Lewis Hamilton
Aggiornato Sab 04 Lug 2026 alle 15:30Le ultime notizie su Lewis Hamilton raccontano di un pilota in grande spolvero, capace di trascinare la Ferrari ai vertici del Mondiale di Formula 1 2026. Il weekend di Silverstone ha regalato ai tifosi della Rossa emozioni inaspettate: il sette volte campione del mondo ha conquistato la pole position nelle qualifiche Sprint del Gran Premio di Gran Bretagna, fermando il cronometro sull’1:28.376 e battendo per soli 11 millesimi il leader iridato Kimi Antonelli (Mercedes). Un risultato che ha sorpreso persino lo stesso Hamilton, considerando le previsioni della vigilia che lo davano in ritardo di sei decimi dalla concorrenza a causa del deficit di potenza del motore Ferrari.
“Adoro questa pista e questo pubblico. Mi sembra un sogno”, ha dichiarato Hamilton ai microfoni dopo la pole. “Siamo stati veloci fin da subito ma qui non ci aspettavamo di poter ambire alla prima fila. Venendo qui mi avevano spaventato dicendomi che saremmo stati dietro di sei decimi, invece è tutto vero. Il passo è buono”. Parole che fotografano perfettamente la parabola ascendente del britannico nelle ultime settimane, culminata con la storica prima vittoria in Ferrari a Barcellona — la numero 106 in carriera — dopo 686 giorni di digiuno dall’ultimo successo.
Il gap con Leclerc e la crescita della Ferrari
A Silverstone, però, non tutto brilla in casa Ferrari. Il compagno di squadra Charles Leclerc ha chiuso le qualifiche Sprint in quarta posizione, accusando un ritardo di oltre tre decimi da Hamilton. Il monegasco ha ammesso apertamente le proprie difficoltà: “Da un po’ mi rendo conto di non avere la stessa disinvoltura che avevo nel 2025 con la macchina dello scorso anno. Anche quando spingo al massimo e metto tutto insieme, parliamo di decimi: Lewis riesce più spesso a sfruttare il 100% del potenziale della macchina”. Una confessione che alimenta il dibattito sul divario interno alla Scuderia di Maranello, con Hamilton che sembra aver trovato una sintonia sempre più profonda con la SF-26 mentre Leclerc fatica ancora a sentirsi completamente a proprio agio.
La crescita di Hamilton non è passata inosservata nemmeno agli avversari. Antonelli, secondo in griglia a Silverstone, ha riconosciuto i progressi della Ferrari: “Io l’ho detto subito che qui la Ferrari era da tenere d’occhio. Sono sorpreso da quanto la loro macchina abbia guadagnato sul dritto: ora vanno come noi se non addirittura meglio”. Anche George Russell, quinto nelle qualifiche Sprint, si è detto molto sorpreso: “La Ferrari era in ritardo in termini di potenza e di gestione dell’energia ma ora sono davanti a tutti. Sapevamo che hanno un gran telaio ma c’è qualcosa che non mi torna”.
Il percorso di Hamilton: dai bassi di Austria alla rinascita di Silverstone
Il cammino di Hamilton verso la vetta non è stato privo di ostacoli. Solo pochi giorni prima, al Gran Premio d’Austria, la Ferrari aveva vissuto una vera e propria débâcle: Hamilton aveva chiuso quinto e Leclerc addirittura ottavo, nettamente inferiori alle Mercedes e alle McLaren sul piano della potenza. Lo stesso Hamilton aveva scelto la via della franchezza: “Il ritardo del motore Ferrari è davvero molto, molto grande. Serviranno mesi e mesi per colmarlo”. Il team principal Vasseur aveva confermato il deficit strutturale, indicando nel motore la causa principale delle difficoltà, con il prossimo aggiornamento Aduo atteso solo a Monza.
Eppure, a distanza di pochi giorni, Silverstone ha raccontato una storia completamente diversa. La Ferrari ha portato nuovi aggiornamenti, Hamilton ha trovato il feeling con la pista di casa sua e il risultato è stato straordinario. “In fabbrica tutti stanno dando il massimo, portiamo pezzi nuovi ad ogni gara. Sono grato loro per questa pole”, ha sottolineato il britannico, che nella classifica iridata si trova ora a quota 125 punti, alle spalle di Antonelli (171) e Russell (131).
Il percorso stagionale di Sir Lewis è emblematico della complessità di questa annata. Dopo un inizio difficile — con ammissioni di mancanza di feeling con la SF-26 già dal Gran Premio del Giappone — il pilota di Stevenage ha trovato la svolta a Barcellona, dove una gestione perfetta della gara e un pizzico di fortuna con la Virtual Safety Car gli hanno permesso di interrompere un digiuno di 686 giorni. Da quel momento, la sua crescita è stata costante: podio in Canada, pole a Silverstone. La narrativa di un campione finito, alimentata anche da voci di ritiro e dalle dichiarazioni di Ralf Schumacher che lo invitava a lasciare spazio alle nuove generazioni, sembra oggi più lontana che mai. Hamilton ha risposto nel modo migliore possibile: con i risultati in pista.