Il successo su Comesaña, giunto dopo cinque set e oltre cinque ore di gioco, ha scantenato un pianto liberatorio in Matteo Berrettini.
Matteo Berrettini si è preso gli ottavi di finale del Roland Garros dopo un attesa di ben cinque anni, riuscendo a prevalere su Francisco Comesaña in cinque set, dopo oltre cinque ore di partita e ben tre tie-break. Una grande impresa, come certifica il punteggio di 6(3)-7, 7-5, 7-6(4), 4-6, 7-6(13), ma soprattutto un’emozione colossale per il romano che a fine partita si è concesso un pianto a dirotto dal fortissimo significato liberatorio. E, dopo la vittoria ottenuta sullo stesso giocatore che nel turno precedente aveva eliminato Luciano Darderi, è arrivata anche la spiegazione su quelle lacrime.
“Sono molto stanco, ma anche estremamente felice e orgoglioso del mio team e della mia famiglia – ha rivelato Berrettini -. Non so spiegare quanto io sia contento di avercela fatta, perché proprio non mi aspettavo di arrivare fino agli ottavi di finale qui al Roland Garros. Dietro c’è tantissimo lavoro, il mio staff sa molto bene di che cosa parlo. Ci siamo concentrati sull’aspetto fisico e anche su quello mentale, lo abbiamo fatto in maniera davvero dura. Nel corso della partita continuavo a ripeterlo a me stesso, mi dicevo che merito di essere qui”.
“Comesaña ha dato vita a una prestazione incredibile, mi pare che in cinque ore abbia sbagliato al massimo due palle – ha aggiunto Berrettini -. Il tie-break sembrava infinito, e ho dovuto cercare una maniera per aggiudicarmelo. Se avessi perso il dolore sarebbe stato grande, ma sarebbe rimasta comunque una battaglia di livello assoluto. Mi sento assolutamente grato per tutto questo, ma voglio anche ringraziare il pubblico del Roland Garros. Nonostante il grande caldo che c’era, ho sentito il loro supporto anche quando ero sotto 2-1”.
La partita è stata un capolavoro di equilibrio e tensione agonistica: ciascuno dei cinque set è durato almeno 53 minuti, a testimonianza di quanto i due contendenti si siano equivalsi per tutta la durata del match. Particolarmente drammatico il tie-break conclusivo, che secondo regolamento va vinto con almeno dieci punti a proprio favore e due di vantaggio sull’avversario: Comesaña ha avuto un match point sul 9-8, ma Berrettini lo ha annullato. Il romano ha poi sprecato tre palle per la vittoria (sul 10-9, 11-10 e 12-11), ha rischiato di perdere sul 12-13, prima di firmare tre punti consecutivi che hanno chiuso definitivamente il discorso.
Per Berrettini si tratta del secondo miglior risultato personale in carriera a Parigi: nel 2021, unica altra volta in cui aveva raggiunto questa fase dello Slam francese, si era spinto fino ai quarti di finale, arrendendosi soltanto a Novak Djokovic, poi vincitore di quell’edizione. Vale la pena ricordare, inoltre, che quello contro Comesaña è il primo ottavo di finale in uno Slam per il romano da Wimbledon 2023, quando si trovò di fronte Carlos Alcaraz che rimontò un set di svantaggio e lo sconfisse 3-6, 6-3, 6-3, 6-3.
Il cammino di Berrettini in questo Roland Garros racconta la storia di un giocatore che ha saputo crescere match dopo match. All’esordio aveva rimontato l’ungherese Márton Fucsovics, perdendo il primo set al tie-break prima di imporsi per 6-7, 7-5, 6-1, 6-2 dopo oltre tre ore di gioco. Al secondo turno aveva poi dominato il francese Arthur Rinderknech, testa di serie numero 25 e padrone di casa, con un netto 6-4, 6-4, 6-4 in circa due ore e 20 minuti, dimostrando una solidità crescente e una condizione fisica in costante miglioramento.
La qualificazione agli ottavi avrà anche un impatto significativo sulla classifica ATP del romano, che all’ultimo aggiornamento era scivolato alla posizione numero 105, fuori dalla top 100. Il risultato ottenuto a Parigi gli garantirà un consistente recupero di punti e un ritorno di prepotenza tra i migliori cento giocatori del mondo, confermando che il lavoro svolto con il suo staff — sia sul piano fisico che su quello mentale, come lui stesso ha sottolineato — sta finalmente dando i frutti sperati.