Genoa, Daniele De Rossi strizza l’occhio a un cagliaritano: “In panchina ma è fortissimo”

Articolo di Max Valle

Il tecnico dei liguri non ha nascosto il proprio apprezzamento per un calciatore che è nella rosa della formazione sarda: Gaetano.

In uno scontro diretto molto importante per la lotta salvezza il Genoa ha battuto per 3-0 il Cagliari tornando al successo dopo cinque partite senza vittorie, ma il tecnico dei liguri Daniele De Rossi non è del tutto soddisfatto: “È importante perché era uno scontro diretto, perché questi giocatori e questo stadio meritavano una serata serena. Soprattutto dopo aver visto sfumare quei due punti in più di San Siro, che ci avrebbero fatto comodo e ci avrebbero fatto molto bene mentalmente. Meritavamo di prenderci subito una rivincita, di vincere questa partita.

“Sono contento per i ragazzi, per la gente, per il club – continua De Rossi -. Ma ovviamente torniamo sempre a dire la stessa cosa, non abbiamo fatto nulla. Tra sei giorni abbiamo un’altra partita altrettanto importante (contro il Parma, ndr). Ci sono i momenti in cui le cose non ti riescono, momenti in cui l’avversario è più bravo. Per me il Cagliari è una squadra forte, una squadra con tanta qualità e giocatori forti. In panchina Gaetano che è un giocatore fortissimo secondo me”, aggiunge l’ex uomo simbolo della Roma, che poi parla dello spirito necessario a una squadra che deve salvarsi.

“Ci sta che ti chiudano e ci sta anche che un giorno non ti riescano le cose, in quel momento che faccio? Non prendo gol, difendo da provinciale, difendo da terza categoria, non prendo gol, ci sono i momenti in cui siamo belli e i momenti in cui non ci riusciamo. Non si prende gol, si difende col coltello fra i denti, non perché questa è la filosofia di chi deve salvarsi, non perché è la filosofia del DNA del Genoa, perché a calcio si gioca così. Forse ci sono cinque squadre nel mondo, dieci negli ultimi vent’anni, che hanno potuto magari tirare un po’ sul piede dall’acceleratore, perché comunque la palla ce l’hanno solo loro, noi non siamo una di quelle”.

Per Fabio Pisacane l’unico dato che lo consola è che il suo Cagliari ha concluso ben 36 volte verso la porta avversaria: “Mi dispiace perché la squadra ha fatto anche oggi la partita che doveva fare. In due trasferte abbiamo fatto 36 tiri e abbiamo fatto solo due gol, questo dispiace. L’errore di Luvumbo fa parte del calcio, non condanno i miei giocatori. Siamo andati sotto dopo pochi minuti, su una lettura facile, è quello che dobbiamo mettere nel mirino. Per quanto riguarda la partita, è uno scontro diretto che abbiamo perso, ma fa parte del percorso. Abbiamo una squadra piena di ragazzi, non bisogna demoralizzarsi, bisogna pensare a sabato e resettare la sconfitta”.

Il tecnico dei sardi nei giorni scorsi aveva invitato i suoi a non essere “mosci”: “Per quanto riguarda l’essere mosci, sono letture tattiche. C’è un errore proprio nel principio della marcatura di linea esterna. Siamo andati in avanti a palla libera e abbiamo mancato nell’assorbire il taglio di Colombo. Come ho detto prima per Luvumbo in fase offensiva, così dico per quanto riguarda la fase difensiva. Non si condanna nessuno, è normale che bisogna lavorare ancora di più per diminuire questi errori che sono sotto gli occhi di tutti”.

Nato a Milano nel 1968, giornalista professionista dal 2004. Gli sport che gli piacciono sono molti. Ama soprattutto raccontare la storia dello sport e i numeri legati agli eventi sportivi. Ha scritto un libro sulla prima edizione della Coppa del Mondo di sci alpino, "Circo Bianco"

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