Antonio Conte
Aggiornato Mer 01 Lug 2026 alle 14:52Le ultime notizie su Antonio Conte raccontano di un clamoroso ribaltone nel panorama del calcio italiano: dopo due anni di alti e bassi sulla panchina del Napoli, il tecnico salentino è ora il principale candidato a diventare il nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana. Una svolta che nelle scorse settimane sembrava tutt’altro che scontata, ma che oggi appare sempre più concreta.
Conte verso la panchina azzurra: la mossa che cambia tutto
Secondo le ultime news, il nuovo presidente della FIGC Giovanni Malagò si è preso qualche giorno per la scelta definitiva del nuovo ct, ma il nome di Conte è salito prepotentemente in cima alla lista delle preferenze, scalzando quello di Roberto Mancini. La chiave della svolta sarebbe la disponibilità del tecnico leccese a ridursi l’ingaggio dagli 8 milioni di euro netti percepiti nelle ultime due stagioni al Napoli: un segnale di volontà forte, che ha convinto buona parte dei club di Serie A e la Lega Calcio a sostenere la sua candidatura.
A pesare negativamente su Mancini è ancora la sua fuga in Arabia Saudita, che non è stata perdonata da molti addetti ai lavori. Tra questi c’è Fabio Capello, che ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport: «Ci ha regalato il sogno Europei, ma non è perdonabile l’uscita che ha fatto dalla Nazionale. Conte è il più adatto al momento». Prima di ufficializzare il ct, Malagò vuole definire il ruolo di direttore tecnico: il primo nome è quello di Paolo Maldini, ma in caso di rifiuto si valutano altri ex milanisti come Demetrio Albertini e Frederic Massara.
La candidatura di Conte non è una sorpresa: già ad aprile, al termine della vittoria del Napoli contro il Milan, il tecnico si era di fatto autocandidato pubblicamente, dichiarando in conferenza stampa che, se fosse stato il presidente federale, avrebbe preso in considerazione il proprio nome. Una mossa che aveva trovato il benestare anche di Aurelio De Laurentiis, disposto a lasciarlo andare a patto che venisse scelto un presidente FIGC all’altezza.
L’eredità di Conte al Napoli: tra trionfi e tensioni
Il biennio di Conte al Napoli si è chiuso il 24 maggio con una vittoria per 1-0 sull’Udinese all’ultima giornata di Serie A, con il gol decisivo firmato da Rasmus Højlund. Una standing ovation del Maradona ha salutato il tecnico, che lascia Napoli con uno Scudetto — quello del 2024-2025, che lo ha reso il primo allenatore a vincere il campionato italiano con tre club diversi, dopo Juventus e Inter — e una Supercoppa Italiana in bacheca. Il secondo posto finale con 76 punti, però, ha certificato l’impossibilità di difendere il titolo contro un’Inter superiore.
Non tutto, tuttavia, è filato liscio. La stagione è stata segnata da una lunga serie di infortuni che hanno condizionato il rendimento della squadra, alimentando le frequenti sfuriate di Conte contro il calendario, il mercato bloccato e la gestione degli arbitri. Sul fronte del mercato, il tecnico aveva più volte lamentato l’impossibilità di intervenire nonostante i 240 milioni di liquidità del club, in contrasto con altre società indebitate ma libere di acquistare.
Tra le tensioni più clamorose dell’ultimo periodo spicca quella con Kevin De Bruyne. Il centrocampista belga, a fine stagione, aveva attaccato apertamente Conte in un’intervista al giornale fiammingo Het Nieuwsblad: «Conte ha una visione del calcio molto diversa dalla mia. Non ho mai avuto la possibilità di giocare nella mia posizione preferita. Sono felice per la sua partenza». A rispondere non è stato Conte in persona, ma il suo vice Stellini, che ha invocato il paragone con Luka Modric al Milan come esempio di professionalità e ha punzecchiato De Bruyne sull’atteggiamento tenuto in una piazza importante come Napoli.
Nella conferenza stampa d’addio, Conte ha salutato il Napoli con parole di gratitudine ma anche con qualche sassolino dalla scarpa: «A Napoli ho fallito nel non riuscire a compattare l’ambiente. Ho visto tanti veleni e zizzania contro di me e i miei giocatori». De Laurentiis, dal canto suo, ha riconosciuto i limiti strutturali del club rispetto alle big europee, sottolineando come il Napoli non possa competere con i budget di Real Madrid o Bayern Monaco.
Il dopo-Conte a Napoli: Allegri prende il posto
Con la partenza di Conte, il Napoli ha già voltato pagina affidandosi a Massimiliano Allegri, che si è liberato dal Milan — esonerato dopo il mancato raggiungimento della qualificazione in Champions League — per sedersi sulla panchina partenopea. Un ritorno in qualche modo sentimentale per il tecnico livornese, che nella stagione 1997-1998 aveva vestito la maglia del Napoli da calciatore. Il primo regalo per Allegri è la conferma in rosa di Rasmus Højlund, riscattato definitivamente dal Manchester United dopo una stagione da 16 gol in 44 presenze. La dirigenza lavora inoltre per rinforzare le fasce con Maximilian Mittelstädt dello Stoccarda e Dodô della Fiorentina.
Il passaggio di testimone tra i due tecnici chiude un capitolo importante della storia recente del club azzurro. Conte lascia Napoli con il saluto affettuoso sui social: «Due anni vincenti di forti emozioni e grande passione. Semplicemente grazie di cuore, Napoli». Ora, se le trattative con la FIGC andranno in porto, il tecnico salentino si appresta a raccogliere la sfida più grande: riportare la Nazionale italiana ai vertici del calcio mondiale in vista dei prossimi appuntamenti internazionali.