Il presidente della FITP non usa mezzi termini: "Meriterebbe una statua" ha detto, parlando del campione di Sesto Pusteria.
Il 2026 di Jannik Sinner non è soltanto una questione di ranking o di titoli da difendere o da vincere. È l’anno in cui il fuoriclasse di Sesto Pusteria può consolidare la sua dimensione di dominatore del circuito, assieme all’amico-rivale Carlos Alcaraz, dopo aver chiuso il 2025 con il trionfo alle ATP Finals di Torino proprio contro il murciano. Il calendario prevede subito l’Australian Open a Melbourne, quindi la rincorsa ai tornei primaverili che lo scorso anno Sinner non poté affrontare a causa della sospensione concordata con la Wada. Jannik arriva alla nuova stagione con una solidità tecnica e mentale che lo rende un riferimento assoluto.
Tutto questo, tra l’altro, senza cambiare di una virgola il suo modo di essere, come ha confermato, dalle colonne del Corriere dello Sport, il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Angelo Binaghi. “È un italiano anomalo, specie rispetto ad altri campioni dello sport istrioni e vivaci. Alberto Tomba, Valentino Rossi o Marco Pantani sono stati campioni opposti di quel che Jannik è e vuole essere. Sinner ha zittito coi risultati chi lo ha messo alla gogna, meriterebbe una statua. Non ha cambiato niente di se stesso se non che vince e guadagna molto di più”.
“Lui e gli altri tennisti italiane, donne e uomini, piacciono e sono esempi per i giovani anche per il comportamento impeccabile extra campo” ha poi aggiunto Binaghi, che definisce gli atleti ceh rappresentano il Tricolore esempi visibili della capacità, nel corso di queste ultime esaltanti stagioni, di riportare il tennis italiano al centro del mondo, con una sincera genuinità e un’etica di lavoro dai risultati evidenti. Non è un caso che nelle due Top 100, maschile e femminile, l’Italia sia rappresentata da numerosissimi atleti.
In questo scenario, un atleta come Jannik Sinner diventa molto più di un campione: è il perno attorno a cui ruota l’intero movimento. La sua presenza, la sua continuità e la sua capacità di elevare il livello nei momenti decisivi hanno creato un effetto trascinante che si riflette nei risultati collettivi.
E se il futuro resta imprevedibile, una certezza c’è: Sinner ha ancora margini, fame e serenità per spingersi oltre. La nuova stagione gli offre l’occasione di ampliare la sua leggenda e di consolidare un’eredità già enorme. Perché, al di là dei titoli, ciò che resta è l’esempio. E Jannik, come ricorda Binaghi, continua a esserlo senza sforzo, semplicemente restando se stesso.