Matteo Berrettini

Aggiornato Mar 19 Mag 2026 alle 15:00

Le ultime notizie su Matteo Berrettini raccontano la storia di un campione in cerca di se stesso, diviso tra lampi del passato e le difficoltà di un presente complicato. Il 2026 del tennista romano è stato finora un percorso tortuoso, segnato da alti e bassi che ne rispecchiano la natura: capace di imprese straordinarie, ma ancora frenato da una fragilità mentale e da un ranking che lo ha visto scivolare fuori dalla top 100.

Il crollo a Madrid e lo sfogo che ha fatto il giro del mondo

Il momento più basso della stagione è arrivato al Masters 1000 di Madrid, dove Berrettini è stato eliminato al primo turno dal giovane croato Dino Prizmic con il punteggio di 6-3, 6-4. Non tanto la sconfitta in sé, quanto ciò che è accaduto a bordo campo ha catalizzato l’attenzione mediatica: il romano ha perso le staffe con il suo coach Alessandro Bega, urlando frasi che hanno fatto rapidamente il giro del mondo. “Cosa mi parli di tennis? Non c’entra niente alzare la traiettoria o no, qui non riesco a giocare” le parole di un giocatore chiaramente in crisi, che con quella sconfitta è scivolato fuori dalla top 100.

Nelle ore successive, Berrettini ha analizzato lucidamente il suo stato d’animo: “Non sono stato in grado di competere al meglio perché non ho trovato la giusta energia e il giusto equilibrio. Ultimamente il problema non è stato il mio corpo, ma gli infortuni hanno tolto molto slancio alla mia carriera”. Una confessione amara da parte di un giocatore che, dopo Madrid, ha ammesso apertamente di essersi smarrito, pur riconoscendo che la componente fisica non è più il problema principale.

Per provare a ritrovare fiducia e ritmo, Berrettini ha scelto di scendere di categoria, partecipando al Challenger di Cagliari da 175 punti. Un banco di prova importante, con avversari del calibro di Hubert Hurkacz, Nuno Borges e Lorenzo Sonego. L’esperienza sarda, però, non ha portato i frutti sperati: dopo un buon inizio contro Hurkacz, il romano è calato alla distanza ed è stato rimontato nel secondo e nel terzo set, uscendo sconfitto per 4-6, 6-3, 6-4. L’unica nota positiva del torneo sardo è arrivata dall’altro Matteo del tennis italiano, Arnaldi, che ha raggiunto le semifinali.

Il capolavoro contro Medvedev e le speranze per Roma

Eppure, in questo 2026 difficile, Berrettini ha saputo regalare almeno un momento di tennis assoluto. A Monte Carlo, nel secondo turno del Masters 1000, il romano ha demolito Daniil Medvedev con un sonoro doppio 6-0, infliggendo al russo quella che i media francesi e russi hanno unanimemente definito la peggior sconfitta della sua carriera professionistica. “È stata una delle migliori partite della mia vita” ha commentato un incredulo Berrettini a fine match. “Ho sofferto nel primo game, poi però non mi aspettavo di vincere così nettamente. Ho cercato di tenere alta la concentrazione e di non farmi distrarre da quello che accadeva dall’altra parte del campo”.

Medvedev stesso, alla vigilia di Madrid, ha ammesso di aver impiegato un’intera settimana per metabolizzare l’umiliazione subita a Monte Carlo: “Con una doppia sconfitta per 6-0 non ci sono eccezioni, fa male per l’umiliazione, ma lo sport è così”. Il successo contro il russo, tuttavia, non ha impedito a Berrettini di essere eliminato al turno successivo dal giovane brasiliano Joao Fonseca, che si è imposto con un netto 6-3, 6-2.

Nonostante le difficoltà, il prossimo grande obiettivo di Berrettini sono gli Internazionali d’Italia, il torneo di casa per eccellenza. Al Foro Italico, il romano debutterà contro il vincente del match tra Popyrin e un altro avversario, con la possibilità concreta di un derby tutto italiano già al terzo turno contro Jannik Sinner, numero 1 del mondo reduce dalla storica impresa di Madrid, dove ha conquistato cinque Masters 1000 consecutivi. Proprio Sinner, amico fraterno di Berrettini, ha ispirato le parole più toccanti del romano: “Abbiamo finito le parole per descriverlo, ottiene certi risultati con apparente facilità. Oltre all’immenso talento, è qualcosa di impressionante che ci rende tutti fieri e ci ispira”.

Roma rappresenta per Berrettini molto più di un semplice torneo: è la città in cui è cresciuto, il pubblico che lo ha sempre sostenuto nei momenti difficili. La stagione 2026 è stata finora un percorso accidentato, iniziato con il forfait all’Australian Open per un infortunio agli addominali e proseguito tra risultati altalenanti. Ma il talento del finalista di Wimbledon 2021, ex numero 6 del mondo, non è in discussione: quando riesce a esprimere il suo miglior tennis, come dimostrato contro Medvedev, Berrettini può ancora competere ai massimi livelli. La speranza è che il Foro Italico possa essere il palcoscenico della sua rinascita.