Hamilton non ha paura del tempo, ma fra i tifosi Ferrari serpeggia un dubbio

Articolo di Michele Ceravolo

Il sette volte campione del mondo non ha intenzione di arrendersi ma fra i sostenitori del Cavallino c'è chi invita a riflettere.

“Non avete mai avuto uno come me in settant’anni”. Lewis Hamilton non ha usato mezze misure per descrivere il proprio rapporto con la Formula 1 e con il passare degli anni. Le parole pronunciate dal campione britannico, nella conferenza stampa alla vigilia del Gran Premio del Messico, vanno oltre una semplice dichiarazione di fiducia: raccontano la mentalità di un pilota che, nonostante i 41 anni, non si sente vicino al traguardo della propria carriera.

Il sette volte campione del mondo si ritiene ancora in grado di competere con avversari molto più giovani e non pensa che l’età debba necessariamente condizionare le prestazioni. A sostegno della propria convinzione ha citato anche i tempi di reazione mostrati alla partenza nell’ultimo Gran Premio negli Stati Uniti, spiegando di essere riuscito a essere più rapido di alcuni colleghi. La carta d’identità, per Lewis, non rappresenta necessariamente un limite: ciò che conta è continuare a lavorare, mantenere una buona condizione fisica e, soprattutto, conservare la motivazione per affrontare ogni weekend di gara.

La riflessione si lega anche al futuro della Formula 1. Durante la conferenza gli è stato chiesto della possibilità di essere ancora in attività quando il Mondiale tornerà in Africa in Ruanda. Il britannico non ha escluso questa eventualità, pur ammettendo di non poter sapere se tra quattro anni avrà ancora lo stesso desiderio di correre. Al momento, il suo contratto con la Ferrari è valido almeno fino alla fine del 2027, con un’opzione unilaterale per proseguire anche nel 2028. Il futuro oltre quella scadenza resta tutto da definire, ma le sue parole confermano che il ritiro non è ancora una priorità.

Le dichiarazioni di Hamilton, però, non cancellano del tutto le perplessità di una parte dei tifosi Ferrari. Se da un lato il britannico continua a ribadire di sentirsi competitivo nonostante i 41 anni, dall’altro c’è chi vede nella carta d’identità un possibile ostacolo in prospettiva. Il tema riguarda soprattutto il futuro: nel paddock non sembrano infatti esserci soluzioni immediate per raccoglierne l’eredità.

Kimi Antonelli rappresenterebbe il profilo più interessante della nuova generazione, ma il suo legame con Mercedes rende al momento quest’ipotesi impossibile. Nemmeno dall’Academy del Cavallino, almeno per ora, sembrano emergere candidati considerati pronti a raccogliere il testimone di un pilota del calibro del sette volte iridato. Una situazione che contribuisce ad alimentare il dibattito tra gli appassionati, divisi tra la fiducia nelle qualità ancora intatte di Hamilton e il timore di dover presto affrontare una delicata fase di transizione.

La sfida di Lewis, quindi, non è soltanto quella di continuare a correre, ma di dimostrare di poter essere ancora protagonista in una Formula 1 sempre più giovane e competitiva. Prima di salutare il Circus, il suo grande obiettivo resta conquistare quell’ottavo titolo mondiale che gli permetterebbe di superare Michael Schumacher e diventare il pilota più titolato di sempre. Un traguardo che continua ad alimentarne le ambizioni e che rende ancora più forte la voglia di rimettersi in gioco. A 41 anni, il campione britannico ha ancora un sogno da inseguire: chiudere la propria carriera scrivendo una pagina di storia che nessuno, prima di lui, è riuscito a firmare.

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