Nuovo capitolo della vicenda legata all'espansione europea della National Basketball Association: la FIP parla chiaro.
La Federazione Italiana Pallacanestro ha tutta l’intenzione di mantenere la barra dritta sulla possibilità di essere coinvolta nel progetto NBA Europe, ribadendo in una nota ufficiale diffusa mercoledì la volontà di continuare il dialogo in tal senso. “La Federazione – si legge nella nota – registra il grande fermento sviluppatosi riguardo la scelta da parte di NBA dei club che faranno parte della prossima lega europea. Continuano i contatti tra tutte le parti coinvolte”.
“L’auspicio – prosegue la FIP – è che finalmente si possa ricostituire un sistema basket europeo chiaro e un calendario internazionale che, nel rispetto della salute degli atleti, assicuri loro la possibilità di giocare con le proprie nazionali, alimentando, nell’interesse di tutti, la passione dei fan e l’attenzione degli sponsor”. Il riferimento, nemmeno troppo velato, è al dualismo FIBA-Eurolega che negli ultimi anni ha portato a una vera e propria spaccatura nel basket di club del Vecchio Continente, con effetto anche sulle nazionali.
Il tema centrale, comunque, non è soltanto la collocazione dell’Italia nel nuovo scenario continentale, ma la solidità stessa del sistema domestico. Le ultime settimane hanno mostrato quanto il terreno sia scivoloso: la Vanoli Cremona ha ufficializzato il trasferimento del titolo sportivo a Roma, chiudendo un’epoca lunga ventitré anni e lasciando la città senza la sua squadra simbolo. La decisione è stata ratificata dal Consiglio Federale FIP il 12 maggio, certificando un passaggio che ha scosso l’intero movimento.
Parallelamente, anche Trieste vive settimane di incertezza. Mentre la squadra è impegnata nei playoff, il futuro societario resta un tema aperto ed è ancora impossibile stabilire con certezza cosa accadrà da qui alla prossima stagione. In questo contesto, l’ipotesi NBA Europe divide: da un lato c’è chi vede l’opportunità di inserirsi in un circuito più ricco, più visibile e potenzialmente più sostenibile. Dall’altro, molti temono che un progetto così ambizioso rischi di snaturare lo stesso campionato italiano.
Il dibattito si intreccia anche con le tensioni riguardanti i regolamenti. I club hanno chiesto l’apertura urgente di un tavolo di confronto per rivedere norme strutturali ed eleggibilità degli atleti, denunciando criticità economiche e sportive che mettono a rischio la sostenibilità del movimento di vertice. La Lega ha confermato per il 2026‑27 l’attuale format, ma ha sottolineato la necessità di riforme entro la fine dell’anno.
In questo scenario, la posizione della FIP su NBA Europe sembra solo un altro capitolo di una vicenda ancora lontana dalla risoluzione: la Federazione vuole esserci, ma allo stesso tempo sa che il basket italiano sta attraversando una fase delicata. E mentre il progetto NBA Europe continua a prendere forma, l’obiettivo è far sì che il movimento nazionale arrivi pronto all’appuntamento, anche se una parte del sistema guarda al futuro con entusiasmo e un’altra teme che si possa fare un passo più lungo della gamba.