Cristiano Ronaldo

Aggiornato Mar 23 Giu 2026 alle 19:45

Il debutto di Cristiano Ronaldo ai Mondiali 2026 non è andato come sperato. Il Portogallo ha pareggiato 1-1 contro la Repubblica Democratica del Congo nella prima giornata del Gruppo K, disputata a Houston, in Texas, lasciando l’amaro in bocca a CR7 e ai suoi tifosi. Un risultato che ha immediatamente scatenato un acceso dibattito sui social, trasformando la serata del 17 giugno in un campo di battaglia virtuale tra sostenitori e detrattori del fuoriclasse portoghese.

Il match era iniziato nel migliore dei modi: al 6′ João Neves aveva portato in vantaggio i lusitani con un colpo di testa su assist di Pedro Neto. Ma la Repubblica Democratica del Congo ha saputo reagire, crescendo di intensità e trovando il pareggio al 50′ con Wissa, anch’egli di testa. Nella ripresa il ct Roberto Martínez ha inserito Francisco Conceição, Rafael Leão, Nelson Semedo e Gonçalo Ramos, ma CR7 è rimasto in campo per tutti i 90 minuti senza riuscire a incidere, sprecando un paio di occasioni create proprio dagli inserimenti dei compagni.

Il caso social: haters contro difensori di Ronaldo

Le ultime notizie sul rendimento di Cristiano Ronaldo ai Mondiali hanno alimentato una polarizzazione totale sui social network. Da un lato, migliaia di commenti negativi puntano il dito contro il 41enne capitano portoghese: c’è chi sostiene che il ct Martínez dovrebbe ridurne il minutaggio, ritenendo impossibile reggere 90 minuti ad alta intensità a quell’età, soprattutto dopo una stagione in Arabia Saudita. Altri accusano il Portogallo di costruire il proprio gioco attorno a lui, sbilanciando la squadra. Dall’altro lato, un fronte altrettanto compatto respinge queste critiche come “puro hating”, sostenendo che l’intera squadra abbia giocato sotto ritmo e che CR7 sia diventato un comodo capro espiatorio.

La polemica non è nuova. Già prima dell’esordio mondiale, Ronaldo era stato bersaglio di critiche sui social per le sue prestazioni nelle amichevoli di preparazione. In conferenza stampa aveva risposto con la consueta sicurezza: “Come sto fisicamente? Sto bene, non avete visto le partite? La preparazione è stata dura perché abbiamo lavorato sodo”. Parole che oggi suonano come una sfida ancora aperta, considerando che il Portogallo dovrà affrontare l’Uzbekistan il 23 giugno e la Colombia nella notte tra il 28 e il 29, due partite decisive per capire le reali ambizioni della Seleção das Quinas in questo torneo.

Un percorso tormentato verso il Mondiale

La strada che ha portato Ronaldo a questo sesto Mondiale è stata tutt’altro che lineare. Le ultime novità dalla stagione con l’Al-Nassr raccontano di un campione che ha vissuto mesi di grande turbolenza. A febbraio, CR7 aveva clamorosamente saltato una partita di campionato per protesta contro le scelte di mercato del club, furioso per gli investimenti del fondo PIF che, a suo dire, avevano favorito l’Al-Hilal di Simone Inzaghi rispetto alla sua squadra. La vicenda aveva scatenato la reazione ufficiale della Saudi Pro League e le critiche degli opinionisti locali, con uno di essi che aveva dichiarato senza mezzi termini: “Questo Paese si chiama Arabia Saudita, non Arabia Ronaldo”.

A complicare ulteriormente il quadro era arrivato a fine febbraio un infortunio muscolare rimediato durante una partita contro l’Al-Fayha, dopo aver anche sbagliato un rigore. L’entità del problema si era rivelata più seria del previsto, tanto che l’allenatore Jorge Jesus aveva ammesso che “la lesione era più grave di quanto ci si aspettasse”. Ronaldo aveva lasciato l’Arabia Saudita per curarsi a Madrid, saltando le amichevoli di preparazione al Mondiale contro Messico e Stati Uniti.

Il lieto fine, però, è arrivato: il 21 maggio l’Al-Nassr ha conquistato il titolo della Saudi Pro League, con Ronaldo protagonista assoluto nell’ultima giornata contro il Damac. Una doppietta al 63′ e all’81’, con CR7 che ha lasciato il campo visibilmente commosso, gli occhi lucidi dopo aver finalmente vinto il campionato saudita al quarto tentativo. Un traguardo che ha chiuso nel migliore dei modi una stagione difficilissima e che gli ha permesso di presentarsi al Mondiale con il morale alto, nonostante le polemiche che non lo hanno mai abbandonato.

Ora il Portogallo e il suo capitano sono chiamati a una risposta sul campo. Il pareggio all’esordio non è necessariamente un dramma — la storia dei Mondiali è piena di grandi squadre partite in sordina — ma la pressione su Ronaldo è destinata ad aumentare partita dopo partita. A 41 anni, alla sua sesta Coppa del Mondo, il fuoriclasse di Funchal sa che il tempo stringe e che questa potrebbe davvero essere la sua ultima occasione di alzare il trofeo più ambito del calcio mondiale.