Daniele De Rossi

Aggiornato Dom 19 Lug 2026 alle 16:52

Daniele De Rossi è uno dei protagonisti più discussi del calcio italiano degli ultimi mesi. Dopo l’esonero dalla Roma nel settembre 2024 e una breve parentesi come proprietario dell’Ostia Mare, l’ex capitano giallorosso ha trovato una nuova casa sulla panchina del Genoa, dove sta cercando di costruire qualcosa di solido e duraturo. Le ultime notizie lo vedono sempre più a proprio agio nel ruolo di allenatore del Grifone, tra polemiche arbitrali, prestazioni incoraggianti e un rapporto sempre più stretto con i suoi giocatori.

De Rossi al Genoa: dalla salvezza alla consapevolezza

Nominato ufficialmente nuovo allenatore del Genoa nel novembre 2025 dopo l’esonero di Patrick Vieira, De Rossi ha ereditato una squadra in difficoltà, invischiata nella lotta per non retrocedere. Il suo impatto è stato graduale ma percettibile: dopo un pareggio spettacolare per 3-3 a Cagliari — dove il gol di Martin nel finale evitò la prima sconfitta sulla nuova panchina — il tecnico romano ha iniziato a imprimere la propria identità alla squadra.

La vittoria per 3-0 contro il Cagliari nel gennaio 2026, in uno scontro diretto fondamentale per la classifica, ha rappresentato un punto di svolta. De Rossi, però, non si è lasciato andare ai festeggiamenti: «Sono contento per i ragazzi, per la gente, per il club. Ma ovviamente non abbiamo fatto nulla. Tra sei giorni abbiamo un’altra partita altrettanto importante». Una filosofia che rispecchia il suo approccio pragmatico e mai pago, tipico di chi ha vissuto il calcio ad altissimi livelli. Significativa anche la sua stoccata al Cagliari, con un elogio inaspettato per Gaetano, lasciato in panchina dagli avversari: «È un giocatore fortissimo secondo me», ha sottolineato, dimostrando quella capacità di leggere il calcio a 360 gradi che contraddistingue i grandi tecnici.

Il percorso non è stato privo di ostacoli. La sconfitta all’Olimpico contro la Roma, la sua ex squadra, è stata particolarmente dolorosa. De Rossi è andato sotto la Curva Sud a salutare i vecchi tifosi, visibilmente commosso: «Avrei voluto andarci con un altro risultato e non con il volto scuro, ma non potevo andare lì a saltellare perché del risultato non sono felice». Un momento di grande intensità emotiva, che ha mostrato quanto il legame con la Roma resti indissolubile, anche quando siede su un’altra panchina.

Polemiche arbitrali e identità di squadra

Uno degli episodi più discussi della stagione del Genoa è stata la sconfitta contro il Napoli a Marassi, decisa da un rigore assegnato a tempo scaduto. De Rossi non ha nascosto la sua rabbia, usando parole durissime in conferenza stampa contro l’attuale regolamento: «Tutto è cambiato, agghiacciante non poter conoscere i limiti di un chiaro errore. Io ero il primo tifoso del VAR, perché quando giocavo mi avrebbe permesso di subire qualche rapina in meno. Ma adesso gli stiamo dando un potere pericoloso». Una presa di posizione netta, che ha trovato eco in un dibattito più ampio sul ruolo della tecnologia nel calcio moderno, già acceso dopo il caso Bremer in Coppa Italia.

Anche la partita contro il Milan, terminata 1-1 con il rigore fallito da Stanciu dopo la buca scavata da Pavlovic, aveva fatto emergere il carattere combattivo del tecnico romano. «Il Milan è una grandissima società, San Siro è un grandissimo stadio, ma noi non siamo gli scemi del villaggio», aveva dichiarato con fermezza, rivendicando la dignità del suo Genoa anche nei momenti più difficili.

Sul piano del gioco, De Rossi ha lavorato per costruire un’identità precisa: una squadra che non si limita a difendere, ma che prova a proporre calcio pur avendo le risorse di una formazione che lotta per la salvezza. «Non si prende gol, si difende col coltello fra i denti, non perché questa è la filosofia di chi deve salvarsi, ma perché a calcio si gioca così», ha spiegato dopo il 3-0 al Cagliari. Un messaggio chiaro: il Genoa di De Rossi vuole essere competitivo, non rassegnato.

Il gruppo e le ultime novità: Ekuban esalta il mister

Le ultime notizie dal mondo rossoblù parlano di un ambiente sempre più coeso attorno alla figura del tecnico. Caleb Ekuban, attaccante del Genoa, ha rilasciato parole al miele su De Rossi in una recente intervista: «Il rapporto con il mister non può che essere bellissimo. È una persona che nei nostri confronti ha la massima disponibilità, ci dà tanta importanza e responsabilità. Ci dà tanta grinta e garra per andarci a prendere quel che meritiamo con passione, dedizione e idee chiare».

L’attaccante ha anche lanciato un avvertimento a chi potrebbe pensare che il Genoa, ormai lontano dalla zona retrocessione, possa abbassare la guardia: «Adesso è un momento dove apparentemente potremmo rilassarci ma sarebbe un errore, dobbiamo portare a casa più punti possibile e goderci poi il finale di campionato». Parole che sembrano rispecchiare fedelmente la mentalità instillata da De Rossi nel gruppo.

Un altro elemento positivo emerso nel corso della stagione è la crescita di Norton-Cuffy, giovane esterno su cui il tecnico ha puntato con convinzione: «Diventerà fortissimo, sta crescendo e ascoltando i consigli di tutto lo staff». La capacità di valorizzare i giovani, unita alla gestione esperta dei veterani, sembra essere una delle chiavi del lavoro di De Rossi al Genoa. Un percorso ancora in corso, ma che racconta già molto di un allenatore che, dopo le turbolenze romane, sta trovando la sua dimensione sulla panchina del Grifone.