Matteo Berrettini

Aggiornato Lun 27 Apr 2026 alle 16:10

Le ultime notizie su Matteo Berrettini raccontano di un tennista in continua ricerca di continuità, capace di regalarsi momenti di tennis straordinario alternati a eliminazioni precoci. Il periodo più recente ha avuto come palcoscenico principale il Masters 1000 di Monte Carlo, dove il romano ha vissuto emozioni contrastanti nel giro di pochi giorni.

Il capolavoro contro Medvedev e l’eliminazione per mano di Fonseca

A Monte Carlo, Berrettini ha prima firmato una delle prestazioni più sorprendenti della sua carriera, travolgendo Daniil Medvedev con un netto 6-0, 6-0. Un risultato storico, considerando che i tre precedenti testa a testa erano stati tutti favorevoli al russo, che non perdeva contro il romano dal lontano 2018. Lo stesso Berrettini ha faticato a credere a quanto stava accadendo: «È stata una partita strana, non mi aspettavo di giocare così bene e non mi aspettavo che lui faticasse così, è stata una delle migliori partite della mia vita», ha dichiarato a fine match. Medvedev, autore di 27 errori non forzati e appena tre vincenti, ha anche rotto la racchetta davanti a un pubblico allibito, scatenando le critiche della stampa francese e russa.

Il sogno si è però interrotto al turno successivo, dove Berrettini è stato eliminato dal giovane brasiliano Joao Fonseca con un netto 6-3, 6-2. Il 19enne di Rio de Janeiro ha dominato soprattutto al servizio, approfittando di un momento di calo psicologico del romano proprio quando sembrava poter rientrare in partita. Berrettini ha poi elogiato generosamente il suo avversario, indicandolo come un potenziale terzo incomodo nel duopolio Sinner-Alcaraz: «Fondamentalmente è un giocatore senza lacune: colpisce benissimo la palla, si muove bene, serve bene e lotta sempre». Il romano ha anche sottolineato come, pensando ai propri miglioramenti dopo i 19 anni, il potenziale di Fonseca sia ancora tutto da esprimere.

Un 2026 tra infortuni, rientri e segnali incoraggianti

La stagione 2026 di Berrettini era partita nel peggiore dei modi: il forfait agli Australian Open per un infortunio agli addominali aveva costretto il romano a rimandare ancora una volta l’appuntamento con Melbourne, dove nel 2022 aveva raggiunto la semifinale. Un’assenza pesante, arrivata dopo un finale di 2025 brillante, culminato con il contributo decisivo al quarto trionfo dell’Italia in Coppa Davis.

Il rientro era avvenuto a Buenos Aires, con una vittoria all’esordio contro Federico Coria seguita però da una sconfitta al secondo turno contro il ceco Vit Kopriva, numero 95 del mondo. Segnali di ruggine comprensibili dopo le settimane di stop, ma la condizione fisica sembrava in progressivo miglioramento. A Rio de Janeiro, Berrettini aveva poi raggiunto i quarti di finale — il suo miglior risultato stagionale fino a quel momento — prima di cedere al peruviano Ignacio Buse in tre set. A Miami, invece, dopo un esordio convincente contro Alexandre Müller, si era arreso al monegasco Valentin Vacherot al terzo turno.

Il percorso a Monte Carlo, con la clamorosa vittoria su Medvedev e la successiva sconfitta contro Fonseca, rappresenta comunque un segnale importante: Berrettini, quando riesce a esprimere il suo miglior tennis, può ancora competere ai massimi livelli. Lo confermano anche i numeri economici della sua carriera: con 13,9 milioni di dollari accumulati in carriera, è il settimo tennista italiano di sempre per prize money, alle spalle solo di Fognini e del dominatore assoluto Jannik Sinner.

Lo sguardo verso Roma e il futuro

Dopo Monte Carlo, Berrettini ha già proiettato la sua attenzione verso il torneo di Roma, l’appuntamento più sentito della sua stagione sulla terra rossa. «Giocare a Roma è un grandissimo regalo che faccio a me stesso», ha dichiarato il romano, che ha ripercorso il legame viscerale con gli Internazionali BNL d’Italia, un torneo che segue fin da bambino e nel quale vuole finalmente esprimersi senza rimpianti. Quella spinta emotiva, ha spiegato, è ciò che lo motiva a scendere in campo ogni settimana.

Il cammino di Berrettini nel 2026 resta quello di un campione che lotta per ritrovare la continuità perduta a causa di una serie di infortuni che ne hanno condizionato gli ultimi anni. La classe e il talento non sono mai stati in discussione, come dimostra la prestazione contro Medvedev. La sfida, ora, è trasformare le fiammate in un rendimento costante, partendo proprio dai tornei sulla terra rossa che storicamente lo esaltano.