Matteo Berrettini

Aggiornato Lun 26 Ott 2026 alle 16:39

Matteo Berrettini è tornato protagonista nelle ultime notizie del tennis italiano, con una stagione 2026 che lo ha visto attraversare alti e bassi, infortuni e riscatti, fino alle ultime novità che arrivano da Shanghai. Il romano ha superato il primo turno del Masters 1000 di Shanghai battendo in rimonta Aleksandar Kovacevic, ritrovando il sorriso dopo l’uscita prematura a Tokyo. Una vittoria che dimostra la resilienza di un giocatore che conosce bene il significato di rialzarsi dopo le difficoltà.

Al termine del match di Shanghai, però, il pensiero di Berrettini è andato subito al suo grande amico Jannik Sinner e al suo stop forzato. Il numero uno del mondo ha deciso di chiudere anzitempo la stagione a causa di un problema al ginocchio che lo tormenta da mesi, e l’azzurro romano non ha nascosto la sorpresa: «Non me lo aspettavo. So cosa significa essere infortunati, so quanto sia dura mentalmente affrontare questi momenti, e l’ultima cosa che vuoi è qualcuno che ti chieda quando torni». Berrettini ha rivelato di aver scritto personalmente a Sinner per fargli sentire il calore del gruppo: «Gli ho scritto che tutti lo aspettiamo. È il miglior giocatore del mondo, ha uno dei migliori team al mondo e la mentalità migliore che abbia mai visto nella mia vita. Sono sicuro che tornerà più forte. Non vediamo l’ora di vederlo in campo nel 2027».

Una stagione tra infortuni e grandi rimonte

Le ultime notizie su Berrettini raccontano di un 2026 segnato da una costante lotta contro i problemi fisici, ma anche da prestazioni di altissimo livello quando il fisico ha retto. Il percorso al Roland Garros era stato esaltante: il romano aveva raggiunto i quarti di finale per la seconda volta in carriera, battendo tra gli altri Juan Manuel Cerundolo, prima di essere costretto al ritiro durante la sfida contro Matteo Arnaldi a causa di un problema all’addome. «Spero di essermi fermato in tempo», aveva dichiarato in lacrime sullo Chatrier, con la consapevolezza di aver trovato finalmente le sensazioni giuste in campo dopo mesi complicati.

A Wimbledon era poi arrivata un’altra avventura intensa: Berrettini aveva superato il primo turno in una maratona di quattro ore e un quarto contro Stan Wawrinka, con tutti i set decisi al tie-break, per poi battere Arthur Fils al secondo turno prima di cedere a Grigor Dimitrov in cinque set. Subito dopo, un nuovo stop: dolore cronico all’anca che lo ha costretto a saltare diverse settimane di competizioni. L’obiettivo dichiarato era sempre stato quello di tornare per la tournée americana, e così è stato.

Agli US Open Berrettini ha vinto al primo turno contro Wawrinka — in quello che si è rivelato l’ultimo match in uno Slam per lo svizzero — prima di essere eliminato al secondo turno dall’argentino Mariano Navone. «Non vedevo bene la palla, non voglio accampare scuse, ma sentivo proprio che mi mancava la distanza: ero sempre sfasato», aveva ammesso il romano con onestà dopo la sconfitta, descrivendo una giornata storta in cui non era riuscito a esprimersi né nel gioco né nell’atteggiamento.

Il coraggio di denunciare: le minacce di morte alla famiglia

Tra le notizie più forti dell’estate, Berrettini aveva fatto parlare di sé anche fuori dal campo. Dopo la vittoria contro Wawrinka agli US Open, il tennista romano aveva rivelato in conferenza stampa un episodio gravissimo: durante il Roland Garros, suo fratello aveva ricevuto sul telefono minacce di morte indirizzate all’intera famiglia, con messaggi che pretendevano che Berrettini perdesse volontariamente le partite. «Ovviamente mio fratello ha segnalato tutto all’ATP e anche noi abbiamo segnalato tutto. Però noi abbiamo trent’anni, siamo adulti, ma se penso alle ragazze e ai più giovani, ricevere questo genere di messaggi può fare paura», aveva dichiarato il romano, chiedendo a gran voce la creazione di strumenti più efficaci per tutelare i giocatori. Un caso che non è risultato isolato, considerando episodi simili vissuti da altri tennisti italiani come Lucrezia Stefanini.

Nonostante tutto, Berrettini si presenta a questa fase finale della stagione con una mentalità rinnovata. «Ho capito che devo stare bene, creare un ambiente che mi fa stare bene con il mio team, con le persone che mi sono accanto», aveva spiegato alla vigilia degli US Open. Una filosofia maturata attraverso anni di infortuni e rientri, che sembra finalmente avergli permesso di trovare un equilibrio più solido. La vittoria a Shanghai e la probabile convocazione in Coppa Davis a Bologna a novembre rappresentano ora i prossimi appuntamenti di un finale di stagione che il romano vuole vivere da protagonista, consapevole di poter ancora dire la sua ad alto livello quando il fisico lo asseconda.