Ferrari
Aggiornato Lun 11 Mag 2026 alle 22:02Il Gran Premio di Miami ha rappresentato un banco di prova fondamentale per la Ferrari, chiamata a rispondere dopo un inizio di stagione 2026 in cui la Mercedes ha dominato con autorità. Le ultime notizie dal paddock della Florida raccontano di una Rossa ancora in cerca del salto di qualità definitivo, ma con segnali incoraggianti che tengono viva la speranza dei tifosi del Cavallino.
Miami: Leclerc terzo, Hamilton sesto. Il gap dalla vetta resta importante
Le qualifiche del GP di Miami hanno confermato la gerarchia che si è andata delineando nel corso della stagione: Charles Leclerc ha conquistato la terza posizione in griglia con un tempo di 1’28″143, a quasi quattro decimi dal poleman Andrea Kimi Antonelli (Mercedes), mentre Lewis Hamilton si è dovuto accontentare della sesta casella, a oltre mezzo secondo dal giovane bolognese. Un risultato che, pur non entusiasmante, conferma la Ferrari come seconda forza del campionato, davanti a una McLaren che però ha dimostrato di essere tornata competitiva.
Il team principal Frédéric Vasseur aveva portato a Miami un importante pacchetto di aggiornamenti aerodinamici sulla SF-26, tra cui la tanto discussa ala posteriore ribattezzata “Macarena” per il suo caratteristico doppio movimento. Nonostante le novità, il distacco dalla vetta rimane significativo, segno che il lavoro da fare è ancora lungo. Vasseur aveva già avvertito alla vigilia: “Dobbiamo restare umili, concentrati e consapevoli che dobbiamo massimizzare il lavoro”, sottolineando come anche gli avversari avrebbero portato sviluppi importanti in Florida.
Nella gara sprint del sabato, la Ferrari aveva ottenuto un risultato parzialmente positivo: Leclerc è salito sul podio in terza posizione, preceduto da Lando Norris e Oscar Piastri che hanno riportato la McLaren al successo stagionale. Hamilton ha invece chiuso settimo, dopo un duello prolungato con Max Verstappen. Un fine settimana in chiaroscuro, dunque, che rispecchia fedelmente l’andamento complessivo della stagione per il Cavallino.
Un campionato in salita: il nodo della power unit e l’attesa per l’ADUO
Per comprendere le difficoltà attuali della Ferrari, occorre guardare al quadro più ampio emerso nelle ultime settimane. Fin dall’inizio del Mondiale, con la doppietta Mercedes in Australia e la successiva conferma in Cina e Giappone, è apparso chiaro che il principale handicap della SF-26 risiede nella power unit. Lo stesso Hamilton, dopo le qualifiche di Suzuka, era stato brutalmente onesto: “Non possiamo dare la colpa di questo distacco soltanto alla power unit, ma chi è davanti ha mostrato di essere superiore anche nel primo settore: vuol dire che a livello di prestazione pura siamo inferiori”.
Leclerc, dal canto suo, si era sfogato via radio a Suzuka con parole durissime: “Queste qualifiche sono una barzelletta. In curva sono veloce, accelero e poi perdo tutto nel rettilineo”. Un grido di frustrazione che aveva fatto il giro del mondo e che aveva spinto la FIA a intervenire su alcuni parametri regolamentari, con modifiche che lo stesso Leclerc ha poi giudicato positivamente alla vigilia di Miami: “Mi sono sentito ascoltato come pilota nelle richieste e nei consigli che abbiamo dato”.
Sul fronte tecnico, la chiave per colmare il divario con la Mercedes potrebbe essere l’ADUO — Additional Development and Upgrade Opportunities — il meccanismo previsto dalle nuove regole che, in base alle prestazioni in pista delle power unit, garantisce ai team meno competitivi importanti opportunità di sviluppo sui banchi prova. Vasseur ha indicato questo strumento come lo strumento principale per recuperare terreno, ma i tempi non sono brevi: secondo le ultime indiscrezioni, il motore completamente nuovo potrebbe non essere pronto fino al Gran Premio di Spagna, mentre prima di Montreal i tecnici di Maranello potranno lavorare solo sui software per migliorare la gestione dell’energia elettrica.
Leclerc e Hamilton: la sfida interna e le ambizioni per il futuro
In casa Ferrari, un elemento di interesse è rappresentato dalla rivalità interna tra i due piloti. Charles Leclerc e Lewis Hamilton hanno già dato vita a duelli intensi in pista — memorabile quello in Cina, risolto a favore del monegasco — con Vasseur che ha scelto di lasciarli correre senza imporre ordini di scuderia: “Era tutto sotto controllo. Preferisco lasciarli correre così”. Un approccio che testimonia la fiducia del team principal in entrambi i piloti, ma che potrebbe complicarsi nel momento in cui la Ferrari dovesse avvicinarsi concretamente alla lotta per il titolo.
Leclerc, alla sua nona stagione in Ferrari, non nasconde le proprie ambizioni: “Siamo in una posizione accettabile come Ferrari, ma ovviamente non siamo qui solo per fare podi: vogliamo vincere le gare”. Hamilton, al suo secondo anno in rosso, ha già conquistato un podio in Cina e punta a fare di più, consapevole che il potenziale della SF-26 non è ancora stato espresso appieno. La lunga pausa di aprile — causata dalla cancellazione dei GP di Bahrain e Arabia Saudita per il conflitto in Medio Oriente — ha offerto a Maranello settimane preziose di sviluppo, i cui frutti si stanno iniziando a vedere, anche se il cammino verso la vetta appare ancora lungo e tortuoso.