Le ultime dichiarazioni del Kid di Las Vegas sollevano più di un dubbio sul futuro del rapporto fra l'Azzurro e il supercoach australiano.
Protagonista in questi giorni in Laver Cup, in qualità di capitano non giocatore del Team World, Andre Agassi è tornato a parlare di Jannik Sinner e del supercoach australiano Darren Cahill, che proprio il Kid di Las Vegas conosce benissimo avendolo avuto come allenatore nella fase finale della sua carriera, quella in cui diventò, nell’estate del 2003, il più “anziano” dell’epoca a raggiungere la vetta del ranking ATP, prima che quel record venisse sbaragliato, in anni successivi, dai leggendari componenti del Big Three (Federer, Nadal e Djokovic).
In particolare, però, Agassi ha sottolineato che il rapporto fra Sinner e Cahill, iniziato nel mese di giugno del 2022, non potrà durare per sempre: “Penso che ogni rapporto tra allenatore e giocatore abbia un suo capolinea – ha detto l’ex tennista statunitense intervistato da La Repubblica -. Un allenatore davvero bravo, alla fine, arriva quasi a rendere superfluo il proprio lavoro”.
“Prima o poi insegni ciò che sai, insegni al giocatore cosa lo rende forte. E anche tu impari da lui. Per un certo periodo ciò rende migliore anche te. Ma poi arriva un momento in cui le cose possono cambiare e una voce nuova può portare qualcosa di diverso. Ma Sinner e Cahill sono stati straordinari l’uno per l’altro” ha concluso Agassi.
Cahill aveva già annunciato nel 2025 la sua intenzione di ritirarsi dal circuito, prima che Jannik Sinner gli facesse cambiare idea in vista del 2026. Per il futuro, il supercoach australiano non ha regalato ulteriori indicazioni: il finale di stagione, con gli ultimi Masters 1000, le ATP Finals e la Coppa Davis (sulla cui presenza di Sinner restano comunque forti dubbi) potrebbe essere decisivo per capire se quanto detto da Agassi possa concretizzarsi già al termine del 2026.