ex compagno di squadra nerazzurro: «Dopo la partita gli ho fatto i complimenti. Edin è un grandissimo giocatore e una grandissima persona. L’ho incontrato anche quest’estate in vacanza, ho mantenuto con lui un bellissimo rapporto». Parole che raccontano di un legame autentico tra i due, nato negli spogliatoi dell’Inter e sopravvissuto ai rispettivi trasferimenti. Martedì sera, allo stadio ‘Bilino Polje’ di Zenica, i due si ritroveranno però su fronti opposti, con l’Italia che ha «l’obbligo di andare al Mondiale», come ha sottolineato lo stesso Dimarco.

La rinascita allo Schalke 04: gol, umiltà e spogliatoio conquistato

Per comprendere appieno il momento di Džeko, bisogna tornare a gennaio, quando la Fiorentina ha ufficializzato la sua cessione allo Schalke 04 a titolo definitivo. L’esperienza in viola era stata deludente: 18 presenze, appena 2 gol in Conference League e una squadra sprofondata in zona retrocessione. Un capitolo chiuso con rispetto ma senza rimpianti, come testimoniato dal messaggio d’addio dello stesso giocatore sui social.

In Germania, invece, Džeko ha ritrovato immediatamente se stesso. L’esordio contro il Kaiserslautern è stato da antologia: entrato in campo al 67′ con i suoi sotto di due reti, ha segnato all’87’ dando il via alla rimonta che si è conclusa sul 2-2. Nelle prime tre partite con la maglia dei Minatori ha realizzato tre reti, con una media impressionante di un gol ogni 45 minuti. L’impatto è stato tale da generare una vera e propria frenesia tra i tifosi di Gelsenkirchen: oltre 10.000 magliette vendute per un totale di circa 350.000 euro, cifra che ha già ripagato il suo stipendio base fino al termine della stagione.

Ma ciò che ha conquistato davvero lo spogliatoio dello Schalke va oltre i numeri. Il direttore sportivo del club Youri Mulder ha raccontato alla Bild episodi significativi: «Si è inserito perfettamente nelle dinamiche della nostra squadra. Dà consigli ai giovani giocatori qua e là e durante la partita aiuta la squadra con le sue qualità. Non c’è nulla di condiscendente in lui». L’aneddoto più emblematico riguarda un gesto apparentemente banale ma carico di significato: «Edin si siede nello spogliatoio e si pulisce gli scarpini da solo, senza darli al personale di magazzino: è incredibile. Si percepisce davvero il suo amore per lo sport».

Lo stesso Džeko ha spiegato le ragioni di una scelta che molti hanno trovato sorprendente, considerando che aveva ricevuto offerte economicamente molto più allettanti da club arabi e statunitensi: «L’ho detto fin dall’inizio: i soldi non sono importanti per me. Avevo altre offerte decisamente più allettanti. Ma non era affatto questa la mia motivazione. Ho rinunciato volentieri ai soldi per questo club». Una dichiarazione che racconta di un calciatore ancora mosso dalla passione pura per il gioco, non dalla logica del massimo guadagno che spesso caratterizza il tramonto delle carriere dei grandi campioni.

Un campione senza età: i numeri di una carriera straordinaria

La storia di Džeko allo Schalke si inserisce in una carriera che definire longeva sarebbe riduttivo. Il centravanti bosniaco ha segnato oltre 400 reti nella sua carriera, vestendo le maglie di Željezničar, Teplice, Wolfsburg, Manchester City, Roma, Inter, Fenerbahce, Fiorentina e ora Schalke 04. Con la nazionale della Bosnia detiene il record assoluto di reti, avendo superato quota 70 gol in 146 presenze — numeri che lo rendono il più grande calciatore nella storia del suo paese.

In Italia ha lasciato un’impronta indelebile: sei stagioni alla Roma, due all’Inter, per un totale di 268 presenze e 107 gol in Serie A, impreziositi da due Coppe Italia e due Supercoppe italiane vinte con i nerazzurri. Proprio con l’Inter ha vissuto uno dei momenti più dolci e al tempo stesso più amari della sua carriera: la finale di Champions League del 2023, persa contro il Manchester City. «È un grande rimpianto. Ogni tanto su Instagram mi appare l’azione del gol del City, io scrollo subito, non riesco a guardare», ha confessato in una recente intervista.

Ora, a 40 anni, Edin Džeko si prepara a vivere un’altra serata di grande calcio, questa volta con la maglia della Bosnia nella partita che potrebbe valere un posto ai Mondiali 2026. Di fronte troverà l’Italia e, tra gli altri, il suo amico Dimarco. Il campo, come sempre, darà il suo verdetto. Ma qualunque cosa accada martedì sera a Zenica, la storia di questo campione senza tempo continua a essere una delle più affascinanti del calcio europeo.