La disamina di Lele Adani nel dopopartita di Italia-Belgio è spietata, soprattutto per quanto riguarda i parallelismi con le storiche rivali.
Italia-Belgio 0-2 ha rimesso in evidenza le difficoltà degli Azzurri, apparsi nella notte di Roma tutt’altro che cresciuti rispetto ai tempi in cui il ct era Luciano Spalletti. E tra i più severi sulla prima uscita della nuova gestione di Roberto Mancini c’è Daniele Adani. “Se facciamo così, provando ad equipararci a tante squadre che giocano i Mondiali, abbiamo già perso – è stata la dura analisi dell’ex difensore di Fiorentina e Inter in diretta sui canali Rai -. Noi cerchiamo qualcosa che gli altri hanno già, noi facciamo debuttare nuovi giovani e loro lo fanno già. Sono più avanti di noi in tanti aspetti. Possiamo provare a raccontarcela come ci pare, ma siamo l’unica Nazionale tra le prime 20 del ranking che non partecipa ai Mondiali”.
Anche lo stesso Mancini, nel dopopartita, non si è nascosto dietro alibi e ha di fatto dato ragione a chi fischiava all’Olimpico. “I fischi ci stanno. Quando perdi mi sembrano qualcosa di abbastanza normale”, ha ammesso il commissario tecnico ai microfoni di ‘Sky Sport’. “C’è da lavorare e basta. Sappiamo che affronteremo ancora partite difficili come quella di stasera, ma dobbiamo continuare il nostro lavoro senza lasciarci abbattere”, ha aggiunto, prima di analizzare il copione della serata: “Nel primo tempo il Belgio ha giocato meglio di noi e ci ha fatto soffrire, a inizio ripresa abbiamo giocato bene 25 minuti e poi abbiamo concesso il raddoppio. Lì è finita la partita. C’è tempo, ci sono cinque partite da giocare, proveremo a vincerle. Vedremo come andrà”.
Il copione della partita si è ripetuto identico nei due tempi, con due errori individuali a consegnare al Belgio le due transizioni decisive. Il gol del vantaggio ospite al 21′ è nato da un pallone strappato dai piedi di Alessandro Romano da Kevin De Bruyne, con la successiva verticalizzazione per Mika Godts. Il raddoppio di Dodi Lukebakio al 69′ ha invece sfruttato una leggerezza di Nicolò Barella in trequarti avversaria e il mancato ripiegamento dei suoi compagni. Nel mezzo, gli Azzurri avevano fallito tre limpide occasioni per pareggiare con Kean, Gianluca Mancini e Pio Esposito, prima che il ct varasse un triplo cambio inserendo Scalvini, Frattesi e Maldini per Coppola, Romano e Pio Esposito.
A rendere ancora più amara la sconfitta ci pensano i numeri, che fotografano impietosamente la deriva azzurra. Il Belgio, infatti, non batteva l’Italia dal 13 novembre 2015, quando con Antonio Conte in panchina i Diavoli Rossi si imposero 3-1 a Bruxelles: in quella circostanza andò a segno, tra gli altri, lo stesso Kevin De Bruyne che undici anni dopo ha messo in enorme difficoltà Alessandro Romano. Da allora gli Azzurri erano rimasti imbattuti in sei sfide consecutive contro i belgi, comprese le vittorie a Euro 2016 e a Euro 2020, la campagna culminata con la conquista degli Europei sotto la prima gestione Mancini. La sconfitta di questa sera è dunque la prima in ben undici anni contro un’avversaria che storicamente faticava a imporsi sull’Italia: i belgi contano ora cinque successi in 27 scontri diretti, a fronte dei 17 dell’Italia.
Il risultato pesa ancor di più alla luce degli obiettivi dichiarati da Mancini al momento del suo ritorno sulla panchina azzurra. “Sulla scelta di anni fa dovrò fare bene per riconquistare i tifosi azzurri che si sono arrabbiati o si sono sentiti traditi”, aveva ammesso lo stesso ct in conferenza stampa nei giorni scorsi. Un proposito che la serata dell’Olimpico ha reso subito più complicato da perseguire, con parte del pubblico capitolino che ha abbandonato gli spalti già a un quarto d’ora dal triplice fischio finale. Ora il calendario non concede margini di manovra: dopo questa sconfitta, l’Italia dovrà affrontare due volte la Turchia prima di chiudere il primo blocco di impegni con la complicata trasferta di Saint-Denis contro la Francia di Zinedine Zidane. Nel Gruppo 1 di Lega A l’obiettivo minimo resta conquistare uno dei primi due posti per accedere ai quarti di finale in programma nel marzo 2027, ma la strada si è già fatta in salita dopo appena novanta minuti.