Andrej Rublëv
Aggiornato Gio 14 Mag 2026 alle 08:20Le ultime notizie su Andrey Rublev raccontano di un tennista che si trova al centro di uno dei quarti di finale più attesi degli Internazionali d’Italia 2026: l’incontro contro Jannik Sinner, numero uno del mondo e padrone assoluto del circuito in questo momento. Il russo, con la sua consueta ironia, ha commentato la sfida imminente in un’intervista a Tennis Channel, scoppiando a ridere alla domanda sul campione altoatesino: «Quanti Masters di fila ha già vinto? Cinque? E quante partite, una trentina di fila? Si sta avvicinando alla sconfitta. Più vince, più si avvicina la sconfitta…». Una battuta che nasconde, però, tutta la consapevolezza della difficoltà del compito che lo attende.
Rublev ha poi aggiunto, con onestà disarmante: «Se mi chiedi se preferirei giocare contro qualcun altro, certo che preferirei giocare contro qualcun altro. Ma se volessi sfidare me stesso contro Jannik, sì, anche quello. Mi piacerebbe sfidare me stesso contro Jannik». Parole che fotografano perfettamente lo stato d’animo del moscovita, consapevole di affrontare un avversario in forma straordinaria ma comunque motivato dalla sfida.
Rublev contro Sinner: storia di un confronto impari
I precedenti tra i due non sorridono al russo: nei loro dieci confronti in carriera, Rublev ha vinto solo tre volte, con l’ultima vittoria risalente al 2024 a Montreal, quando il moscovita si impose in rimonta in un match che lui stesso definì «il più importante della stagione». In quell’occasione, Rublev aveva spiegato di non aver avuto altra scelta se non giocare in modo estremamente aperto e aggressivo: «Con Jannik non avevo niente da perdere. Sapevo che l’unico modo che mi avrebbe offerto la possibilità di batterlo era giocare in quel modo». Sinner, nel frattempo, ha continuato la sua marcia inarrestabile: con la vittoria su Pellegrino al Foro Italico ha raggiunto quota 31 vittorie consecutive nei Masters 1000, eguagliando il record assoluto di Novak Djokovic. Una serie impressionante che si inserisce in un filotto di 13 successi consecutivi sulla terra rossa, iniziato a Monte Carlo.
Rublev, dal canto suo, arriva a questo quarto di finale con un rendimento altalenante sulla terra: dopo le semifinali di Barcellona, è uscito prematuramente sia a Monte Carlo che a Madrid. Un percorso discontinuo che rispecchia le difficoltà vissute dal tennista russo nell’ultimo periodo, impegnato a risalire stabilmente in Top 10 dopo una stagione complicata. Il lavoro con il nuovo coach Marat Safin sembra stia portando qualche frutto, con il russo che ha dichiarato di aver imparato soprattutto a «lasciare andare»: «Ho imparato che non puoi controllare tutto. A volte ti senti incredibile e perdi, altre volte ti senti un disastro e ottieni risultati incredibili».
Le polemiche sui campi del Foro Italico e l’amore per Roma
Prima ancora di scendere in campo contro Sinner, Rublev aveva già fatto parlare di sé a Roma per alcune dichiarazioni piuttosto dure sulle condizioni dei campi del Foro Italico. In un’intervista al media russo Championat, il tennista moscovita aveva attaccato senza mezzi termini: «I rimbalzi sono pessimi e i campi storti. Questi campi non assomigliano per niente a quelli di Parigi». Una polemica che aveva fatto rumore nell’ambiente tennistico, anche se Rublev aveva tenuto a precisare che non si trattava di una novità: «È sempre la stessa storia dopo qualsiasi rimbalzo di routine, ed è sempre stato così».
Curiosamente, però, il russo non ha lesinato elogi alla città eterna come destinazione turistica: «È bellissima, la amo. Da turista è meraviglioso passeggiare qui, si può trovare tutta la storia in ogni angolo. Bisogna venire qui almeno una volta nella vita». Un contrasto stridente tra la critica alle strutture sportive e l’ammirazione per il patrimonio culturale della capitale italiana, che dice molto della personalità complessa e contraddittoria di Rublev.
Un tennista tra talento e fragilità mentale
Le ultime news su Rublev non possono prescindere da un elemento che lo accompagna da anni: la sua fragilità emotiva in campo. Gli episodi di rabbia, con racchette distrutte e gesti di autolesionismo che hanno più volte sconvolto il pubblico, rappresentano il lato oscuro di un giocatore dal talento cristallino. Proprio questa instabilità mentale è stata al centro delle sue riflessioni più recenti: parlando del dominio di Sinner e Alcaraz, Rublev ha individuato nella gestione mentale la differenza fondamentale tra lui e i migliori del mondo: «Io, a volte, gioco a tennis e a volte spero: spero di fare il punto, spero che l’altro sbagli o faccia doppio fallo. Io gioco con i pensieri, loro giocano a tennis».
Una confessione lucida e dolorosa, che spiega molte delle sue difficoltà. Eppure, proprio questa consapevolezza potrebbe essere il punto di partenza per una rinascita. Il titolo conquistato a Doha a febbraio 2026, il diciassettesimo della carriera, ha dimostrato che quando Rublev riesce a trovare il giusto equilibrio interiore, il suo tennis può essere devastante. Contro Sinner, al Foro Italico, servirà probabilmente la versione migliore di sé stesso: quella capace di giocare libero, senza pensieri, esattamente come ha imparato a fare il suo prossimo avversario.