Matteo Berrettini
Aggiornato Sab 04 Lug 2026 alle 23:09Le ultime notizie su Matteo Berrettini raccontano la storia di una rinascita: il tennista romano ha aperto il suo Wimbledon 2026 con una vittoria epica, coronamento di un percorso fatto di alti e bassi che ha tenuto col fiato sospeso tifosi e addetti ai lavori per mesi.
Wimbledon, che battaglia: Berrettini supera Wawrinka in una maratona memorabile
La notizia più recente è anche la più esaltante: Berrettini ha battuto Stan Wawrinka al primo turno di Wimbledon in una partita destinata a restare nella memoria. Quattro ore e un quarto di gioco sul Campo 1 dell’All England Club, con tutti e quattro i set decisi al tie-break per il punteggio finale di 7-6, 7-6, 7-6, 7-6. Un match di rara intensità, in cui il romano ha dovuto annullare set point in serie — sei nel solo secondo parziale, conclusosi con un tie-break da record di 34 punti totale — prima di spuntarla sul 18-16. Nel terzo set è rimontato dall’1-4 nel tie-break, mentre nel quarto ha sprecato due match point prima di trovare quello decisivo.
La partita ha vissuto anche un momento particolare tra il secondo e il terzo set: una pausa di venti minuti per consentire la chiusura del tetto del campo e proseguire con le luci artificiali. A fine match, con uno strappo al protocollo, gli organizzatori hanno voluto dare la parola anche allo sconfitto: Stan Wawrinka, alla sua ultima partecipazione ai Championships, si è presentato al microfono in lacrime. «Fosse per me continuerei sempre, la passione per questo sport è enorme», ha detto il 41enne di Losanna, vincitore di tre Slam in carriera e dell’oro olimpico nel 2008. Un addio commovente per un campione che ha segnato un’epoca.
Per Berrettini, invece, è la conferma di essere tornato quello di una volta sull’erba londinese, il palcoscenico che nel 2021 lo vide disputare la finale contro Novak Djokovic. Proprio quella finale rappresenta, nelle sue parole, uno spartiacque per il tennis italiano: «Dopo quell’estate è cambiata la percezione del tennis in Italia. Poi è arrivato Jannik Sinner che ci ha catapultati in questa realtà in cui si parla solo di tennis».
Il lungo cammino verso il ritorno: dal Roland Garros alle incertezze per Wimbledon
La strada che ha portato Berrettini a questo primo turno vincente a Wimbledon non è stata affatto lineare. Il romano aveva vissuto un Roland Garros 2026 dalle emozioni contrastanti: dopo una rimonta all’esordio contro Fucsovics e una convincente vittoria su Rinderknech, era arrivato per la seconda volta in carriera ai quarti di finale del torneo parigino. Lì, però, il fisico ha tradito ancora una volta: costretto al ritiro durante il match contro Matteo Arnaldi sul punteggio di 7-5, 5-2 per il ligure, Berrettini ha lasciato lo Chatrier in lacrime. «Spero di essermi fermato in tempo, spero non sia niente di grave. Sentivo il ritmo, sentivo belle sensazioni in campo», aveva dichiarato a caldo.
Fortunatamente gli esami successivi non hanno evidenziato lesioni, ma il percorso di recupero ha tenuto in bilico la sua partecipazione a Wimbledon fino all’ultimo. Il romano si trovava due posizioni fuori dall’ingresso diretto nel tabellone principale, e la Federtennis si era mossa in prima persona: il presidente Angelo Binaghi aveva scritto personalmente ai vertici dell’All England Club per sostenere la candidatura a una wild card, facendo leva sulla finale del 2021. La questione si è poi risolta per vie traverse, grazie al forfait di Lorenzo Musetti — alle prese con una lesione muscolare al retto femorale — che ha liberato il posto necessario per l’accesso diretto al main draw.
In un’intervista a GQ Italia a pochi giorni dall’inizio del torneo, Berrettini aveva mostrato ritrovata fiducia: «Ero arrivato a Parigi con poca fiducia, ma partita dopo partita avevo trovato le sensazioni giuste. Ho ancora tanta fame, si è visto a Parigi. So che Wimbledon è un torneo in cui posso divertirmi e fare molto bene».
Una stagione di alti e bassi prima della rinascita
Per capire il valore di questo momento, bisogna ricordare da dove viene il tennista romano. La prima parte del 2026 era stata segnata da momenti di grande difficoltà. Ad aprile, dopo la sconfitta al primo turno a Madrid contro il giovane croato Dino Prizmic, Berrettini era scivolato fuori dalla top 100 ed era esploso in uno sfogo diretto al suo coach Alessandro Bega: «Non riesco a competere, non lo vedi?» le parole che avevano fatto il giro del mondo. Lui stesso aveva ammesso: «Il problema non è stato il mio corpo, ma gli infortuni hanno tolto molto slancio alla mia carriera. Mi sono sentito spesso come se stessi rincorrendo».
In mezzo a quel periodo buio, però, erano emersi lampi del vecchio Berrettini: su tutti, il clamoroso 6-0, 6-0 inflitto a Daniil Medvedev a Monte Carlo, definito dallo stesso romano «una delle migliori partite della mia vita». Un segnale che il talento era ancora intatto, che bastava trovare le condizioni giuste per farlo esplodere. Il Roland Garros ha poi confermato la tendenza, con quattro vittorie consecutive prima dello stop fisico. Ora, a Wimbledon, la vittoria su Wawrinka sembra il capitolo più bello di questa storia di resilienza: un guerriero che non ha mai smesso di crederci, su quel prato verde che sente come casa sua.