Lorenzo Musetti
Aggiornato Mar 19 Mag 2026 alle 15:00Le ultime notizie su Lorenzo Musetti raccontano di una stagione 2026 segnata da alti e bassi, infortuni e un percorso di ritorno alla forma migliore che ha trovato il suo epilogo più recente agli Internazionali d’Italia di Roma. Il tennista carrarino, numero 10 del mondo, ha concluso il suo cammino al Foro Italico agli ottavi di finale, sconfitto da Casper Ruud con un netto 6-3, 6-1 in appena un’ora e 17 minuti. Una sconfitta che ha lasciato l’amaro in bocca, soprattutto perché Musetti era evidentemente condizionato da un problema fisico alla coscia sinistra, già accusato nel turno precedente contro Francisco Cerundolo.
Il match contro il norvegese ha mostrato un Musetti lontano dal suo miglior tennis: tanti errori nel primo set, un medical timeout nel secondo sul punteggio di 3-0 per Ruud, e la sensazione di un azzurro che ha lottato più contro il proprio fisico che contro l’avversario. Eppure, fino a quel momento, il torneo romano aveva offerto segnali incoraggianti: Musetti aveva superato il secondo turno battendo il francese Giovanni Mpetshi Perricard con un doppio 6-4, per poi avere la meglio sull’argentino Cerundolo in una battaglia di oltre due ore, chiusa 7-6(7), 6-4. Da testa di serie numero 8, il carrarino puntava a eguagliare o migliorare il risultato della scorsa stagione, quando era arrivato in semifinale prima di essere eliminato da Carlos Alcaraz.
Una stagione travagliata: dagli Australian Open al ritorno sulla terra rossa
Per comprendere appieno il momento di Musetti, è necessario fare un passo indietro. Il 2026 del tennista di Carrara era iniziato in maniera straordinaria: agli Australian Open aveva raggiunto i quarti di finale per la prima volta in carriera, dominando Taylor Fritz negli ottavi con un convincente 6-2, 7-5, 6-4. Poi, nella sfida contro Novak Djokovic, era arrivato il dramma: avanti due set a zero (6-4, 6-3), Musetti aveva dovuto alzare bandiera bianca nel terzo parziale a causa di un infortunio muscolare all’ileopsoas della coscia destra. Un epilogo durissimo da accettare, con Djokovic che aveva ammesso candidamente: «Era il giocatore che stava facendo meglio, sarei dovuto andare a casa io».
L’infortunio aveva costretto Musetti a saltare l’intera tournée sudamericana — Buenos Aires, Rio de Janeiro e Acapulco — e a rivedere completamente il proprio calendario. Il rientro era avvenuto a Indian Wells, dove però la sconfitta al secondo turno contro Marton Fucsovics aveva evidenziato come il ritmo partita fosse ancora lontano. Stessa storia a Monte Carlo, dove il finalista dell’edizione 2025 era caduto al primo ostacolo contro il monegasco Valentin Vacherot, pagando a caro prezzo la scarsa condizione fisica e perdendo numerose posizioni nel ranking, scivolando dal quinto al nono posto.
La svolta era arrivata sulla terra rossa di Barcellona, dove Musetti aveva battuto lo spagnolo Martin Landaluce e il francese Corentin Moutet prima di cedere ai quarti contro Arthur Fils. Un percorso che aveva comunque permesso di accumulare punti preziosi e ritrovare fiducia. A Madrid, poi, il carrarino aveva mostrato segnali ancora più incoraggianti: vittoria su Hubert Hurkacz al secondo turno e su Tallon Griekspoor agli ottavi, prima di fermarsi. «Avevo bisogno di ritrovare continuità e sensazioni, sia nel fisico che nella testa», aveva spiegato l’azzurro, sottolineando come il lavoro svolto stesse iniziando a dare risposte concrete.
La testa oltre il fisico: il confronto con Sinner e la ricerca della continuità
Al di là dei risultati sul campo, le ultime news su Musetti restituiscono l’immagine di un tennista in profonda riflessione sul proprio percorso. In un’intervista al podcast The Big T, il carrarino ha parlato apertamente di ciò che ancora lo separa dai migliori al mondo, prendendo come riferimento il connazionale Jannik Sinner: «Vorrei poter essere più stabile, in termini di alti e bassi, soprattutto a livello emotivo. Probabilmente è proprio questo che Jannik sa fare meglio: anche se cala, non cala mai drasticamente».
Una consapevolezza lucida, quella di Musetti, che riconosce come la costanza sia stata il suo tallone d’Achille. «In passato ho ottenuto tanti ottimi risultati, ma mai con quella continuità», ha ammesso, aggiungendo che lavorare sulla stabilità delle prestazioni è stato «probabilmente il passo avanti più importante» dell’ultima stagione. Una riflessione che si intreccia con le parole della mental coach Nicoletta Romanazzi, che in una recente intervista aveva dichiarato di voler lavorare con Musetti, vedendo in lui degli «autosabotaggi inconsci» che lo fermerebbero sempre a un passo dalla grande vittoria.
Sul fronte del ranking e dei riconoscimenti, Musetti si conferma comunque tra i protagonisti del tennis italiano: con 14,9 milioni di dollari accumulati in carriera, è il quinto tennista italiano per prize money, alle spalle solo di Jasmine Paolini, Sara Errani, Fabio Fognini e l’irraggiungibile Sinner. Un dato che testimonia la solidità di una carriera che, nonostante gli infortuni ricorrenti, continua a esprimersi ad alti livelli. Diego Nargiso non ha dubbi sul suo potenziale: «È il giocatore più talentuoso, quello più pronto. È lui il tennista con le carte in regola per essere il numero tre del mondo». Ora, dopo l’uscita di scena a Roma, Musetti dovrà recuperare le energie fisiche e mentali in vista del Roland Garros, il palcoscenico che più di ogni altro sembra fatto su misura per il suo tennis.