Matteo Berrettini
Aggiornato Mer 23 Set 2026 alle 23:20Matteo Berrettini è stato uno dei protagonisti più discussi di questa fase degli US Open 2026, ma la sua avventura a Flushing Meadows si è conclusa prematuramente al secondo turno. Le ultime notizie sul tennista romano raccontano una storia fatta di alti e bassi, minacce di morte, eliminazioni amare e una ritrovata maturità personale che lo rende un personaggio sempre più complesso e affascinante nel panorama del tennis italiano.
L’eliminazione agli US Open e le parole dopo la sconfitta
L’argentino Mariano Navone ha posto fine al cammino di Berrettini agli US Open 2026, imponendosi con il punteggio di 6-3, 3-6, 4-6, 6-7 in quattro set. Una sconfitta che brucia, soprattutto perché arrivata dopo che il romano sembrava aver messo la partita sui binari giusti vincendo il primo parziale. Dal secondo set in poi, però, Berrettini è calato vistosamente, commettendo ben 77 errori gratuiti in una prestazione lontana dai suoi standard.
Le sue parole nel post-partita sono state un ritratto di onestà e delusione: «Non vedevo bene la palla, ma non voglio accampare scuse. Sentivo proprio che mi mancava la distanza: ero sempre sfasato. Alcune volte mi sentivo troppo attaccato, altre troppo lontano». Il romano ha ammesso di non essere riuscito a esprimersi né nel gioco né nell’atteggiamento, riconoscendo i meriti di Navone, che aveva già fatto fuori Novak Djokovic al turno precedente. Leggi il resoconto della sconfitta.
Paradossalmente, Berrettini era arrivato a New York dopo aver superato al primo turno il veterano Stan Wawrinka, battuto con il punteggio di 7-6(4), 7-6(3), 6-0 in quella che è stata l’ultima partita in uno Slam dello svizzero, che ha già annunciato il ritiro a fine stagione. Il pubblico di Flushing Meadows aveva tributato a Wawrinka una standing ovation commossa, con tanto di video celebrativo proiettato sul campo.
Le minacce di morte: un problema che va oltre il singolo caso
Ma la notizia che ha fatto più rumore in questi giorni non riguarda il tennis giocato, bensì quanto rivelato da Berrettini in conferenza stampa dopo la vittoria su Wawrinka. Il tennista romano ha denunciato pubblicamente di aver ricevuto, tramite suo fratello, minacce di morte indirizzate alla sua famiglia durante il Roland Garros. Messaggi che pretendevano che perdesse volontariamente le partite, con toni intimidatori gravissimi.
«Penso che dobbiamo proteggere i giocatori e fare tutto il possibile per creare un ambiente sicuro per tutti», ha dichiarato Berrettini, che ha segnalato tutto all’ATP fornendo i numeri di telefono degli autori delle minacce. Il romano ha sottolineato come atleti adulti ed esperti possano gestire meglio queste situazioni, ma ha espresso preoccupazione per i tennisti più giovani: «Se penso alle ragazze e ai più giovani, ricevere questo genere di messaggi può fare paura».
Il caso di Berrettini non è isolato. Anche Lucrezia Stefanini aveva ricevuto minacce simili durante le qualificazioni di Indian Wells, con tanto di fotografia di una pistola e dati personali dei suoi genitori inviati su WhatsApp. Un fenomeno legato al mondo delle scommesse sportive che sta diventando sempre più preoccupante nel circuito, e che richiede strumenti più efficaci di tutela per i giocatori. Le parole di Berrettini sulle minacce.
Un’estate di alti e bassi: dal Roland Garros a Wimbledon fino agli US Open
Per comprendere appieno il momento di Berrettini, è utile ripercorrere i mesi precedenti. L’estate 2026 del romano è stata un susseguirsi di emozioni contrastanti. Al Roland Garros aveva vissuto una delle sue migliori settimane recenti, arrivando fino ai quarti di finale prima di essere costretto al ritiro contro il connazionale Matteo Arnaldi per un problema all’addome. Una cavalcata esaltante, interrotta nel momento peggiore.
A Wimbledon, dopo aver superato nuovamente Wawrinka in una maratona di quattro ore e un quarto decisa in quattro tie-break, Berrettini era caduto al terzo turno contro Grigor Dimitrov dopo una rimonta di due set rimasta incompiuta. Subito dopo, un problema cronico all’anca lo aveva costretto a saltare diverse settimane di competizioni, con l’obiettivo dichiarato di tornare per la tournée americana. Il match con Dimitrov a Wimbledon.
Alla vigilia degli US Open, Berrettini aveva mostrato una maturità nuova nelle sue dichiarazioni: «Ho capito che devo stare bene, creare un ambiente che mi fa stare bene con il mio team. Questa città mi ha dato tantissime gioie, purtroppo anche qualche delusione. Vorrei che New York sia una città da cui prendo energia». Parole che testimoniano un approccio diverso rispetto al passato, meno ossessionato dal risultato e più attento all’equilibrio personale.
Sul tema dell’intensità del tennis moderno, Berrettini aveva anche commentato l’assenza di Jannik Sinner, costretto a saltare lo Slam americano per un’infiammazione ai tendini del ginocchio destro: «Fa parte del nostro percorso, fa parte della vita che facciamo, dell’intensità di questo sport che è diventata veramente quasi troppa». Una riflessione che risuona con la sua stessa esperienza, segnata da continui stop fisici che ne hanno frenato la risalita in classifica. Nonostante tutto, Berrettini rimane uno dei tennisti italiani più amati e seguiti, con 14,9 milioni di dollari accumulati in carriera, sesto nella classifica all-time degli italiani per prize money.