Dopo la salvezza e il successo sul campo della Juventus sempre molto caro ai tifosi, ora Paolo Vanoli spaventa la Fiorentina.
Calciomercato Fiorentina: Paolo Vanoli è riuscito a regalare ai viola una salvezza tutt’altro che scontata fino allo scorso inverno, e ha chiuso la stagione vincendo l’ultima trasferta dei suoi sul campo dell’eterna rivale Juventus. Proprio questo successo, sempre sentitissimo dalla tifoseria, potrebbe costituire un tassello importante per la sua permanenza sulla panchina gigliata. Proprio questo dettaglio, però, rischia paradossalmente di allontanarlo dalla piazza che nel corso dei mesi ha imparato ad apprezzarlo.
“Essere valutato solo per una vittoria contro la Juventus sarebbe una delusione. Anzi, se in società facessero così allora spero che non mi tengano – ha affermato Vanoli al termine della vittoriosa giornata in quel di Torino -. Io sono stato al Viola Park 24 ore al giorno, e non vorrei restare per mera riconoscenza. Voglio farlo, casomai, per far crescere la Fiorentina. L’importante è riportarla a livelli più alti. La dirigenza mi è sempre stata vicina, ora è arrivata una figura di alto profilo come Paratici e sarà lui a decidere. Ma non ci saranno incontri in settimana, adesso io mi riposo”.
Il successo dell’Allianz Stadium è arrivato con un netto 2-0, firmato dai gol di Ndour nel primo tempo e di Mandragora nella ripresa. Un risultato che ha avuto conseguenze pesantissime sulla classifica bianconera: la Juventus di Luciano Spalletti, con la qualificazione alla Champions League già fortemente a rischio, è scivolata in sesta posizione a 68 punti, agganciata dal Como di Fabregas. Una débâcle che ha scatenato la reazione dello stesso Spalletti, visibilmente provato nel post-partita: “Chiaro, questo è un risultato bruttissimo: abbiamo fatto una partita pessima sotto tanti punti di vista, mentre sotto altri l’episodio non ci è girato a favore”. Il tecnico bianconero ha poi aggiunto: “Io prima di tutto bisogna che metta in discussione me stesso, perché se oggi vengo al campo e la mia squadra offre questo… Ho fatto tutto per portare i giocatori in condizioni mentali giuste?”.
Per la Fiorentina, quella di Torino rappresenta la ciliegina sulla torta di una rimonta straordinaria. I viola avevano conquistato la salvezza matematica già nella penultima giornata casalinga, pareggiando 0-0 contro il Genoa. Un traguardo che aveva fatto scattare automaticamente anche il riscatto dei centrocampisti Marco Brescianini e Giovanni Fabbian, acquistati a titolo definitivo rispettivamente dall’Atalanta per 10 milioni e dal Bologna per 15 milioni, per un investimento complessivo di 25 milioni di euro. Proprio in quella occasione Vanoli aveva già mostrato il suo carattere, attaccando chi lo aveva criticato nei mesi più difficili: “Per quattro settimane voi avete fatto il processo a Paolo Vanoli. E, in tutto questo, io dovevo salvare la squadra”.
Il futuro della panchina viola resta comunque avvolto nell’incertezza. Paratici, arrivato alla Fiorentina lo scorso febbraio in una situazione di classifica drammatica — appena 17 punti e una sola lunghezza di vantaggio sulla zona retrocessione — aveva già chiarito che nessun rinnovo sarebbe stato automatico, nemmeno in caso di salvezza. Tra i profili valutati dalla dirigenza figurano Andoni Iraola, considerato difficilmente raggiungibile, Domenico Tedesco e Fabio Grosso, quest’ultimo in costante ascesa nelle gerarchie societarie. Non è da escludere nemmeno il nome di Roberto De Zerbi, rimasto svincolato dopo il brusco addio all’Olympique Marsiglia dello scorso febbraio e accostato alla Fiorentina già nei mesi precedenti.
Vanoli, dal canto suo, prova a giocarsi le sue carte puntando sulla continuità e sul lavoro svolto in condizioni tutt’altro che semplici. La sua posizione, però, non è blindata, e le prossime settimane saranno decisive per capire se il tecnico che ha salvato i viola sarà anche quello incaricato di rilanciarli verso traguardi più ambiziosi.