Luciano Spalletti

Aggiornato Lun 17 Ago 2026 alle 20:52

Le ultime notizie su Luciano Spalletti raccontano di un tecnico che non si ferma mai, protagonista su più fronti: dalla panchina della Juventus alle polemiche sulla Nazionale italiana, passando per un mercato estivo che lo ha messo a dura prova. Il tecnico di Certaldo è tornato al centro del dibattito calcistico italiano con dichiarazioni che hanno immediatamente acceso la discussione.

Spalletti e la frecciata alla FIGC: il ritorno di Mancini fa discutere

A margine dell’amichevole estiva vinta dalla sua Juventus contro il Nizza per 2-0, Spalletti ha rotto il silenzio sulla gestione della Nazionale italiana e sulla scelta della FIGC di affidare nuovamente la panchina azzurra a Roberto Mancini, affiancato da Claudio Ranieri come direttore tecnico. Le sue parole sono state taglienti e inequivocabili. «Paolo Maldini era l’uomo nuovo che serviva alla Federcalcio — ha dichiarato il tecnico —. Un po’ come quando si aggiorna il telefono, però, non lo si può fare se il telefono è vecchio. Invece di comprarne uno nuovo siamo rimasti con quello che avevamo e non abbiamo fatto nessun aggiornamento. Abbiamo innestato la marcia sbagliata, invece di salire in quarta siamo tornati in seconda».

Una metafora che non lascia spazio a interpretazioni: Spalletti, che aveva guidato gli Azzurri dall’estate 2023 fino a giugno 2025, critica apertamente le scelte federali e rimpiange la mancata svolta rappresentata da Maldini. Il tutto in un contesto già caotico, segnato dalle dimissioni di Maldini e Leonardo, dal balletto attorno ad Andrea Pirlo e dal cambio al vertice con l’addio di Gabriele Gravina e l’elezione di Giovanni Malagò. Ora la Nazionale riparte con Mancini e Ranieri, con il primo banco di prova rappresentato dalla Nations League di settembre, con le sfide contro Belgio e Turchia.

La Juventus e un mercato estivo tra emergenze e attese

Sul fronte bianconero, le ultime settimane sono state tutt’altro che serene per Spalletti. Il tecnico ha dovuto fare i conti con una rosa incompleta, cessioni in sospeso e infortuni che hanno complicato la preparazione estiva. Il caso più emblematico è quello di Lois Openda, partito in prestito al Lione dopo una stagione deludente: una sola rete in ventiquattro presenze, un investimento da circa 45 milioni di euro trasformatosi in un clamoroso flop. «Probabilmente alla Juventus non siamo stati in grado di sfruttarlo al massimo», ha ammesso onestamente Spalletti, augurandogli il meglio per la nuova avventura in Francia.

A complicare ulteriormente le cose è arrivato l’infortunio di Jeff Ekhator, neo acquisto dal Genoa, che si è fermato per una lesione al bicipite femorale durante il test con il Basilea. La Juventus si ritrova così in emergenza in attacco, con la dirigenza al lavoro su più fronti: c’è una bozza d’accordo con l’entourage di Mateo Pellegrino, mentre è stato riaperto il fascicolo su Joshua Zirkzee, che il Manchester United potrebbe cedere. Resta aperta anche la questione Dusan Vlahovic, svincolato dallo scorso 30 giugno: il Besiktas di Vincenzo Italiano ha presentato un’offerta importante, ma nelle ultime ore anche il Napoli si è fatto avanti, mentre la Juventus non sarebbe disposta ad andare oltre i 6,5 milioni a stagione.

Lo sfogo di Spalletti negli spogliatoi, riportato dalla Gazzetta dello Sport, è stato eloquente: «Ragazzi, cambiate passo! Io resterò qui, ma molti di voi andranno via». Un segnale chiaro della tensione che regna alla Continassa, con il tecnico che si aspettava di essere più avanti nella costruzione della rosa a un mese dall’inizio della Serie A. Tra i nomi ancora cercati figurano un portiere di livello — le piste Dibu Martinez e Suzuki si sono complicate, con il Friburgo che potrebbe cedere il giovane Noah Atubolu — e almeno un altro attaccante di spessore.

Un lutto e la forza di andare avanti

In mezzo alle tensioni di mercato e alle polemiche sulla Nazionale, Spalletti ha dovuto affrontare anche un momento di grande dolore personale. Lo scorso 27 luglio è venuta a mancare sua madre Ilva, all’età di 93 anni. Un legame profondissimo, quello tra il tecnico e la donna che lo aveva cresciuto, testimoniato da episodi rimasti nella memoria collettiva: nel 2023, appena nominato commissario tecnico della Nazionale, Spalletti aveva raccontato di come da bambino avesse chiesto alla madre di cucire una bandiera gigante dell’Italia per festeggiare il leggendario 4-3 contro la Germania ai Mondiali del 1970. «Ora questa bandiera la riporterò in campo», aveva promesso allora. La scomparsa della signora Ilva ha colpito profondamente l’ambiente bianconero e non solo, con tanti messaggi di vicinanza arrivati al tecnico di Certaldo.

Nonostante il dolore, Spalletti è rimasto concentrato sul lavoro, guidando la Juventus nelle amichevoli estive e continuando a dettare le condizioni per un mercato che, a suo avviso, deve ancora accelerare in modo deciso. La stagione che si apre sarà cruciale: dopo il quinto posto dello scorso campionato e la conseguente partecipazione all’Europa League, i bianconeri puntano a tornare tra le prime quattro e a riconquistare la Champions League. Un obiettivo che Spalletti considera raggiungibile, ma solo a patto di ricevere i rinforzi necessari per colmare i gap evidenziati nella passata stagione.