Le frasi del giornalista e scrittore non sono piaciute a diversi fan dell'altoatesino, che ritengono forzata la sua interpretazione.
Continua a far discutere, anche a quarantott’ore di distanza, quanto accaduto a Jannik Sinner nel secondo turno del Roland Garros, con il crollo fisico a un solo gioco dalla vittoria e l’incubo dell’eliminazione materializzatosi circa un’ora dopo. In particolare, hanno fatto rumore le considerazioni di Massimo Gramellini nella rubrica che il giornalista e scrittore cura periodicamente sul Corriere della Sera: alcune delle sue frasi, infatti, hanno scatenato le reazioni dei fan dell’Azzurro.
“Come gli eroi dell’epica e della tragedia, Jannik Sinner è un paradosso vivente: in lui convivono potenza e precarietà – ha scritto Gramellini -. Se fosse un bolide di F1, diremmo che ha ricevuto in dotazione un motore di cilindrata sproporzionata rispetto al telaio. Consuma più degli altri ed è forse per questo che ogni tanto rimane di colpo senza benzina. Ma chi è un eroe? Una creatura senza punti deboli? No, quello è un dio. L’eroe è per sua natura imperfetto. Ha una ferita dentro di sé che non si cicatrizza mai e può sanguinare all’improvviso”.
“Di solito un campione si ferma a un game dalla vittoria solo perché si spacca un gomito o un ginocchio. Sinner, invece, perché si spacca qualcosa dentro. Questa misteriosa e imperscrutabile fragilità, se da un lato preoccupa, dall’altro aggiunge fascino all’epopea del nostro mingherlino bombardiere. E quel suo restare comunque in campo, a bere fino in fondo l’amaro calice, lo rende ancora più completo. Non invincibile, ma irraggiungibile”.
Sui social, però, molti tifosi hanno giudicato eccessive le parole di Gramellini. Secondo questa parte del pubblico, il crollo di Sinner sarebbe stato semplicemente un un evento che può capitare a chiunque e in tanti hanno ricordato come il tennis sia uno sport logorante, che si gioca spesso in condizioni climatiche estreme, e che attribuire l’accaduto a una presunta fragilità interiore sarebbe una lettura forzata.
Di contro, non sono mancati i commenti di chi ritiene importante l’aspetto mentale, soprattutto quando si compete ai massimi livelli sotto temperature elevate. Secondo questa visione Sinner, come tutti i giocatori che puntano a restare stabilmente al vertice, dovrà imparare a gestire anche la componente psicologica legata al caldo estremo, un fattore sempre più frequente nel tennis moderno. Non si tratta di mettere in dubbio la sua solidità, sostengono, ma di riconoscere che il contesto climatico può influire nei momenti chiave.