Andrej Rublëv

Aggiornato Dom 19 Lug 2026 alle 17:23

Le ultime notizie su Andrey Rublev raccontano la storia di un tennista di grande talento ma dai nervi fragili, capace di vittorie importanti e di cadute inaspettate. Il russo, attualmente scivolato fuori dalla top 15 del ranking ATP, ha vissuto negli ultimi mesi un percorso altalenante che ha toccato il suo punto più basso proprio a Wimbledon 2026, dove è stato eliminato al primo turno dal connazionale Roman Safiullin in una maratona di cinque set.

Wimbledon 2026: l’eliminazione al primo turno

La notizia più recente che riguarda Rublev è senza dubbio la sua eliminazione al primo turno di Wimbledon, dove il numero 13 del mondo è stato sconfitto dal connazionale Roman Safiullin dopo quattro ore di battaglia: 6-4, 6(6)-7, 3-6, 6-3, 7-6(14-12) il punteggio finale, con un tie-break del quinto set che si è protratto fino al 14-12. Una sconfitta che brucia, considerando che il miglior risultato di Rublev sull’erba londinese rimane proprio un quarto di finale raggiunto nel 2023, lo stesso traguardo che Safiullin aveva ottenuto in quell’edizione. Prima di Wimbledon, il russo aveva già mostrato segnali preoccupanti: eliminato prematuramente agli Internazionali d’Italia di maggio, dove aveva raggiunto i quarti di finale prima di cedere a Jannik Sinner, e con un rendimento complessivo sulla terra battuta tutt’altro che convincente tra Monte Carlo, Madrid e Roma.

Proprio a Roma, Rublev aveva fatto parlare di sé anche fuori dal campo, criticando apertamente le condizioni dei campi del Foro Italico in un’intervista al media russo Championat: “I rimbalzi sono pessimi e i campi storti. Questi campi non assomigliano per niente a quelli di Parigi”. Parole che avevano suscitato qualche polemica, anche se il moscovita aveva poi bilanciato le critiche con un sincero elogio alla città eterna: “È bellissima, la amo. Da turista è meraviglioso passeggiare qui”.

Il carattere di Rublev: tra scatti d’ira e riflessioni profonde

Uno degli aspetti che più caratterizzano Andrey Rublev è il suo temperamento vulcanico, che lo ha portato più volte a distruggere la racchetta in campo, suscitando l’indignazione del pubblico. Episodi simili si sono verificati a Vienna contro Cameron Norrie, a Madrid contro Alexander Bublik e in diverse altre occasioni, tanto che i video delle sue scenate diventano regolarmente virali sui social. Non è un caso che agli Australian Open 2025 avesse perso la testa anche contro il giovane brasiliano Joao Fonseca, nuova promessa del circuito, cedendo in tre set al suo debutto slam.

Eppure, al di là degli scatti d’ira, Rublev sa anche dimostrare una profondità umana non comune. In un’intervista rilasciata a fine 2024, il russo aveva difeso pubblicamente Jannik Sinner nel pieno del caso doping che aveva coinvolto l’azzurro: “Non puoi augurare a nessun giocatore di passare una cosa del genere. Ha gestito molto bene la cosa, ha continuato a giocare al suo meglio ed è riuscito a dominare il circuito vincendo titoli nonostante tutto. È davvero impressionante”. Parole di stima genuine, che testimoniano come il rapporto tra i due vada ben oltre la semplice rivalità sportiva. Lo stesso Rublev aveva poi confessato a Madrid, in conferenza stampa, di essere rimasto turbato dalla vicenda antidoping di Sinner anche per ragioni personali: “È una questione che mi spaventa. Dobbiamo segnarci in un programma dove saremo presenti a ogni ora del giorno per i test antidoping. Questo ti fa vivere in uno stato di stress costante”.

Sul piano strettamente tennistico, Rublev ha saputo alternare momenti di grande tennis a periodi bui. A febbraio 2025 aveva conquistato il suo 17° titolo in carriera vincendo l’ATP 500 di Doha, superando in finale il britannico Jack Draper per 7-5, 5-7, 6-1 e tornando a trionfare in Qatar a distanza di cinque anni dall’ultima volta. Un successo che sembrava poter rappresentare la svolta, ma che non ha impedito le successive difficoltà. Nei mesi successivi, il russo è stato battuto da Flavio Cobolli a Pechino, da Lorenzo Musetti in rimonta ad Hong Kong, e ha perso contro Sinner in più occasioni, tra cui gli ottavi del Roland Garros 2025, dove l’azzurro si era imposto nettamente in tre set.

Il punto di vista di Rublev sul duopolio Sinner-Alcaraz

Nonostante le difficoltà personali, Rublev ha sempre mostrato lucidità nell’analizzare il dominio di Sinner e Carlos Alcaraz sul circuito. In un’intervista rilasciata nell’ottobre 2025, il russo aveva spiegato con precisione cosa rende i due campioni così difficili da battere: “Sono due giocatori che sanno fare tutto, sono molto veloci, ti rubano il tempo. Non hai ancora finito il tuo colpo, e il successivo ti sta già arrivando addosso”. E ancora: “Possono giocare a ritmi elevati, ad alto livello per ore, senza perdere la concentrazione. Anche i giocatori che possono giocare ad alta velocità, dopo un’ora e mezza o tre ore, hanno momenti di calo. Loro due non hanno quasi mai quei cali”.

Poco prima di Wimbledon 2026, in un’intervista a Tennis365, Rublev aveva ribadito questo concetto con una punta di ironia che gli è propria: “Grazie a loro puoi metterti alla prova e migliorare più velocemente, con loro alzi il livello. Loro due sono bravi, ma devi cercare di eguagliarli”. Parole che suonano come un programma, anche se i risultati recenti suggeriscono che la strada per tornare stabilmente tra i migliori del mondo sia ancora lunga per il moscovita.