Basket

Aggiornato Mer 20 Mag 2026 alle 15:49

Il basket italiano vive una fase di profonda trasformazione, tra retrocessioni storiche, addii eccellenti e scenari di mercato che stanno ridisegnando il panorama della Serie A. Le ultime notizie parlano chiaro: la stagione 2025-2026 ha lasciato ferite profonde e aperto interrogativi importanti sul futuro del movimento.

La retrocessione della Dinamo Sassari e le polemiche di Sardara

Il capitolo più doloroso di questa stagione riguarda senza dubbio la Dinamo Sassari, retrocessa in Serie A2 per la prima volta in sedici anni. L’ultima annata nella seconda divisione risaliva al 2009-2010, prima di un ciclo straordinario che aveva portato uno Scudetto, due Coppe Italia, due Supercoppe Italiane e una FIBA Europe Cup. Oggi, però, quel ciclo si è chiuso nel peggiore dei modi.

Il patron Stefano Sardara non ha usato mezzi termini nella conferenza stampa di venerdì, trasformata in un vero e proprio contrattacco. «La retrocessione non è arrivata a maggio 2026 ma un anno prima», ha dichiarato, puntando il dito contro chi, a suo dire, ha abbandonato il club nei momenti difficili. Sardara ha respinto le voci su presunte cordate interessate al club e ha rivendicato la solidità della società: «In quindici anni e oltre siamo stati la seconda società per trofei vinti, solo l’Olimpia Milano ha fatto meglio». Non sono mancate le polemiche arbitrali: il presidente ha rivelato di aver ricevuto per tre volte le scuse dal capo degli arbitri nel corso della stagione, sostenendo che senza alcuni errori la Dinamo sarebbe rimasta in Serie A.

A rendere ancora più amara la fine di stagione, la sospensione disciplinare di tre giocatori — Rashawn Thomas, Daryl Macon Jr. e Carlos Marshall — in occasione dell’ultima trasferta contro Brescia, un episodio che ha stupito l’intero ambiente e che ha aggiunto ulteriore caos a una situazione già compromessa.

Cantù saluta De Raffaele: tre nomi per il futuro

Mentre Sassari piange, Cantù festeggia la salvezza ma deve già fare i conti con un importante cambio in panchina. Walter De Raffaele, arrivato il 20 gennaio in sostituzione di Nicola Brienza e capace di conquistare 12 dei 18 punti totali della squadra in campionato, ha scelto di esercitare l’opzione di uscita dal contratto. Un addio che, come ammesso dal presidente Roberto Allievi, era nell’aria: «Comprendiamo la scelta di cogliere un’opportunità importante», ha dichiarato il numero uno del club brianzolo, ringraziando il tecnico livornese per il traguardo raggiunto.

Per De Raffaele si apre ora un nuovo capitolo: nelle ultime ore ha preso quota l’ipotesi di un trasferimento in Giappone, dove nel 2026 è nata la Premier B.League, nuova lega di primo livello che sta cercando di attrarre nomi europei di spessore. Non tramontano però le piste italiane, con la Reyer Venezia — club che WDR ha guidato dal 2016 al 2023 vincendo due Scudetti — e la Virtus Bologna tra le possibili destinazioni.

Per la panchina di Cantù circolano già tre nomi: Manuchar Markoishvili, ex bandiera biancoblù oggi al Monaco, Gianmarco Pozzecco, reduce dall’esperienza sulla panchina della Nazionale e attualmente al Galatasaray, e Frank Vitucci, indicato come il favorito. Il tecnico veneziano non ha ancora sciolto le riserve sul proseguimento dell’avventura a Scafati, club che ha riportato in Serie A dopo la promozione diretta conquistata nella stagione appena conclusa.

La Vanoli lascia Cremona: il basket italiano si interroga sul futuro

Tra le ultime notizie che stanno agitando il mondo della pallacanestro italiana, spicca anche la vicenda della Vanoli Basket, che ha avviato l’iter per trasferire la propria sede da Cremona a Roma. Il Consiglio Federale della FIP ha ritenuto l’istanza meritevole, subordinandone l’accoglimento al rispetto degli obblighi previsti dal manuale delle licenze per la prossima stagione.

Il presidente Aldo Vanoli ha spiegato con parole cariche di emozione le ragioni di una scelta sofferta: «Ho sempre cercato di garantire stabilità al progetto, sostenendolo in prima persona. Purtroppo le condizioni per proseguire nel territorio non si sono concretizzate». A fare la differenza è stata una manifestazione di interesse da parte di investitori stranieri con una visione ambiziosa per Roma. «Così la Vanoli in qualche modo non morirà», ha concluso Vanoli, consapevole del significato profondo che questo passaggio comporta per la città di Cremona e per tutti i tifosi che hanno accompagnato il club negli anni.

La questione si inserisce in un dibattito più ampio che attraversa il basket italiano, legato anche al progetto NBA Europe e alle possibili trasformazioni strutturali del movimento. Sul fronte dei regolamenti, la GIBA — l’associazione dei giocatori italiani — ha preso una posizione netta contro l’ipotesi di aumentare il numero di stranieri nei roster di Serie A, avvertendo che ciò rappresenterebbe «un rischio enorme per il futuro della nazionale». Un segnale chiaro che il basket italiano, tra cambiamenti societari e tensioni regolamentari, è chiamato a fare scelte decisive per definire la propria identità nei prossimi anni.