Jasmine Paolini

Aggiornato Gio 02 Lug 2026 alle 21:11

Jasmine Paolini torna a vincere sull’erba di Wimbledon e lo fa nel modo più caratteristico che la contraddistingue: con grinta, rimonta e cuore. Le ultime notizie dalla tennista di Bagni di Lucca raccontano di una giocatrice che, dopo mesi difficilissimi, sembra aver ritrovato la strada giusta proprio nel momento più importante della stagione su erba.

La rimonta di Wimbledon: Paolini non molla mai

Al primo turno di Wimbledon 2026, Paolini ha battuto la statunitense Robin Montgomery con il punteggio di 0-6, 6-4, 7-5, in una partita che ha rischiato di trasformarsi in un incubo. Il primo set, perso in modo netto e umiliante, avrebbe potuto spezzare le gambe a chiunque, soprattutto a una giocatrice che non attraversa un periodo di forma brillante. Invece, la toscana ha tirato fuori tutto il suo carattere, ribaltando completamente l’inerzia del match e qualificandosi al secondo turno, dove affronterà la vincente del match tra Shymanovich e Golubic. Non è la prima volta che Paolini riesce a rimontare da un primo set perso in modo pesante: già a Merida, a febbraio, aveva vinto dopo un 0-6 iniziale contro Katie Boulter. Un marchio di fabbrica che, nel bene e nel male, la accompagna.

La vittoria assume un valore ancora più significativo se si considera che il rientro in campo a Eastbourne era stato tutt’altro che incoraggiante: eliminata al primo turno dalla veterana tedesca Tatjana Maria, 39 anni, con un netto 6-4, 6-3, Paolini era arrivata a Wimbledon con poca fiducia e qualche problema fisico ancora non del tutto risolto. Il sorteggio non l’aveva nemmeno favorita, visto che Montgomery si era fatta notare vincendo a sorpresa il torneo di ‘s-Hertogenbosch pochi giorni prima delle qualificazioni londinesi.

Un 2026 da montagne russe: la crisi e i segnali di ripresa

Per capire il valore di questa vittoria a Wimbledon, bisogna ripercorrere i mesi precedenti. Il 2026 di Jasmine Paolini è stato, fino a poche settimane fa, una vera e propria odissea. La stagione era iniziata con un’uscita al terzo turno degli Australian Open per mano della giovane americana Iva Jovic, seguita da una serie di risultati deludenti: eliminazione all’esordio a Dubai contro la filippina Alex Eala, uscita precoce in Qatar, sconfitta in semifinale a Merida, ottavi di finale a Indian Wells contro la numero 112 del mondo Talia Gibson. Il punto più basso era arrivato ad aprile, a Stoccarda, dove la turca Zeynep Sonmez l’aveva travolta 6-2, 6-2 con tanto di lacrime in campo da parte dell’azzurra, immagine simbolo di una crisi mentale oltre che tecnica.

A Roma, agli Internazionali d’Italia, erano arrivati i primi segnali di risveglio: una vittoria soffertissima contro la francese Leolia Jeanjean, con tanto di pianto liberatorio a fine partita, seguita però dall’eliminazione contro Elise Mertens. Al Roland Garros, la sconfitta contro l’argentina Solana Sierra al secondo turno aveva riaperto le ferite: Paolini era avanti 6-3, 4-2 quando un problema alla caviglia aveva cambiato il corso del match, portandola alla sconfitta e alle lacrime che hanno fatto il giro del mondo. Un’uscita dalla top 10 WTA che sembrava certificare un declino difficile da invertire.

Eppure, la campionessa di Bagni di Lucca non ha mai smesso di lavorare. La vittoria su Montgomery a Wimbledon, per quanto sofferta, dimostra che la tennista toscana sa ancora come vincere le partite difficili. Non è un caso che, anche nei momenti peggiori della stagione, Paolini abbia continuato a raccogliere risultati importanti nel doppio in coppia con Sara Errani: finale a Miami, semifinale a Indian Wells, e la vittoria decisiva nella Billie Jean King Cup contro il Giappone, che ha garantito all’Italia il pass per la Final Eight di settembre a Shenzhen.

La giovane Grant illumina Wimbledon: un segnale per il futuro azzurro

Le buone notizie per il tennis italiano femminile a Wimbledon non arrivano solo da Paolini. La diciottenne Tyra Caterina Grant, romana di nascita e cresciuta a Vigevano, ha fatto il suo esordio assoluto nel tabellone principale di uno Slam in modo clamoroso: la numero 172 del ranking WTA ha battuto la britannica Katie Boulter, numero 60 del mondo e recente semifinalista al Queen’s, con un netto 6-4, 6-2 in poco più di un’ora. Un risultato che ha sorpreso tutti, ottenuto con soli 14 errori non forzati e con la lucidità di chi sembra già a proprio agio sui palcoscenici più importanti. Il debutto di Grant a Wimbledon rappresenta uno dei momenti più esaltanti per il tennis azzurro di questa stagione.

Il contrasto tra le due storie è emblematico dello stato del tennis italiano femminile: da un lato una campionessa affermata che lotta per ritrovare se stessa, dall’altro una giovane promessa che si affaccia sul grande tennis con una naturalezza disarmante. Entrambe, però, condividono la stessa capacità di non mollare mai, che sembra essere il tratto distintivo delle tenniste azzurre di questa generazione. Per Paolini, il secondo turno di Wimbledon rappresenta ora un’altra occasione per dimostrare che la crisi è davvero alle spalle. La strada è ancora lunga, ma i segnali, finalmente, sembrano positivi.