Il coach dell'altoatesino, grande tifoso dell'Ascoli, ha celebrato il ritorno in serie B del "Picchio".
Il milanista Jannik Sinner ha ritrovato un Simone Vagnozzi più gasato che mai. Il coach dell’altoatesino, grande tifoso dell’Ascoli, ha celebrato il ritorno in serie B del “Picchio”: lo ha fatto direttamente allo stadio Del Duca, dove i bianconeri hanno avuto la meglio sul Brescia (3-0 nella gara di ritorno dopo l’1-1 materializzatosi in casa delle ‘Rondinelle’) andando ad aggiungersi alle tre promosse in cadetteria dopo la stagione regolare: Vicenza, Arezzo e Benevento. Bra, Pontedera, Siracusa, Foggia, Trapani, l’escluso Rimini, Triestina, Virtus Verona e Pro Patria sono invece scivolate in Serie D.
Un cammino playoff tutt’altro che scontato per i bianconeri marchigiani, che avevano superato il Potenza e il Catania prima di approdare alla finale contro l’Union Brescia. I lombardi, dal canto loro, avevano eliminato Casarano e Salernitana, guadagnandosi il diritto di giocarsi l’ultimo biglietto per la cadetteria in centottanta minuti. Per l’Ascoli si tratta di un ritorno in B dopo due anni di purgatorio.
Il campione altoatesino è stato rassicurato dagli esami svolti all’ospedale San Raffaele di Milano: quanto accaduto a Parigi sarebbe infatti riconducibile a un generale stato di affaticamento, maturato dopo oltre due mesi di intensa attività agonistica, con numerosi incontri ravvicinati e poche opportunità per svolgere un adeguato lavoro di preparazione, situazione ulteriormente aggravata dalle elevate temperature registrate nella capitale francese durante il torneo.
Il pacchetto di controlli effettuato al San Raffaele ha riguardato esami cardiaci e metabolici, necessari per escludere patologie o deficit che possano aver contribuito al crollo fisico parigino, con monitoraggi avanzati per verificare eventuali anomalie sotto sforzo e analisi mirate a valutare assorbimento, recupero e gestione delle energie. Va ricordato che Sinner, nei giorni immediatamente successivi al malessere patito a Parigi, si era già recato al J-Medical di Torino per delle prime visite specialistiche, prima di decidere di approfondire ulteriormente utilizzando la strumentazione specifica disponibile nel nosocomio milanese. Nelle ore trascorse tra Parigi e Milano, il numero uno del mondo non è rimasto solo: la fidanzata Laila Hasanovic, la modella danese, è rimasta sempre al suo fianco, seguendolo anche nella mini vacanza in barca in Sardegna trascorsa con alcuni amici prima degli accertamenti clinici.
Martedì pomeriggio Sinner ha fatto ritorno a Monte Carlo, dove oggi riprenderà ad allenarsi al Country Club insieme allo stesso Vagnozzi, impugnando nuovamente la racchetta per la prima volta dalla sconfitta sulla terra rossa parigina. Il programma pre-Wimbledon è già definito nei dettagli, come confermato da Paolo Bertolucci, intervenuto a Rai Radio 1 durante la trasmissione ‘Un giorno da pecora’: “Jannik aveva già programmato questi due giorni di visite, sapevo che avrebbe fatto un check-up completo. Il programma è chiaro, stasera rientra a Monte Carlo e domani riprende ad allenarsi. Niente tornei pre-Wimbledon, al massimo una partita di esibizione”. Una linea chiara, dunque, che conferma la scelta già annunciata nelle scorse settimane: nessun torneo sull’erba prima dei Championships, solo lavoro mirato e un monitoraggio costante della forma fisica.
L’obiettivo è ritrovare quel ritmo e quella brillantezza mostrata nella straordinaria serie positiva tra Indian Wells e Roma, passando per Miami, Monte Carlo e Madrid, che aveva portato Sinner a conquistare cinque Masters 1000 consecutivi nella prima metà del 2026. Sul crollo di Parigi il mondo del tennis ha continuato a dibattere animatamente. Greg Rusedski, nel suo podcast ‘Off Court with Greg’, ha offerto una lettura alternativa rispetto all’ipotesi del caldo e dell’affaticamento: “Non credo che, dopo un’ora e 45 minuti, il problema abbia a che fare con la preparazione fisica, con l’idratazione o l’alimentazione. Stiamo parlando di un perfezionista maniacale. Fa tutto in maniera impeccabile. Penso che non voglia dire a tutti che è stato colpito da un virus, ma per me è andata così”. Una tesi che si contrappone a quella di Patrick Mouratoglou, convinto al cento per cento che si sia trattato di un colpo di calore, e a quella di John McEnroe, secondo cui il problema dei crampi e del cedimento fisico nelle condizioni di caldo estremo non sarebbe una novità per Sinner, con il team dell’altoatesino al lavoro da anni per trovare le contromisure giuste.