Lorenzo Musetti prepara il ritorno e manda un messaggio a Jannik Sinner

Articolo di Andrea Gussoni

Lorenzo Musetti, dopo due stagioni vissute da assoluto protagonista, è stato costretto a fare i conti con una serie di problemi fisici che ne hanno rallentato la crescita

Lorenzo Musetti, dopo due stagioni vissute da assoluto protagonista, è stato costretto a fare i conti con una serie di problemi fisici che ne hanno rallentato la crescita. Lo stesso numero 15 del ranking mondiale ha raccontato il momento delicato in un’intervista rilasciata al *Financial Times*. “È stato un anno difficile, soprattutto in Australia, quando ero davvero al massimo della mia forma. La parte più dura, più del dolore, delle ore di fisioterapia e riabilitazione, delle visite da vari specialisti o del fatto di essere rimasto ai margini, è stata semplicemente accettare quello che stava accadendo”.

Musetti ha spiegato quale sia stato l’approccio mentale necessario per affrontare un periodo così complicato: “La connessione mente-corpo è tutto. Nulla è più importante, per la salute generale, dell’essere psicologicamente e mentalmente forti. Devi avere la predisposizione a fare determinati sacrifici. Ma devi anche essere aperto, disponibile, pronto ad accogliere ciò che arriva. Cosa serve per tornare? Pazienza e anche resilienza: il coraggio di riprovarci”.

Nel corso dell’intervista, il tennista carrarino ha anche celebrato il momento straordinario vissuto dal tennis italiano, riconoscendo il ruolo dei protagonisti che hanno contribuito alla crescita dell’intero movimento. “Jannik Sinner è il nostro leader: guida tutto il movimento tennistico italiano. Certo, Fabio Fognini ha aperto la strada diversi anni fa. Poi Matteo Berrettini ha spalancato le porte degli Slam. Hanno portato avanti il movimento per tutti noi, in termini di consapevolezza, di investimenti nel tennis e nei giocatori, ma anche per quanto riguarda le nostre ambizioni e i nostri sogni. Sono molto felice di far parte della band”.

Infine, Musetti ha parlato della sua identità tecnica, rivendicando l’unicità di uno stile sempre più raro nel tennis moderno, a partire dal suo rovescio a una mano. “Giocare il rovescio a una mano, aver quel tipo di movimento del braccio, è qualcosa di talmente raro ormai da poter essere definito quasi una specie in via di estinzione. Sono cresciuto guardando Roger Federer, il mio idolo. Penso che sia il più grande di sempre, ma senza dubbio dal punto di vista estetico. Il tennis è diventato uno sport completamente diverso rispetto al passato. I ritmi sono molto più veloci: è tutto un colpire, colpire, colpire. Il mio stile? È un valore aggiunto, qualcosa che può mettere il mio avversario in difficoltà e costringerlo a giocare sulla difensiva”.

Giornalista dal 2008 e grande appassionato di tutti gli sport da sempre, segue con particolare interesse basket e volley che ha anche praticato a livello dilettantistico fino ai tempi dell’università. Ama viaggiare, sia per lavoro che con la mia famiglia, e non sa resistere alle tentazioni in cucina.

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