Angelo Binaghi

Aggiornato Dom 14 Giu 2026 alle 22:47

Le ultime notizie su Angelo Binaghi confermano il ruolo centrale del presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel nel guidare e difendere il movimento azzurro in ogni sua sfaccettatura. Dalle battaglie istituzionali alle dichiarazioni a caldo sui grandi campioni, il numero uno della FITP continua a essere una voce autorevole e spesso schietta nel panorama sportivo italiano.

Binaghi e la wild card per Berrettini: la mossa della Federtennis in vista di Wimbledon

La notizia più recente riguarda la situazione di Matteo Berrettini in vista di Wimbledon 2026. Secondo quanto emerso nelle ultime ore, il romano si trova attualmente fuori dalla zona di accesso diretto al tabellone principale dell’All England Club, anche se la sua posizione è migliorata dopo le rinunce ufficiali di Carlos Alcaraz e Valentin Vacherot. Il rischio concreto è quello di dover passare dalle qualificazioni, uno scenario complicato soprattutto alla luce dei recenti problemi fisici accusati al Roland Garros.

Per scongiurare questo scenario, Binaghi si è mosso direttamente, annunciando l’intenzione di richiedere una wild card agli organizzatori del torneo londinese. L’argomento principale portato dal presidente della FITP è la finale raggiunta da Berrettini a Wimbledon nel 2021, una delle pagine più luminose del tennis italiano nell’era pre-Sinner. La decisione finale, tuttavia, non è affatto scontata: il comitato organizzatore tende tradizionalmente a favorire giocatori britannici, e il tempo stringe con le qualificazioni ormai imminenti.

Quello per Berrettini non è un interesse nuovo da parte di Binaghi. Già nell’estate del 2025, a margine di un evento a Cagliari, il presidente aveva pubblicamente dichiarato di aver scritto un messaggio personale al tennista romano per incoraggiarlo: «Il tennis italiano ha bisogno di lui», aveva detto, sottolineando come Berrettini, insieme a Jannik Sinner, dovesse rappresentare la guida della nuova generazione azzurra.

Binaghi e Sinner: un rapporto di stima e difesa pubblica

Il filo conduttore più robusto nelle ultime dichiarazioni di Binaghi rimane però il legame con Jannik Sinner, attuale numero uno del mondo e campione in carica a Wimbledon dopo il trionfo del 2025. Il presidente della FITP ha sempre difeso pubblicamente l’altoatesino, anche nei momenti più difficili. Quando il caso Clostebol aveva scatenato una valanga di critiche nei confronti del tennista, Binaghi non aveva usato mezzi termini: «Il mondo è popolato da cretini e invidiosi, e Sinner in questi mesi se n’è accorto», aveva dichiarato ai microfoni di Rai Radio1 Sport, aggiungendo che la vicenda avrebbe contribuito alla maturazione del campione.

Anche dopo la sospensione concordata con la WADA, Binaghi aveva commentato con parole nette, definendo l’accordo «una vergognosa ingiustizia che ci rende felici» perché certificava l’innocenza di Sinner e gli consentiva di pianificare il futuro. Un sostegno incondizionato che il presidente ha ribadito in più occasioni, tracciando parallelismi illustri: nel 2025 aveva paragonato Sinner a Gigi Riva per le origini umili, i valori familiari e la dedizione al lavoro quotidiano come vera dottrina di vita.

Sul piano sportivo, Binaghi ha sempre guardato lontano. Già a inizio 2026 aveva inquadrato la nuova stagione di Sinner come l’occasione per consolidare la sua dimensione di dominatore del circuito, ricordando il trionfo alle ATP Finals di Torino del novembre 2025 contro Alcaraz. Intervistato dal Corriere dello Sport, aveva descritto Sinner come «un italiano anomalo» rispetto ai campioni estroversi del passato, uno che «ha zittito coi risultati chi lo ha messo alla gogna» e che «meriterebbe una statua».

Il movimento azzurro: ambizioni e obiettivi dichiarati

Al di là delle singole vicende, Binaghi ha delineato con chiarezza le ambizioni del tennis italiano per il presente e il futuro prossimo. Dopo il terzo trionfo consecutivo in Coppa Davis nel novembre 2025 — conquistato peraltro senza Sinner e con un Berrettini a mezzo servizio nelle fasi iniziali — il presidente aveva rivendicato con orgoglio la forza del sistema: «Nel tennis maschile siamo la nazione più forte del mondo. Potremmo giocare con 8-10 giocatori».

Gli obiettivi dichiarati per il futuro sono ambiziosi e precisi: vincere gli Internazionali d’Italia al maschile, impresa che manca da cinquant’anni, consolidare Musetti tra i primi cinque al mondo, e continuare a far crescere il settore femminile con Jasmine Paolini e Sara Errani come riferimenti. Un programma che Binaghi porta avanti con la stessa determinazione con cui gestisce le questioni più delicate, dalla richiesta di wild card per Berrettini alla difesa pubblica di Sinner, passando per la battaglia per mantenere le ATP Finals in Italia.

In questo scenario, il ruolo di Binaghi va ben oltre quello di semplice dirigente federale: è il narratore e il custode di un’epoca d’oro del tennis italiano, pronto a usare ogni strumento disponibile — istituzionale, mediatico o diplomatico — per proteggere e valorizzare i campioni che ne sono i protagonisti.