Vanoli cede e puntualizza: “Non avevo alternative”

Articolo di Aldo Seghedoni

"Abbiamo cercato in ogni modo di verificare se esistessero le condizioni per proseguire il percorso mantenendolo nel territorio" ha assicurato Aldo Vanoli.

La società Vanoli Basket Cremona ha avviato l’iter per trasferire la sede da Cremona a Roma e la questione è finita anche al consiglio federale FIP: “Il Consiglio federale, riunitosi oggi in via straordinaria e in modalità web conference, ha esaminato la documentazione prodotta dalla Società Guerino Vanoli Basket Srl per trasferire la propria sede da Cremona a Roma”.

“Il Consiglio federale ha ritenuto l’istanza provvista dei requisiti di meritevolezza, subordinandone l’accoglimento al rispetto degli obblighi e delle scadenze previste dal manuale delle licenze per la partecipazione al Campionato di Serie A 2026/2027” si legge nella nota ufficiale.

Aldo Vanoli ha spiegato così le ragioni del trasferimento: “La Vanoli Basket non è mai stata soltanto una squadra, ma una comunità, un insieme di persone appassionate e competenti che ci hanno affiancato, accompagnato e sostenuto nei giorni più belli e nei momenti difficili. Proprio questo legame, più di tutto, mi ha portato negli ultimi mesi a riflettere sul futuro con grande serietà e attenzione”.

“Nel corso degli anni ho sempre cercato di garantire stabilità al progetto, sostenendolo in prima persona. Chi conosce la nostra storia sa bene che ogni stagione è stata una sfida: abbiamo sempre lavorato con risorse significativamente inferiori rispetto a quelle di altre realtà della pallacanestro italiana con bacini di riferimento ben più ampi, strutture più moderne e disponibilità economiche nemmeno paragonabili alle nostre. Ciò nonostante, siamo riusciti a restare competitivi, a mantenere la categoria e a raggiungere risultati importanti. Il segreto? Abbiamo sempre investito nelle idee e nelle persone, facendo squadra dentro e fuori dal campo, con una gestione attenta e conti sempre sotto controllo. È un aspetto di cui vado particolarmente orgoglioso, perché testimonia la serietà del lavoro fatto e il valore delle persone che hanno contribuito a questo progetto”.

“Allo stesso tempo è evidente che un modello basato su un impegno personale così diretto e continuativo, in un contesto agonistico e finanziario sempre più competitivo, richiede uno sforzo difficilmente sostenibile nel lungo periodo. Per questo motivo negli ultimi mesi ho lavorato insieme alla mia famiglia e ai miei collaboratori per individuare soluzioni che potessero dare ulteriore solidità al progetto, anche attraverso il coinvolgimento di nuovi investitori. Abbiamo avviato interlocuzioni, esplorato diverse possibilità, cercato in ogni modo di verificare se esistessero le condizioni per proseguire il percorso mantenendolo nel territorio”.

“Purtroppo, queste condizioni non si sono concretizzate. Si è invece concretizzata una manifestazione di interesse da parte di importanti investitori stranieri che hanno espresso la volontà di sviluppare il nostro progetto nella città di Roma con una visione ambiziosa e di lungo periodo. Di fronte a questo scenario, e in assenza di soluzioni alternative, ho ritenuto, con senso di responsabilità, di consentire che questa opportunità potesse trovare realizzazione. Così la Vanoli in qualche modo non morirà, la sua matricola non scomparirà, la sua storia non sarà cancellata, ma entrerà a testa alta in una nuova dimensione”.

“È una decisione che non ho maturato con leggerezza, ma con grande attenzione e difficoltà, consapevole del significato che questo passaggio comporta per il territorio cremonese e per tutte le persone che in questi anni hanno accompagnato il nostro percorso. C’è dispiacere, è ovvio. Ma anche la consapevolezza che la storia scritta in questi anni resterà per sempre nei nostri ricordi e nel nostro cuore” ha scritto il presidente prima di ringraziare la città di Cremona e tutti i tifosi.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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