Carlos Alcaraz, voci preoccupanti dalla Spagna per il rivale di Sinner

Articolo di Andrea Gussoni

Negli ultimi dieci giorni Alcaraz ha mostrato sui social diversi momenti dei suoi allenamenti a Murcia

Dalla Spagna diventano sempre più insistenti le voci su una possibile rinuncia di Carlos Alcaraz anche agli Us Open. Il polso destro continua a non dare le garanzie necessarie e il rischio di forzare il rientro potrebbe essere molto più grave della rinuncia a un appuntamento importante. Alcaraz, che ha appena perso il secondo posto nel ranking ATP a favore di Alexander Zverev, non gioca una partita ufficiale dal 14 aprile, quando al torneo di Barcellona affrontò al primo turno Virtanen. In quell’occasione, durante un recupero di rovescio in controbalzo eseguito con un movimento innaturale, avvertì una fitta dolorosa nella zona sopra la mano.

Negli ultimi dieci giorni Alcaraz ha mostrato sui social diversi momenti dei suoi allenamenti a Murcia. Le immagini lo ritraggono sorridente, apparentemente sereno e capace di colpire la palla con una buona intensità. Un segnale incoraggiante, ma non ancora sufficiente per pensare a un ritorno immediato alla competizione. Il lavoro svolto in allenamento serve soprattutto a verificare la risposta del polso ed esclude, almeno per il momento, lo scenario più grave, quello di un intervento chirurgico dai tempi di recupero imprevedibili.

Allenarsi, però, è una cosa. Affrontare un torneo dello Slam è un’altra. A New York le condizioni ambientali sono particolarmente impegnative: caldo, umidità, superficie molto dura e, soprattutto, la necessità di disputare sette partite al meglio dei cinque set contro avversari che arrivano al torneo al massimo della condizione. Una sollecitazione completamente diversa rispetto a qualche scambio effettuato in allenamento con uno sparring partner.

In questo senso il percorso di Carlitos presenta diverse analogie con quello seguito da Jannik Sinner nelle ultime settimane. Anche il numero uno del mondo ha scelto la prudenza dopo il problema al ginocchio destro accusato in seguito alla finale vinta a Wimbledon. Dopo quanto accaduto al Roland Garros, quando un malessere aveva condizionato la sua prestazione e portato alla sconfitta al secondo turno, la gestione della condizione fisica è diventata una priorità assoluta.

Sinner ha completato le terapie al JMedical di Torino e si prepara ora al ritorno negli Stati Uniti. Dopo qualche giorno in famiglia per il suo 25° compleanno, il programma prevede la partenza per New York, dove avrà a disposizione una dozzina di giorni per allenarsi e ritrovare ritmo e fiducia prima dell’inizio degli US Open, fissato per il 30 agosto.

Alcaraz, invece, resta ancora davanti a un bivio. Da una parte c’è la tentazione di difendere il titolo e tornare finalmente sul palcoscenico più importante. Dall’altra c’è la necessità di ascoltare il proprio corpo. Per un campione che ha già dimostrato di poter dominare il tennis mondiale, la scelta più difficile potrebbe essere proprio quella di aspettare. Perché perdere uno Slam fa male. Perdere mesi, o compromettere una carriera, sarebbe molto peggio.

Giornalista dal 2008 e grande appassionato di tutti gli sport da sempre, segue con particolare interesse basket e volley che ha anche praticato a livello dilettantistico fino ai tempi dell’università. Ama viaggiare, sia per lavoro che con la mia famiglia, e non sa resistere alle tentazioni in cucina.

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