Il leggendario giocatore brasiliano è morto a 68 anni dopo una lunga malattia
Il basket mondiale piange il leggendario Oscar Schmidt, soprannominato ‘Mano Santa’, morto all’età di 68 anni in un ospedale di San Paolo (Brasile) dopo una lunga battaglia contro un tumore al cervello durata oltre 15 anni.
La scomparsa di Oscar Schmidt, uno dei più grandi realizzatori nella storia del basket, è stata annunciata dalla famiglia, che ha spiegato come l’ex campione abbia affrontato la malattia “con coraggio, dignità e resilienza, rimanendo fino alla fine un esempio di determinazione, generosità e amore per la vita. Oscar Schmidt lascia un’eredità che va ben oltre lo sport e continuerà a ispirare generazioni di atleti e tifosi in Brasile e nel mondo intero”.
Schmidt è diventato un’icona planetaria nonostante non abbia mai giocato in NBA: unico giocatore nella Hall of Fame del basket, ha partecipato a cinque Olimpiadi consecutive con la nazionale brasiliana, stabilendo numerosi record realizzativi (tra cui quello di miglior marcatore olimpico di tutti i tempi con oltre 1.000 punti).
In Italia ha lasciato il segno soprattutto alla Juvecaserta, dove ha giocato per otto stagioni dal 1982 al 1990, e alla Pallacanestro Pavia (1990-1993). Con la maglia casertana è stato una stella assoluta, vincendo più volte la classifica marcatori del campionato e stabilendo prestazioni memorabili. Ha totalizzato 13.957 punti in Serie A, record per un giocatore straniero, con una media di 34,6 punti a partita e picchi oltre i 60. È il giocatore (con almeno 100 presenze) che ha segnato più volte 50 o più punti in una singola gara: ben 28 volte in 403 partite.
Caserta ha ritirato la sua maglia numero 18 e nel 2016 gli ha conferito la cittadinanza onoraria. Nel 2013 è stato inserito nella Basketball Hall of Fame (Naismith Memorial), diventando il primo brasiliano a ricevere questo onore.
Questo il messaggio del figlio Felipe: “Come figlio, ho solo da dire: papà, mi mancherai. Onorerò tutto ciò che mi hai insegnato su come essere un uomo e cercherò di essere almeno il 10% dell’essere umano che sei stato. Sei stato un esempio di vita per me e non ti dimenticherò mai”.