Andrea Kimi Antonelli

Aggiornato Sab 09 Mag 2026 alle 11:20

Le ultime notizie su Andrea Kimi Antonelli raccontano di un pilota in stato di grazia, capace di trasformarsi nel giro di pochi mesi da promessa a protagonista assoluto del Mondiale di Formula 1 2026. Il bolognese della Mercedes ha conquistato la terza vittoria consecutiva al Gran Premio di Miami, portando il suo bottino stagionale a 100 punti in classifica e allungando sul compagno di squadra George Russell, ora staccato di 20 lunghezze. Una crescita esponenziale che ha dell’incredibile, considerando che appena nella stagione precedente il giovane pilota alternava lampi di talento a errori e ritiri.

Il weekend di Miami ha confermato tutte le qualità del diciannovenne emiliano: la pole position dedicata ad Alex Zanardi — il campione paralimpico bolognese scomparso il primo maggio a 59 anni, che nel 1994 corse in Formula 1 proprio con il numero 12, lo stesso di Antonelli — ha aperto un fine settimana ricco di emozioni. Nelle qualifiche, Kimi ha firmato un tempo di 1’27″798 lasciando Verstappen a 166 millesimi e Leclerc a quasi quattro decimi, con un gap significativo anche nei confronti del compagno Russell. In gara, nonostante una partenza ancora una volta difficoltosa, ha ripreso il comando dopo il pit stop e non lo ha più mollato, precedendo Norris e Piastri sul podio.

Tre pole, tre vittorie: Antonelli nella storia della Formula 1

I numeri di questo avvio di stagione sono semplicemente straordinari. Tre pole position consecutive e tre vittorie di fila collocano Antonelli in una compagnia esclusiva: prima di lui, solo Ayrton Senna e Michael Schumacher erano riusciti a conquistare la prima posizione in griglia per tre volte di fila dopo il loro primo exploit. Un dato che fa capire la portata storica di quanto sta accadendo. Il percorso verso la vetta è iniziato con la prima vittoria in carriera al GP di Cina a Shanghai, dove Antonelli aveva tagliato il traguardo in lacrime: «Non riesco a parlare, sto per piangere. Ho detto che volevo riportare l’Italia alla vittoria e ci sono riuscito». Era il primo successo italiano in Formula 1 dopo vent’anni, da quando Giancarlo Fisichella si impose nel 2006.

Dopo Shanghai, la vittoria al GP del Giappone ha ulteriormente consolidato la sua leadership, rendendolo il primo pilota under 20 a guidare la classifica piloti nella storia della Formula 1 — un primato che supera quello di Hamilton, Vettel e Verstappen. A Miami, infine, il terzo sigillo consecutivo ha trasformato Antonelli nel favorito numero uno per il titolo mondiale. Toto Wolff, team principal della Mercedes, ha sintetizzato il momento con una battuta diventata virale: «Ora in Italia sarà tutto Kimi e Sinner, visto che la Nazionale non si è qualificata al Mondiale di calcio».

Il dibattito sul futuro e le parole di Zermiani

Il successo di Antonelli ha naturalmente riacceso il dibattito sul suo futuro e sulla scelta della Mercedes di puntare su di lui come erede di Lewis Hamilton. Su questo tema è intervenuto con toni netti lo storico inviato Rai per la Formula 1, Ezio Zermiani, in un’intervista al Corriere della Sera. Il giornalista ha elogiato le qualità del pilota bolognese — «ha talento, fa errori di gioventù ma quando sbaglia impara e non ripete l’errore» — ma ha espresso una posizione chiara sul suo futuro: «Non gli auguro la Ferrari. Era già nell’academy del Cavallino, sono loro che l’hanno mollato. La Ferrari non mi dà l’idea di avere un progetto eccezionale». Per Zermiani, restare in Mercedes è la scelta ideale per un talento come Antonelli: «La Mercedes è davanti a tutti, per un giovane come lui essere lì è l’ideale».

Zermiani ha anche toccato un tema tecnico rilevante della nuova Formula 1, sollevando preoccupazioni sulla gestione delle batterie: «Quando si scarica improvvisamente, la macchina può perdere velocità in modo drastico. Abbiamo visto vetture che rallentano improvvisamente di 80 km/h. È un rischio enorme». Una riflessione che si inserisce nel più ampio dibattito sul cambiamento radicale portato dai nuovi regolamenti, che hanno stravolto anche la filosofia di guida: oggi si va piano in curva per ricaricare energia, mentre un tempo il coraggio si misurava sulla capacità di tenere la macchina in curva a tutta velocità.

Sul fronte interno alla Mercedes, la rivalità con George Russell si fa sempre più accesa. L’ex pilota David Coulthard aveva già avvertito settimane fa: «L’amicizia è finita, George ora sa che c’è una vera minaccia al titolo mondiale». La gara di Miami ha confermato questa lettura: Russell ha chiuso quarto, lontano dai primi, mentre Antonelli dominava. La Mercedes non ha ancora dichiarato un pilota numero uno, ma i risultati stanno parlando sempre più chiaramente in favore del giovane bolognese, che a soli 19 anni si trova a guidare il campionato del mondo con autorità e maturità sorprendenti.