Le parole di Toto Wolff fanno parecchio rumore soprattutto fra i tanti sostenitori della scuderia di Maranello.
Le parole di Toto Wolff su Kimi Antonelli hanno riacceso un dibattito che accompagna il pilota bolognese praticamente da quando ha iniziato a vincere in Formula 1. Parlando a La Gazzetta dello Sport, il boss del muretto Mercedes ha raccontato come, nelle prime gare di Antonelli nel Circus, non fossero mancati giudizi estremamente severi nei confronti dell’italiano, scatenando inevitabili reazioni fra i tifosi.
Secondo Wolff, in molti erano pronti a bocciare il giovane talento quando i risultati tardavano ad arrivare: “C’era chi sosteneva che non fosse ancora pronto per una macchina come la Mercedes e chi arrivava addirittura a dubitare che meritasse un posto in Formula 1”. Considerando la stagione che Antonelli sta vivendo e il titolo mondiale ormai a portata di mano, quelle valutazioni oggi appaiono decisamente fuori bersaglio.
Le dichiarazioni del team principal Mercedes hanno scatenato le reazioni degli appassionati, ma a far sentire maggiormente la propria voce sono stati i tifosi Ferrari. Molti, infatti, non hanno potuto fare a meno di tornare con la memoria a una delle sliding doors più discusse degli ultimi anni.
Col passare dei mesi sono infatti emersi diversi retroscena sul mancato approdo di Antonelli a Maranello quando era ancora un promettente ragazzino. Una vicenda che continua a pesare tra i sostenitori del Cavallino, soprattutto adesso che il bolognese sta dominando il campionato con la Mercedes. Non a caso, tra i commenti più diffusi sui social, c’è chi si domanda come sarebbe cambiata la storia recente della Ferrari se quella scommessa fosse stata accettata.
Su questo fronte, negli ultimi mesi sono tornate d’attualità le ricostruzioni secondo cui il nome di Antonelli sarebbe stato proposto alla Ferrari già in età kartistica, salvo poi non ricevere il via libera definitivo. Maurizio Arrivabene, all’epoca team principal della scuderia di Maranello aveva successivamente spiegato la scelta spiegando che la struttura Ferrari di quel periodo “non era organizzata per seguire e sviluppare ragazzi così giovani”.
Nel frattempo, però, la Mercedes ha raccolto i frutti della propria intuizione. Wolff attribuisce gran parte della crescita del suo pilota a un cambiamento radicale nell’approccio mentale: “La vera differenza l’ha fatta la maturità acquisita nell’affrontare il lavoro e le gare. Oggi ha trovato il suo equilibrio e il modo migliore per esprimere il proprio talento”.