Roberto Mancini

Aggiornato Lun 13 Apr 2026 alle 22:25

Le ultime notizie su Roberto Mancini ruotano attorno a un tema centrale che tiene banco nel mondo del calcio italiano: il futuro della panchina azzurra e il possibile ritorno del tecnico jesino come commissario tecnico della Nazionale. Un dibattito acceso, alimentato da voci, dichiarazioni e prese di posizione che si susseguono senza sosta.

Il toto-CT e la candidatura di Mancini: tra entusiasmi e bocciature

Dopo le dimissioni di Gennaro Gattuso — il cui mandato si è concluso con la mancata qualificazione al Mondiale 2026, culminata nella pesante sconfitta per 4-1 contro la Norvegia a San Siro — la Federazione si trova a dover scegliere il nuovo commissario tecnico degli Azzurri. Tra i nomi circolati con maggiore insistenza figurano Antonio Conte, Massimiliano Allegri e, appunto, Roberto Mancini, che ha più volte manifestato pubblicamente il desiderio di tornare sulla panchina della Nazionale.

Mancini non ha mai nascosto il rimpianto per aver lasciato l’Italia nell’agosto del 2023. In un’intervista al Tg1, aveva ammesso senza mezzi termini: «Lasciare la Nazionale è stata una scelta sbagliata, che non rifarei». Una confessione amara, che si aggiunge alle dichiarazioni rilasciate al Festival dello Sport di Trento, dove aveva confermato che tornare in azzurro «resta un sogno». La sua candidatura, tuttavia, divide profondamente gli addetti ai lavori.

Da un lato c’è Fabio Capello, che ha bocciato senza appello l’ipotesi Mancini: «Per me è squalificato, l’ho detto e lo ripeto. Uno che molla la barca e va via per me è squalificato, troppo comodo così». Don Fabio ha invece promosso la candidatura di Antonio Conte, che si è autocandidato in conferenza stampa, definendola «una buona idea». Sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso Gianni Rivera, leggenda del Milan e Pallone d’Oro 1969: «A me spiace per Roberto, dico davvero, ma quando è scappato in Arabia Saudita ha preso la sua decisione e ha costretto tutti a non volerlo più come commissario tecnico. Spero non torni sulla nostra panchina».

Dall’altro lato, c’è chi — come la madre di Mancini, Marianna Puolo — crede fermamente in un suo ritorno: «Lui quando va nei posti vince, non è certo l’ultimo arrivato. Credo che Roberto tornerebbe volentieri, ma penso che ci vorrebbero delle scuse da parte di qualcuno». Una posizione che riflette il sentimento di chi ritiene che il tecnico marchigiano abbia ancora molto da dare al calcio italiano, forte di un curriculum che include la vittoria di Euro 2020 e un record di 37 partite senza sconfitte alla guida degli Azzurri.

L’avventura in Qatar e il contesto internazionale

Nel frattempo, la vita professionale di Mancini ha preso una direzione inaspettata. Dopo il difficile e breve capitolo sulla panchina dell’Arabia Saudita — conclusosi nell’ottobre 2024 con un bilancio di sette vittorie, cinque pareggi e sei sconfitte in 18 partite — il tecnico ha accettato la proposta dell’Al-Sadd, il club più titolato del campionato qatariota. Un contratto iniziale di sei mesi con stipendio da 4,5 milioni di euro e opzione per ulteriori due anni fino al 2028, con ingaggio raddoppiato a 9 milioni annui.

L’esperienza in Qatar, però, non è stata priva di momenti di tensione. A marzo 2026, Mancini si è trovato al centro di una situazione di pericolo reale: gli attacchi missilistici iraniani in risposta alle operazioni militari di Stati Uniti e Israele hanno colpito anche obiettivi in Qatar, e il tecnico jesino ha vissuto in prima persona i momenti concitati del bombardamento di Doha. «Ha iniziato a suonare l’allarme sul telefono. Eravamo a messa, ci dicevano di tornare subito a casa e di restarci», ha raccontato in un’intervista al Tg1, aggiungendo di aver rassicurato la madre preoccupata. Con lui, anche parte del suo staff italiano, tra cui Massimo Maccarone e Christian Lattanzio.

Sul piano sportivo, l’Al-Sadd si trovava al comando della classifica del campionato qatariota con quattro punti di vantaggio sulla seconda, l’Al-Gharafa, a dimostrazione che Mancini aveva saputo imprimere la sua impronta anche in questo contesto.

Un futuro ancora tutto da scrivere

Le ultime notizie su Mancini restituiscono l’immagine di un allenatore che, nonostante le polemiche e le vicissitudini degli ultimi anni, rimane una figura di primo piano nel panorama calcistico internazionale. La sua candidatura alla panchina azzurra continua a far discutere, con posizioni nette e contrapposte che animano il dibattito tra esperti, ex calciatori e tifosi.

Capello ha indicato la strada maestra per il nuovo CT: «Deve avere la fortuna di avere un gruppo con spirito e qualità e metterlo insieme. La verità è che manca la qualità. Per ripartire serve una programmazione di dieci anni». Parole che fotografano la complessità del momento per il calcio italiano, indipendentemente da chi siederà sulla panchina azzurra. Mancini, dal canto suo, ha dichiarato di voler alzare la Coppa del Mondo, un obiettivo rimasto incompiuto e che continua ad alimentare la sua voglia di tornare protagonista ai massimi livelli. Se sarà con la maglia dell’Italia o altrove, le prossime settimane potrebbero essere decisive.